Andrea Bruni: CIAO ROMEO – Storia di un’amicizia a sei zampe. Dal primo all’ultimo abbraccio
Ciao Meone, che viaggio lungo e meraviglioso ci siamo fatti in questi tredici anni. Un quarto della mia esistenza vissuto accanto a te. Mi spiace davvero che tu debba affrontare da solo l’ultimo percorso; una volta tanto sono io a non poter entrare. Non per il momento, almeno. Ma so che te la caverai benissimo anche senza di me; e una volta arrivato potrai giocare di nuovo con Biagio, Pongo, Lady, Nuvola e tutti gli altri amici a cui hai voluto bene e che non abbiamo mai dimenticato.
Non sarà facile abituarmi alla tua assenza, anzi, sarà decisamente dura. Sarà triste svegliarmi al mattino senza doverti portare fuori, sarà amaro mettersi a tavola senza vederti scodinzolare intorno nel tentativo di aggregarti al banchetto. Sarà insolito gestire i nuovi spazi di una casa troppo vuota senza le tue cucce e le tue ciotole. E senza quel tuo odore che a poco a poco sta scivolando via dalle finestre.
“Sono felice perché in fondo non te ne sei mai andato…”

Eppure, nonostante lo smarrimento in queste prime ore senza di te, se mi fermo ad ascoltare con attenzione il mio stato d’animo scopro di sentirmi intensamente felice. Felice perché in fondo non te ne sei mai andato. Perché il tuo ricordo è radicato nei miei pensieri, impresso su di me come un tatuaggio. Sei entrato nella mia vita che avevi quattro anni e te ne sei andato ieri mattina, due mesi dopo aver spento diciassette candeline. Quanti ricordi fantastici, quanti giochi, quante spiritosaggini. E quante scenette comiche e quanti soprannomi inventati lì per lì. Quante canzoncine che ti cantavo ogni volta che rientravo.

Quante abitudini che mi hai fatto scoprire in tutto questo tempo e che rimarranno per sempre con me. È stato bellissimo portarti a giro per le strade del mio quartiere, incontrare altri cani con relativi padroni, condividere i nostri racconti umani mentre la vostra conversazione si svolgeva qualche piano più in giù. Con le tue orecchie asimmetriche e i tuoi occhi color liquirizia eri pronto a suscitare il buonumore in chiunque ti incontrasse. E di persone ne abbiamo incontrate davvero tante, tutte colpite dalla tua dolcezza, tutte affascinate dal tuo entusiasmo, dalla tua spontanea curiosità, dal tuo intenso amore per la vita.
“Giorno dopo giorno abbiamo imparato a ridere di tutto”

Così, giorno dopo giorno, abbiamo imparato a ridere di tutto: del tuo appetito da tirannosauro, del tuo pelo irsuto, del tuo modo di corteggiare le cagnette, con approcci del tutto personali che spesso confondevano le due estremità delle dirette interessate. Ogni avventura diventava l’occasione per divertirci, per svelare nuovi momenti di ilarità. Abbiamo imparato a ridere anche di quell’idiota che lasciava sempre il suo cane libero di aggredirti. Caspita, quante volte abbiamo provato a far capire a quell’individuo dalla testa liscia e dal gilet mimetico che doveva usare il guinzaglio come tutti. O per lo meno insegnare al suo animale le buone maniere.
Ma lui era estraneo alle regole della collettività e pensava solo agli affari suoi – il termine idiota, in greco antico, vuol dire esattamente questo. Per cui, archiviate le speranze di una pacifica convivenza, ogni volta che lo intravedevo in lontananza ti prendevo in braccio e ti mettevo in salvo. Ma di frecciate gliene abbiamo tirate a centinaia, probabilmente senza che lui neanche se ne accorgesse. E ci siamo divertiti, quanto ci siamo divertiti!
“Io, te e Francesca un trio formidabile”

Con Francesca eravamo un trio formidabile e abbiamo vissuto tante esperienze straordinarie: vacanze al mare, vacanze in montagna, bagni nel fiume, bagni in mare, bagni a bordo piscina. E poi il gelato allo yogurt, i viaggi in macchina – che adoravi – e tutti i posti che abbiamo visitato e che hai autografato con la tua pipì, fino all’ultima vacanza in cui ti abbiamo comprato un passeggino perché non volevamo affaticare le tue zampe non più giovanissime. Era un vero spasso scarrozzarti con quel particolare cabriolet e notare lo stupore dei passanti che guardando nell’abitacolo probabilmente si aspettavano di scorgervi un neonato. Questa trovata ha rappresentato l’ennesimo pretesto per divertirci e tra tutti i tuoi simili ti ha incoronato re dell’estate 2025.
“Anche per te è arrivato l’autunno”

