Compagno di Banco: Andrea Bruni e il tour del Banco del Mutuo Soccorso Teatro Dehon, Bologna – Parte 1

Compagno di Banco: Andrea Bruni e il diario del tour del Banco del Mutuo Soccorso.

Andrea Bruni diario tour

6 dicembre 2025 Ore 12:30. È passato da poco mezzogiorno in questo tranquillo sabato senza sole. Mi trovo in una delle mie scuole, dove ho appena congedato un allievo che se ne sta andando beato dopo una lezione a base di tempi composti. I tempi effettivamente erano composti. Ma le sue rullate si sono rivelate fin troppo fragorose. Come ci tiene a sottolineare il collega di violino che ha la sventura di insegnare nell’aula accanto alla mia. Ma per oggi – e per questa settimana – le lezioni sono finite. È giunto il momento di partire verso Bologna, per l’ultimo concerto banchesco di questo 2025.

È passato più di un mese dal nostro ultimo appuntamento ad Altamura e la voglia di rivedersi e suonare di nuovo insieme è davvero tanta. Vittorio, Tony e Filippo stanno arrivando da Verona dato che ieri hanno fatto una serata in acustico proprio da quelle parti. Michelangelo è con loro in veste di accompagnatore e fotografo ufficiale, quindi io e Marco abbiamo dovuto organizzarci con mezzi propri.

Così, una volta uscito da scuola metto in moto la mia paziente vettura e punto verso la strada che mi porterà a Firenze. E, da lì, al capoluogo
emiliano. Sarò a destinazione in un paio d’ore, una sciocchezza al confronto di ben più lunghe trasferte affrontate in precedenza. In ogni caso non viaggerò da solo, ma avrò la fortuna di essere piacevolmente accompagnato. E chi poteva essere disponibile a condividere con me questa giornata? Vi invito a mettervi comodi perché ho una bella storia da raccontarvi.

Vi racconto una storia

Andrea Bruni diario tour
Nella foto: Io e La Sara tanti anni fa…

Venti anni fa ero un giovane batterista fresco di laurea, che andava incontro alla trentina e aveva già iniziato a trasmettere la sua passione per le bacchette a qualche promettente picchiatore. Un giorno alcuni colleghi mi telefonarono per annunciarmi che stavano per iniziare una collaborazione con l’Accademia Musicale di San Casciano, una scuola di musica a pochi chilometri da Firenze. Cercavano un insegnante di batteria e mi chiesero se
fossi interessato; ovviamente accettai con entusiasmo. Durante il mio primo giorno di lezione si presentò in aula una bambina bionda con un gran sorriso.

Si chiamava Sara, aveva nove anni e suonava già da due. Fin dalle sue prime sbacchettate mi resi conto che questa bimba mingherlina e simpaticissima aveva una carica incredibile e un talento poderoso, che non tardò a dimostrare negli incontri successivi. Curiosissima e loquace, Sara – che per ragioni linguistico-dialettali divenne da subito La Sara – mi riempiva
di domande a cui ero felicissimo di rispondere, spesso sforando l’orario dei nostri incontri.

Ogni volta che le assegnavo un compito per casa lei lo svolgeva in maniera impeccabile, preparandosi alla perfezione e affrontando anche gli esercizi più difficili con il sorriso sulle labbra. Insomma, aveva un approccio alla musica e alla vita che ammiravo profondamente e che non avrei mai immaginato di trovare in un’allieva così giovane. Col passare dei
mesi ho conosciuto meglio anche i suoi genitori: Nicola, un babbo concreto e rassicurante e Simonetta, una mamma che di certo le aveva passato quel suo atteggiamento spigliato e combattivo.

La Sara, la mia ex allieva

Nella foto: con La Sara e sua madre

Così in poco tempo mi sono affezionato a tutta la famiglia, di cui fa parte anche il fratello maggiore Francesco, e oggi la loro stima rappresenta uno dei premi più belli della mia professione. Il nostro rapporto di maestro e discepola è andato avanti per ben dieci anni, settimana dopo settimana. Ed è stato proprio durante questo lungo percorso che La Sara ha sviluppato la sua vocazione per la didattica.

Oggi, che è diventata adulta ed ha la stessa età che avevo io quando l’ho conosciuta, si è laureata a pieni voti in matematica e insegna alle scuolesuperiori. In più sono orgoglioso di averla come mia collega di batteria proprio in quell’Accademia che l’ha vista crescere e appassionarsi al suo strumento. Ovviamente continua a colpire piatti e tamburi con i suoi tantissimi amici, spaziando dal rock allo ska alle formazioni più soft, vivendo ogni nuova esperienza con l’entusiasmo e la disinvoltura che la contraddistinguono da sempre. Tornando ai nostri giorni, quando La Sara ha saputo di questa mia nuova avventura musicale ha aspettato a lungo un concerto in zona Firenze e dintorni per venirmi a sentire. Ma nella culla del
Rinascimento le date del Banco faticavano ad attecchire; e dunque, se Maometto non va alla montagna… La Sara viene a sentirmi a Bologna!

