CHE COS’E’ IL TABAGISMO E COME ELIMINARLO
La dipendenza da fumo o tabagismo è una delle patologie più comuni oggi che causa morti e malattie a vari livelli. Fumare delle sigarette è un piacere e se non fosse così non esisterebbero tanti fumatori. Solo in Italia muoiono circa 93.000 persone all’anno per causa del fumo.

Dipendenza da fumo: Il ruolo della nicotina e il meccanismo della dipendenza
Il motivo per cui non si riesce a smettere dipende dalla nicotina in quanto agisce nel cervello. Premesso che la nicotina è una molecola già presente nelle foglie di tabacco, invece nelle sigarette elettroniche essa viene aggiunta e sciolta. Con un tiro di sigaretta la nicotina passa allo stato gassoso, viene inalata, arriva nei polmoni ed entra nel sangue, arrivando quindi al cervello. Quando arriva qui, essa prende il posto dell’acetilcolina e sui ricettori in cui essa arriva vengono rilasciate alcune sostanze, tra cui la dopamina, molecola responsabile del benessere e del piacere. Questo è il motivo perché fumare provoca piacere.
Tuttavia, la produzione di dopamina porta alla tolleranza in cui i recettori dell’acetilcolina, nel tempo, diventano sempre meno sensibili alla nicotina e quindi, si tende sempre più ad aumentare le sigarette – cioè l’ingestione di nicotina. Come conseguenza, si sviluppa sempre più una dipendenza neurobiologica e quando il piacere svanisce si ritorna al bisogno di riprendere subito un’altra sigaretta.
Effetti a breve e lungo termine della nicotina
Gli effetti della nicotina sono comunque a breve ed a lungo termine. Sul “breve termine” la nicotina può favorire la concentrazione, può aiutare la memoria ed abbassare il livello dell’ansia e, non ultimo potrebbe aumentare l’ormone della sazietà, cioè la leptina. Ovviamente fumare per dimagrire è una metodica inadeguata, anche se induce a mangiare meno. Sugli effetti a “lungo termine” esistono danni maggiori rispetto ai benefici prima descritti, in quanto la nicotina, derivando dal tabacco, contribuisce allo sviluppo di tutte le malattie legate al fumo compreso il cancro ed è quindi accertato che essa è cancerogena. Questi effetti gravi si riflettono sulla vascolarizzazione, nel senso che la nicotina agisce facendo diminuire il diametro dei vasi sanguigni e questo restringimento può portare ad un aumento della pressione del sangue, cioè all’ipertensione arteriosa, nonché all’aumento del battito cardiaco sforzando maggiormente il sistema cardiocircolatorio.
Inoltre, tra i danni riportati è stato accertato che può far proliferare il papilloma umano chiamato HPV. Bisogna anche sottolineare che nell’assunzione della nicotina si producono delle modifiche a livello cerebrale, precisamente nella corteccia prefrontale che è quella parte del cervello che favorisce lo sviluppo del pensiero logico, supporta le decisioni, controlla i nostri comportamenti e quando questa regione si rimpicciolisce diventa meno efficace nelle sue funzioni. Infine l’assunzione di nicotina può sviluppare anche malattie come il Parkinson e l’Alzheimer.
Metodi per smettere di fumare
Esistono diversi metodi per smettere di fumare, per esempio mediante la desensibilizzazione sistematica al tabagismo (che consiste in una riduzione graduale e programmata delle sigarette e questa metodica è stata oggetto di studio negli anni Ottanta) o le terapie a base di nicotina.
Una recente ricerca pubblicata sulla Rivista prestigiosa a livello scientifico nel mondo “New England Journal of Medicine” ha individuato una molecola naturale che non crea dipendenza ed induce alla cessazione della dipendenza, e si chiama citisina e viene estratta dalla pianta di maggiociondolo e non crea tolleranza o assuefazione, pertanto non sviluppa farmacodipendenza. Rispetto alla citisina tuttavia le ricerche sono ancora in fieri ed in corso con nuove sperimentazioni.
La dimensione comportamentale del fumo
Infine, va aggiunto che la dipendenza da fumo ha anche una sua valenza nella sua gestualità, nel bisogno di tenere in mano una sigaretta, accenderla con attenzione e così via, aspetti tipici che si riagganciano alla dipendenza da fumo in generale.
Smettere di fumare, al di là di tutte le metodiche già conosciute o in fase di ricerca deve contenere una manifestazione di volontà da parte della persona che fuma e, purtroppo, spesso, la volontà non prende il sopravvento, se non in quei casi in cui il fumatore/fumatrice viene fermato dal medico per la presenza di rischio letale.
Maura Livoli Psicologa Psicoterapeuta
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