Poi anche per te è arrivato l’autunno. Le prime pipì in casa, i primi inconvenienti. I primi tappeti per aumentare l’attrito sulle mattonelle e arginare il cedimento degli arti. La constatazione che il tempo stava passando anche per un guerriero come te e che dovevamo incamminarci verso un sentiero più oscuro, dove gli imprevisti sono tanti e la strada scoscesa. E così, per non arretrare di fronte a questa prospettiva, ci siamo inventati un secondo tempo ancora più bello, fatto di coccole, di baci, di frasi sussurrate nelle orecchie, con te che mi guardavi e assumevi un’espressione gioiosa e rilassata, tipica di chi sa di essere protetto da una campana d’amore.
“Te ne sei andato ieri mattina all’alba”

A poco a poco ci hai abituati all’idea di un tuo congedo e ti sei incamminato verso l’inverno rigido, senza soffrire, fino all’ultimo abbraccio. Te ne sei andato ieri mattina all’alba, per tua scelta, avvolto da una coperta e dall’amore di tutti noi. Per questo oggi, caro Meotto, posso parlare di intensa felicità. Perché abbiamo vissuto insieme i momenti più belli che avrei mai potuto immaginare. È stato durante queste occasioni che ho capito quanto sarebbe stata indissolubile la nostra amicizia. Un’amicizia che non si esaurisce con la tua dipartita, ma si trasforma in un sentimento ancora più profondo. Un sentimento di serena gratitudine.
Le mie parole di gratitudine”

E visto che parliamo di gratitudine vorrei esprimere i miei ringraziamenti verso alcuni dei protagonisti che hanno reso possibile questa stupenda avventura. Alla mia compagna di vita Francesca. Caro Romy, il merito è tutto suo. Se non ti avesse scelto lei, colpita dalla coincidenza delle vostre date di nascita, non ci saremmo mai incontrati. Certo, gestire due capricorni sarebbe impegnativo per chiunque, figuriamoci per una vergine come me. Ma in qualche modo credo di avercela fatta. Ai miei genitori, che ti hanno custodito e coccolato quando noi non c’eravamo. A mio fratello Marco, che da amante dei gadget ti ha riempito di regalini personalizzati.
Grazie alla loro presenza sei vissuto al riparo da qualsiasi solitudine, circondato da impagabile affetto e premura. A tutti i dottori che ti hanno seguito in questi anni, aiutandoti a superare i vari tagliandi con la loro professionalità e il loro grande cuore. L’opera svolta dal Dottor Rabissi, dalla Dottoressa Tassinari, dalle dottoresse Francesca e Monica e da tutti i loro colleghi è stata encomiabile.

Allo zio Luca, che ti ha fatto divertire prima del mio arrivo, quando eri piccolo, e che ti ha accompagnato spesso in quelle belle passeggiate lungo il fiume. Fu proprio lui a suggerire a me e a Francesca di portarti a vivere con noi e la sua esortazione è stata determinante per convincerci a fare una scelta che ha cambiato il corso della nostra vita. Adesso che siete di nuovo insieme digli che gli sono grato, e chiedigli di portarti ancora a spasso. Chissà se c’è un fiume anche da quelle parti. Alla zia Manu, che ti ha voluto un bene smisurato e ti ha accolto spesso in casa sua. Quella volta che ti abbiamo trovato nella sua cucina con un uovo crudo tra le zampe e un altro conficcato in bocca rappresenterà per sempre uno dei punti più alti nella classifica delle tue furfanterie.
“Grazie di tutto a te, Meottone”

E così, arrivati a questo punto, manchi solo tu, Meottone. Grazie di cuore anche a te, soprattutto a te. Grazie per il tuo affetto e la fiducia incondizionata, che ho sempre cercato di meritare senza dare mai per scontato di riuscirci. Ma soprattutto grazie con tutto il cuore per avermi accettato fin da subito per quello che ero e avermi fatto scoprire quello che sono.
Il tuo amico a due zampe
Andrea
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