L’IMPATTO DEI GIOVANI SUI SOCIAL MEDIA

Oggi il modo più semplice e più utilizzato per comunicare riguarda i giovani e i social media, ma non solo, è mediante piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, Twitter e LinkedIn. Queste piattaforme online consentono la connessione tra persone, la condivisione di contenuti e l’interazione con gli altri. Questa modalità di comunicazione è sorta dopo il 1998 con il lancio di Google che rivoluzionò ogni tipo di ricerca su Internet. Infatti dai primi anni del 2000, ormai da quasi trent’anni, le piattaforme hanno assunto dimensioni gigantesche. Basta pensare che Facebook collega più di 3 miliardi di utenti attivi mensilmente in tutto il mondo.

Proprio grazie alla presenza di queste piattaforme sono nate nuove forme di commercio – l’e commerce – e nuove professioni come quella dell’ influencer. Sono persone che, con i loro video continui e frequenti, si fanno vedere, ricevendo migliaia di follower e approdano a compensi economici.

i giovani e i social media

L’impatto dei social network sui giovani

Dietro questa grandissima vetrina di comunicazione, che comunque ha una funzione di connessione in tutto il pianeta, compaiono però le prime disfunzioni comportamentali. Queste disfunzioni possono trasformarsi in vere e proprie dipendenze. Infatti, soprattutto i giovanissimi trascorrono molte ore con cellulari, laptop e dispositivi simili. In questo modo, si estraniano completamente dal mondo esterno e vivono in connessione soltanto con questo “mondo virtuale”. I ragazzi si svegliano la mattina e si addormentano la sera costantemente connessi con i loro strumenti – in particolare con i cellulari. Purtroppo, già in America sono sorti molti Centri per l’eliminazione di questo tipo di dipendenza.

Cause dell’uso problematico dei social media nei giovani

Un incontro in piazzetta, in un parco, in un grande luogo all’aperto fatto fisicamente diventa sempre più sporadico e, spesso, quando ci si trova in questi luoghi comuni, ognuno è alle prese con il proprio telefono. Se si va ad una cena in un ristorante, sui tavoli si vedono posizionati tanti cellulari quanti sono i commensali ed ognuno, di tanto in tanto, sente il bisogno di prenderlo e utilizzarlo.

i giovani e i social media

Effetti dei social media sui giovani

Continuando di questo passo, si finirà per diventare degli “alieni” che sanno comunicare solo virtualmente, senza affacciarsi più al mondo reale. Il mondo reale è fatto anche di tramonti, di montagne imbiancate, di mare in tempesta, di uccelli che migrano insieme come le rondini in primavera, e così via. Ciò allontanerà sempre di più l’esistenza del rapporto umano fatto di incontri, sorrisi, incomprensioni, risate. Soprattutto di uno scambio “vero”, come un abbraccio o un bacio.

Ci si dimentica della “dimensione umana”, quella che appartiene all’uomo reale, all’insegna dei valori come l’amore, l’amicizia, la solidarietà, la fratellanza, la generosità e la lealtà. Spesso ci si trincera dietro video superficiali e vuoti. Alcuni ricorrono addirittura all’uso di figure religiose, chiedendo like o consensi in cambio di un prodigioso miracolo o di una ricca fortuna. Altri mostrano immagini vanitose di ragazze che si propongono in ogni modalità: con abiti succinti, trucchi vistosi o balli inventati e arrangiati.

È possibile accontentarsi di tutto questo? Sorge spontanea la domanda: è questa la vita che ci appaga oggi?

Osservando dall’esterno, i giovani non sembrano né soddisfatti, né ancor meno appagati, e questo aspetto è confermato sempre più dai dati Istat che parlano di un incremento esponenziale del disagio giovanile. In Italia, un adolescente su 4 soffre di depressione e uno su 5 manifesta disturbi d’ansia. Una delle cause più comuni viene imputata proprio all’uso problematico dei social media, e questo aspetto dovrebbe indurre a rivedere – tutti, indistintamente tutti – l’uso di questi strumenti limitandone i tempi.

i giovani e i social media

Prevenzione e consapevolezza digitale

Bisogna infatti stare molto attenti a questo tipo di realtà, perché il rischio è che il prossimo passo di ogni ragazzo sia l’isolamento e della scarsa o assente socializzazione. È opportuno riflettere su tutto questo, in quanto è sempre la prevenzione a poter arginare la “malattia”.

L’uomo nasce come essere sociale, nelle tribù, nei villaggi, nelle campagne e nelle città, e non bisogna annichilirlo e trasformarlo in un essere solitario, chiuso in rapporti virtuali…Il suo futuro e con gli altri, non nell’isolamento!

Maura Livoli Psicologa Psicoterapeuta


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