L’arrivo a Firenze

Ore 13:30. Sono arrivato a Firenze e mi trovo in un parcheggio nei pressi della A1. Nel giro di cinque minuti ecco materializzarsi La Sara e il suo ragazzo Stefano; sono loro che stanno per occupare i sedili accanto al mio. Ma non saranno i soli a venirmi a sentire in trasferta. Come ho già detto, dietro una grande figlia c’è sempre una grande famiglia. Si dà il caso che Nicola e Simonetta abbiano una coppia di amici e il marito di questa coppia sia un grande fan del Banco. Incredibile a dirsi, il suddetto fan sta per compiere gli anni. Poteva esserci un regalo migliore di un concerto?

E così abbiamo organizzato il viaggio in due gruppi: i ragazzi partono con me, così potranno godersi anche un po’ di palco e retropalco, mentre gli adulti ci raggiungeranno con calma. Totale: sei partecipanti. Non c’è che dire, la delegazione da me rappresentata non teme rivali. Sta spuntando un timidissimo raggio di sole, che speriamo ci accompagni almeno fino al Mugello. Non ho ancora ingranato la marcia e l’equipaggio ha già iniziato a
sviscerare una serie di argomenti batteristico-musicali. Adesso ne ho la certezza assoluta: percorrere l’Autostrada del Sole sarà come camminare sul velluto.

Eccoci al Teatro Dehon di Bologna

Ore 14:50. Come previsto il viaggio verso Bologna è volato in un baleno. Il sole si è dileguato molto prima del previsto, ma non ha pregiudicato l’umore dell’abitacolo, che è sempre rimasto a livelli elevati. Tra un ricordo, una corsia unica e qualche aggiornamento siamo arrivati a destinazione. Oltretutto anche Stefano è musicista – chitarrista per la precisione – e questo ha reso la conversazione autostradale monotematica.

Se con noi ci fosse stato un amico estraneo al mondo della musica avremmo cercato di affrontare altri argomenti per non trascurarlo; ma dato che eravamo tutti e tre magicamente affini ci siamo ritrovati a parlare per tutto il tempo di un argomento solo. Eccoci dunque arrivati al Teatro Dehon. Il parcheggio per gli addetti ai lavori ha dei posti limitati, moto limitati. Inutile dire che sono già tutti occupati, per cui non mi resta che appoggiarmi provvisoriamente dietro al furgone degli strumenti, dal quale scende Roby che mi riconosce e mi viene incontro.

Roby e la mia batteria

Presento Roby ai miei amici come l’angelo custode della mia
batteria, raccontando delle numerose volte che ha montato e smontato tutta la mia roba. E La Sara, che non vede l’ora di trovarsi a tu per tu con aste e tamburi, si offre di aiutarlo a montare la mia attrezzatura. Come avrei potuto assemblare una compagnia più indovinata? I tre si avviano verso il palco; nel
frattempo qualcuno tra i responsabili del luogo mi fa notare che la mia macchina lì non può restare.

Peccato che nei dintorni del teatro non ci sia un luogo in cui parcheggiare; solo strade, semafori e limiti di velocità a trenta all’ora. La prospettiva di vagare per Bologna alla ricerca di un posto auto non rientra tra le mie aspirazioni più impellenti, per cui con micromanovre e
tanta pazienza riesco a inserire l’auto accanto ad altri due mezzi. Chissà che questa soluzione non metta tutti d’accordo.

I leggendari fan del Banco e un graditissimo regalo

Andrea Bruni diario tour
Nella foto: io con la mia maglietta

Ore 16:00. Tra una risata e un tamburo sistemiamo la batteria al meglio, con La Sara che documenta il tutto con il mio telefono, fornendomi dei contributi video che da solo non avrei mai potuto realizzare. Il momento del soundcheck è ancora lontano, quindi suggerisco ai giovani amici di farsi un bel giro per Bologna, dove sicuramente si divertiranno di più che ad ascoltare i miei soliti botti d’artificio. Oltretutto, dopo più di due ore passate a
sopportarmi, hanno tutto il diritto a un po’ di intimità. I due fanciulli si incamminano verso il centro della città, mentre io rimango lì a fare la spola tra palco e camerino. Ogni tanto faccio capolino fuori dal teatro per vedere come sta il tempo e se arriva qualcuno.

Ed ecco a un tratto materializzarsi una coppia che non poteva mancare: il grande Fabrizio e consorte. I due leggendari fan del Banco, che non incontravo ormai da qualche concerto, sono arrivati con il loro proverbiale anticipo e dopo i classici saluti e i graditi abbracci ci mettiamo a parlare un po’ di tutto, accomodandoci all’interno del teatro e mettendoci a sedere sulla pedana della mia postazione. Il tempo, ancora una volta, scorre piacevolmente e così ecco arrivare gli altri compagni di Banco, a bordo dell’auto di Vittorio. Per ragioni organizzative non è potuto venire Aldo, ma Tony mi ha portato un suo regalo: una maglietta personalizzata che mi piace tantissimo e, incredibile a dirsi, mi sta
larga. Stasera la indosserò sul palco per la gioia mia e dei presenti.

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