LE CRISI ESISTENZIALI COSA SONO, COME SUPERARLE E ASPETTI TEORICI
Le crisi esistenziali appartengono all’essere umano che cambia e rappresentano proprio dei momenti di trasformazione, di crescita e di evoluzione, ma come tutti i cambiamenti creano sofferenza e un grande disorientamento.

Le fasi delle crisi esistenziali
Esistono 4 momenti delle crisi esistenziali. Il primo momento è quello in cui il soggetto si sente disorientato e prevaricato. Il secondo, il più delicato, è quello del rifiuto o della negazione in cui la persona cerca di schivare la nuova realtà. Il terzo momento ha in sé la consapevolezza, di fatto il soggetto inizia ad accettare la nuova situazione nel suo insieme. Il quarto momento è quello in cui inizia il nuovo significato esistenziale e si cerca di dare un nuovo senso alla vita ormai presente. Tuttavia, ogni tipo di cambiamento dettato sia da situazioni esterne, ambientali che da una propria evoluzione mentale interiore crea un momento di disorientamento in cui bisogna cercare di trovare delle strategie per non restare bloccati nella situazione nuova.
Strategie per affrontare la crisi esistenziale
Infatti, è opportuno cercare di trovare un senso vero alla nuova esistenza. È importante acquisire nuove conoscenze, competenze e abilità ed avere l’umiltà, quando non si riesce da soli, di chiedere aiuto agli altri. Anche persone esterne alla propria sfera personale, cioè specialisti addetti ai lavori (psicoterapeuti, psicologi, counselors), possono offrire un supporto adeguato. Ciò consente di arrivare più facilmente ad una introspezione sulla propria persona e sui propri valori esistenziali evitando di entrare in un vicolo cieco che porta poi al tunnel della depressione.
Un’ attenta e profonda riflessione è stata fatta da diversi scienziati della mente tra cui Jung, Erikson e V. Frankl. Per Jung, le crisi esistenziali sono state interpretate come un vero processo di individuazione in cui il soggetto deve riuscire ad integrare gli aspetti opposti della propria personalità per creare un’ esistenza in equilibrio e più armonica. Per Erikson, dopo una sua evoluzione personale, le crisi rappresentano un’autentica opportunità di crescita e di sviluppo. Esse sono quasi necessarie per l’evoluzione della persona, in quanto consentono la risoluzione di conflitti interiori. Inoltre, favoriscono il bisogno di acquisire nuove abilità e nuove competenze che danno poi all’Io nuove certezze esistenziali. Infine, per V. Frankl le crisi vengono viste come una opportunità di trovare un nuovo senso alla propria vita soprattutto dopo una grande sofferenza come ad esempio un lutto dei genitori o una grave malattia o una dolorosa separazione coniugale.
Ho voluto citare solo questi tre autori come riferimento generale riguardante questo argomento, ma sono molti gli studiosi che se ne sono occupati.
Crisi esistenziali e cambiamenti nella società contemporanea
In questo nuovo millennio, che ha ormai superato il primo quarto di secolo, l’avvento della tecnologia ha reso sempre più prepotente il cambiamento, non solo individuale ma anche collettivo. Molti rapporti umani si sono trasformati in rapporti virtuali, con feedback e risposte mediati dalle macchine. Sono venuti meno i vecchi incontri al bar, le comitive fuori da scuola, i ragazzi insieme in discoteca. La diffusione di numerosi games online, anche piuttosto violenti, nei quali si interagisce con nemici in guerra o si cercano alleati, ha inoltre incrementato aspetti deleteri, come il portarsi dietro un coltello o un attrezzo appuntito.
Infatti, la violenza in strada e la pericolosità non sono aumentate in quanto ci sono i Social, ma hanno subito oggettivamente un incremento perché – soprattutto i giovani – con tutte queste immagini non fanno altro che sviluppare interiormente uno stato di maggiore aggressività.
Non si usa quasi più il dialogo, il confronto, la comunicazione tra persone, si arriva rapidamente al gesto impulsivo, sbagliato e, talvolta letale.
Possibili soluzioni e riflessioni finali
Come soluzione cosa si può proporre? Forse meno utilizzo dei Social, meno Games War, ma soprattutto più incontri fisici e cellulari lasciati a casa, non dimenticati, ma lasciati volutamente a casa per essere liberi di pensare senza distrazioni estranee. Bisogna avere il coraggio per capire realmente il beneficio.
Provare per credere!
Maura Livoli Psicologa Psicoterapeuta
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