Addio a Gozzelino, l’uomo che inventò il Crodino
È morto Maurizio Gozzelino, l’uomo che inventò il Crodino, uno dei sapori più riconoscibili dell’Italia del dopoguerra. Aveva 91 anni. Con la sua intuizione trasformò una piccola realtà alpina dell’Ossola in un simbolo nazionale dell’aperitivo analcolico.

Un’intuizione nata tra le montagne dell’Ossola
Nato a Saluzzo nel 1935, Gozzelino era un uomo riservato, colto, legato alla montagna e alla disciplina degli Alpini. Dopo il servizio militare come ufficiale della Brigata Julia, arrivò nel 1963 alle Terme di Crodo come responsabile dell’Ufficio Sciroppi. Fu l’inizio di una storia destinata a entrare nell’immaginario collettivo italiano.
Nella valle ossolana, ai piedi del Monte Rosa, il suo compito era tanto semplice quanto ambizioso: creare nuove bevande capaci di affiancare la storica acqua minerale di Crodo. Per mesi lavorò in laboratorio tra infusioni, erbe aromatiche e scorze. Vaniglia, arancia amara, assenzio, zenzero, coriandolo, chiodi di garofano, genziana: ingredienti calibrati con precisione quasi artigianale. La base era l’acqua della sorgente Lisiel, già apprezzata per le proprietà digestive.
Maurizio Gozzelino: Dal laboratorio al mito – la nascita del Crodino
Tra la fine del 1964 e l’inizio del 1965 trovò finalmente l’equilibrio perfetto: colore ambrato, bollicina leggera, gusto aromatico con un elegante finale amarognolo. Nacque così il Crodino (LINK). Il primo lotto contava cinquantamila bottiglie. Nessuno poteva immaginare che quell’aperitivo analcolico sarebbe diventato uno dei prodotti italiani più famosi al mondo.
Insieme all’imprenditore parmigiano Piero Ginocchi, Gozzelino contribuì alla crescita industriale della valle. Poi arrivò la televisione: decenni di campagne pubblicitarie resero il Crodino un fenomeno popolare. Da “Sei come un Crodino” fino allo storico slogan “Il biondo che ti fa nero”, entrato nella memoria di intere generazioni.
Pur essendo l’artefice di un successo internazionale, Maurizio Gozzelino mantenne sempre uno stile discreto e lontano dai riflettori. Nel 2016 ricevette il Ginocchi d’Oro dal Centro Studi Ginocchi e nel 2021 il Comune di Crodo gli conferì la cittadinanza onoraria per il contributo dato allo sviluppo del territorio e dell’economia locale.
Oggi l’Italia saluta non soltanto un inventore, ma un uomo che seppe trasformare un’intuizione in un rito quotidiano. Senza la sua mano in laboratorio, una delle abitudini più italiane non sarebbe mai nata.
Salvo Nugnes
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