Intervista a Mitch: Il nuovo show “Recensioni del Terzo Tipo”
Oggi Mitch nel suo percorso incontra una nuova tappa televisiva, restando sempre coerente con il suo modo: spontaneo, curioso, senza troppi formalismi. In questa intervista gli ho chiesto del suo nuovo progetto su Food Network, Recensioni del Terzo Tipo (LINK), il lavoro fatto finora e lo sguardo con cui continua a esplorare questo mondo.

Sei partito da poco con un nuovo format su Food Network, com’è nata questa idea?
Oggi i ristoranti sono diventati dei veri e propri “influencer” , con foto perfette e milioni di like. Ci si siede a tavola e ci si chiede “ma c’è davvero sostanza dietro quello che vediamo?”. Da qui è partita la voglia di creare un programma che parlasse di questo. Spesso mi trovo in giro per lavoro e tra le cose che mi chiedo c’è sempre il “dove andiamo a mangiare stasera?”. Ma come scelgo? Sicuramente il passaparola, le recensioni o le foto sui social. Inoltre, quando andiamo a mangiare fuori ci basiamo sulla fiducia del ristoratore. Ma cosa stiamo realmente mangiando? Perché molti non informano il consumatore? Secondo me è un diritto. Oggi si paga, e non poco, ed è giusto sapere cosa stai mangiando, da dove proviene, come è cucinato.
Perché “Recensioni del terzo tipo”?
Le recensioni del primo tipo sono quelle relative al passaparola, il consiglio di amici e parenti. La recensione del secondo tipo è quella del web. Del Terzo tipo è la mia.
Oggi ci sono tanti programmi legati alla cucina, pensi che il pubblico sia più difficile da conquistare?
Secondo me oggi il cibo unisce tutti. Tutti mangiano, cercano ricette, hanno voglia di riunirsi. Alla fine il cibo è un argomento che porta interesse.
Tu che conosci bene l’intrattenimento radiofonico e anche televisivo, pensi che sia cambiato il modo di fare intrattenimento?
Il modo è sicuramente cambiato. Non è più lo stesso. Inizialmente eravamo una coppia, Mitch e Squalo, e posso vantarmi nel dire che siamo stati i primi creators italiani a creare dei programmi televisivi sul web, quando ancora nessuno credeva nel potere di Internet. Io e Squalo, insieme anche a Francesco Facchinetti abbiamo creato i primi programmi interattivi prima di passare alla radio. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio.
Oggi ormai ogni realtà televisiva ha il suo ramo social, i podcast sono diventati le radio, però il trucco è sempre lo stesso: il contenuto deve essere forte !
E il modo di fare ironia è cambiato?
Tantissimo. Con il politicamente corretto è cambiato tanto. I comici con cui sono cresciuto io oggi sono bannati dalla televisione. L’ironia è cambiata. Non so dirti se sia un bene o un male, lo scopriremo con il tempo. Mi rendo conto che i giovani di oggi ridono con delle battute che a noi non arrivano. Ma al di là dell’ironia è cambiata proprio la comunicazione in generale.

Dopo tanti anni, ti senti più vicino al web, alla radio o alla tv?
Mi manca solo l’editoria…
Mi ricollego a prima: l’importante è avere un contenuto da veicolare, poi il mezzo viene dopo. Non riesco a focalizzarmi su un mezzo solo. Le radio più importanti ormai hanno il loro canale televisivo. Quando ho iniziato io in radio lavoravo con la fantasia, potevo dire “sono alle Maldive” e dall’altra parte chi ascoltava era preso da quello che io dicevo in onda. Oggi c’è il canale, mi vedi in uno studio televisivo che sto parlando.
Visto che parliamo di recensioni, in che momento della tua carriera sei e che recensione ti dai?
Alla luce di quello che ho fatto, immaginiamo di essere in un pranzo di matrimonio e io mi trovo alla prima portata del secondo. Mi manca la seconda portata del secondo e tutta la parte del dolce.
Ho ancora tante idee e sogni da realizzare.



























