Mats Hedberg solo

Mats Hedberg è uno dei chitarristi più eclettici in circolazione e il suo talento è multisfaccettato. Compositore, chitarrista e arrangiatore svedese (ma da tanti anni trasferitosi in Italia), Mate ha dato un’impronta particolare e tutti i suoi progetti. E non sono pochi, vista la sua attitudine per la sperimentazione e la sua originalità. Il tutto condito da interpretazioni chitarristiche di altissimi livello che lo hanno portato ad essere molto apprezzato sulla scena internazionale. Il suo più recente cd si intitola “Solo Elements” e, come dice il titolo, lo vede come solista nel terzo capitolo di una trilogia improntata sulla chitarra classica.
Nella biografia di Mats Hedberg spiccano tante collaborazioni famose che testimoniano il suo amore per il progressive rock anni ’70 ma anche per il rock e la musica classica. Ha lavorato tra gli altri con Lutricia McNeal, Meja, Robert Wells, Billy Cobham. Ma anche con Elena Somarè, Massimo Ranieri, Wess, Bobby Solo, Sabrina Salerno, Giovanni Imparato…In particolare con il batterista Morgan Agren ha messo in piedi il VargtonProjekt, sotto il cui marchio presto realizzerà un nuovo disco. Ma i progetti di Mats Hedberg per il nuovo anno sono molteplici. Come ha raccontato a backDigit.com in questa interessante intervista…

Intervista a Mats Hedberg

Mats, il tuo ultimo album solista risale allo scorso luglio. Come mai lo hai intitolato Solo Elements?

Questo album è il terzo di una trilogia pubblicata da Aulicus Classics, tutta fatta di mie composizioni in cui la chitarra classica è lo strumento principale. Il primo, nel 2022, intitolato “solo Duo” era suonato da me ma in DUO ovvero con sovraincisioni della seconda chitarra. Il secondo, invece, sempre alla fine del 2022 portava il titolo Nordic Elements. Era in duo con il violinista e compositore contemporaneo Stefan Pontinen. Solo Elements si riferisce al fatto che è un album per sola chitarra suonato unicamente da me. Tutti e tre disponibili anche in CD e tutti in streaming.

L’ispirazione per “Solo Elements”

Mats Hedberg cd solista

Da dove hai preso ispirazione per questo nuovo cd e quali sono i pezzi che ti piacciono di più?
I brani di questo album sono state scritti in momenti e luoghi diversi e sono ispirati ai grandi compositori del passato. Provengo da anni di sperimentazione nel contemporaneo e nel mondo progressista. Volevo riconnettermi con coloro che mi hanno formato traendo ispirazione dal loro universo, immaginando i loro sogni.
Ho scritto Children Song nella campagna toscana mentre ascoltavo Bela Bartok. Bulerias e Andalusien li ho composti sull’Isola di Gotland mentre studiavo e ascoltavo i grandi
compositori svedesi e spagnoli dell’inizio del XX secolo.
Resistens scritto originariamente per violino e chitarra, è dedicato al pastore protestante Dietrich Bonhoeffer che fu giustiziato nel campo di concentramento di Flossenburg il 9 aprile 1945 in Germania.

Come ti sei avvicinato alla chitarra e quali sono stati i tuoi eroi musicali?

Suono la chitarra fin da giovanissimo. La mia prima ispirazione è stata Jimi Hendrix. Successivamente Ritchie Blackmore e infine Paco de Lucia.

Mats Hedberg: uno svedese “quasi” italiano

Qual è a parer tuo la differenza principale del fare musica come la tua in Svezia e in Italia?

A parer mio non c’è una grande differenza. Io suono in tutto il mondo. Forse una differenza la fa il clima. In Italia ogni tanto hai voglia di passeggiare mentre in Svezia, chiuso in casa, studi di più.

Nel corso della tua carriera hai collaborato con tanti artisti internazionali ma quale collaborazione ti è rimasta davvero nel cuore e perché?
Forse quella più intensa e che mi ha fatto crescere di più come musicista è stata con l’ultimo batterista di Frank Zappa: Morgan Ågren. Con lui abbiamo realizzato l’album Vargton Projekt – ProgXprimetal uscito nel 2011con l’etichetta progressive finlandese Lion Music Records.
Abbiamo registrato il disco con chitarra e batteria poi abbiamo aggiunto altri strumenti come tastiere, bassi…
Infine nel 2021 ho scritto il primo e unico Manuale di EBow che si intitola Ebow Guitar, uscito in versione cartacea per la Dantonemusic di Milano. (EBow è un accessorio che simula il suono di un violino.. etc)

Le collaborazioni e i progetti futuri

Di recente hai lavorato con Elena Somarè. Come è nata questa collaborazione e sei soddisfatto dei risultati?

Ho conosciuto Elena Somarè grazie ad un amico comune, un artista. Mi ha interessato subito la sfida di arrangiare e comporre per il suo strumento che è del tutto particolare: il fischio
Per la Somarè, oltre che suonare in tutto il mondo sia in duo che con quartetto, ho arrangiato il suo ultimo album “Respiro” . Abbiamo registrato due concerti per l’emittente televisiva di SKY Classica HD andati in onda per tutto il 2022 e 2023.
Inoltre abbiamo appena finito di registrare per l’etichetta Aulicus Classics. Si tratta di un album con repertorio tradizionale e classico in duo per fischio e chitarra che uscirà intorno alla fine di febbraio e si chiamerà Whistling Classics. Un altro è in preparazione con brani inediti.
Progetti futuri?
Sto preparando un nuovo album sempre di sola chitarra per Aulicus Classics. Quindi le registrazioni del nuovo album Nordic Elements 2.0 dei VargtonProjekt con Morgan Agren. Il nostro primo disco insieme è stato progxprimetal del 2011 per lionmusic records. Poi ci sarà il nuovo cd di Hong Camera, il mio project con Marco Testoni. Il primo disco che abbiamo fatto insieme è stato Impatients (con Billy Cobham come guest su tre brani) e il secondo in duo cinematica e hai camera pocket (che trovate sempre su Spotify).

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