Roma, un calcio contro la guerra: la nuova opera di Laika per l’8 marzo
Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, tra le strade eleganti del quartiere Ludovisi a Roma, è comparso un nuovo manifesto che non passa inosservato, contro la guerra. È firmato dalla street artist Laika (LINK), nota per i suoi interventi urbani rapidi e provocatori, spesso dedicati ai diritti civili e alle questioni internazionali.

L’opera si intitola “War Is Patriarchy” e si trova in Via Boncompagni, a pochi passi dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma. Il poster raffigura una militante transfemminista mentre spezza un missile con un calcio: un gesto simbolico, potente, quasi cinematografico. Un’immagine semplice ma carica di significato, che mette al centro il rifiuto della guerra e della violenza.
Laika contro la guerra: War Is Patriarchy
Per l’artista, questo 8 marzo arriva in un momento storico particolarmente complesso. Nel suo messaggio parla di un mondo attraversato da nuovi venti di conflitto e da anni di investimenti nella spesa militare, spesso accompagnati – secondo lei – da tagli a sanità, istruzione e diritti sociali. Secondo Laika, la guerra rappresenta una delle espressioni più estreme del patriarcato: un sistema basato su gerarchie, dominio e controllo. Nella sua visione, la logica militare riproduce su scala globale quella stessa struttura di potere che storicamente ha oppresso donne e minoranze.
Leggi anche: Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia: Laika scuote Roma con “Shame on You”
La street art come voce critica
Non è la prima volta che Laika utilizza i muri della città per lanciare messaggi politici. Le sue opere, quasi sempre affisse di notte e diffuse rapidamente sui social, trasformano la città in una galleria a cielo aperto dove l’arte diventa anche commento sull’attualità. Il poster di via Boncompagni rientra proprio in questa tradizione: immagini dirette, slogan forti e una posizione chiara su temi come guerra, diritti civili e libertà.
Leggi anche: “The Bloody Match”: Laika contro la partita Italia–Israele, quando il calcio si tinge di sangue e protesta
Un invito alla mobilitazione
Nel suo intervento, l’artista invita anche a partecipare alle mobilitazioni legate all’8 marzo, ricordando che la lotta contro la guerra e quella contro il patriarcato, nella sua visione, sono strettamente connesse. Il messaggio finale è semplice ma deciso: difendere la vita, i diritti e la pace significa anche mettere in discussione i sistemi di potere che alimentano violenza e disuguaglianze.
Leggi anche: Laika ICE OUT: la street artist denuncia l’ICE ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026
E così, ancora una volta, un muro di Roma diventa una pagina aperta sul presente. Un’immagine incollata nella notte che, con un solo gesto — un calcio contro un missile — prova a raccontare una battaglia molto più grande.
Altro per te
SocietàA Cecina arriva Pedale Rosso contro la violenza di genere, Domenica 9 novembre 2025
CECINA – Domenica 9 novembre 2025, la città si mobilita contro la violenza di genere. Un messaggio forte di libertà, unione e solidarietà con…
Intervista alla Dott.ssa Elisa Caponetti: la violenza invisibile
Violenza psicologica: i segnali invisibili nelle relazioni
La guerra dell’acqua: un conflitto raccontato come un videogioco
Arancia Meccanica: la violenza come specchio della società, dal film di Kubrick alle baby gang di oggi
Violenza Cani Randagi Egitto: Brutalità Sistemica Ignorata
CHE COS’È LA GUERRA E PERCHÉ SI FA LA GUERRA
2000 METRI AD ANDRIIVKA – L’Avanzata nella Foresta, Dove la Guerra Diventa Cinema Verità – Dal 19 Gennaio al Cinema
Altri articoli su Guerra
- La guerra dell’acqua: un conflitto raccontato come un videogioco9 Mar
- HELP(2): Un album, 23 artisti, un unico scopo “aiutare chi soffre”5 Mar
- Recensione del cortometraggio Yours Eternally24 Feb
- Recensione – Il suono di una caduta (Sound of Falling): L’ambizione estetica e la crisi della linearità13 Feb
