Curarsi in Italia: tra prestiti, spese mediche e il diritto a visite anticipate
Una famiglia italiana con due figli adolescenti vive quotidianamente il dilemma tra salute e soldi. Curarsi in Italia non è mai semplice: farmaci, visite, esami e cure dentistiche possono diventare un peso notevole sul bilancio familiare, e non sempre il Servizio sanitario nazionale riesce a garantire prestazioni nei tempi previsti.
Lo scorso anno questa famiglia ha speso più di 1.700 euro tra visite, esami e farmaci. Nonostante gli sforzi, alcune cure sono state rimandate. Non è un caso isolato: una famiglia su quattro in Italia si trova nella stessa situazione.

Curarsi in Italia: La battaglia quotidiana con i farmaci
Ogni settimana la famiglia deve acquistare farmaci, sia con prescrizione sia da banco. Singolarmente sembrano piccole spese, ma nel corso dell’anno diventano un capitolo di bilancio significativo. Quasi 9 famiglie su 10 affrontano questa situazione: farmaci essenziali che il Servizio sanitario non rimborsa.
Il dentista, un lusso necessario
Le cure dentistiche pesano ancora di più. Controlli, interventi e apparecchi ortodontici possono arrivare a costare diverse migliaia di euro. In media, una famiglia italiana spende circa 1.100 euro all’anno per prestazioni odontoiatriche, e spesso sono tra le cure più rimandate.
Occhiali e lenti: strumenti indispensabili
Anche occhiali e lenti a contatto rappresentano una spesa importante. Circa quattro famiglie su dieci acquistano questi strumenti ogni anno, con un costo medio di 400 euro, essenziali per studiare, lavorare e guidare.
Visite, esami e salute mentale
Visite mediche ed esami diagnostici riguardano circa un quarto delle famiglie italiane, con una spesa media di 380 euro. Per chi ricorre a cure psicologiche o psichiatriche, la spesa annua può salire fino a 730 euro, anche se solo una famiglia su dieci usufruisce di questi servizi.
Ortopedia e riabilitazione: costi ricorrenti
Per patologie muscolo-scheletriche o infortuni, tutori, plantari e terapie possono costare più di 300 euro e diventare spese ricorrenti. La riabilitazione fisica, lunga e spesso poco coperta dal Servizio sanitario, rappresenta un’altra voce di spesa impegnativa.
Prestiti per spese mediche: una possibile soluzione
Quando le spese diventano troppo elevate o le liste d’attesa sono lunghe, molte famiglie italiane ricorrono a prestiti dedicati o personali:
- Prestiti dedicati alle spese mediche: pensati per coprire visite, interventi chirurgici, cure dentistiche o fisioterapia non rimborsati dal pubblico.
- Prestiti personali tradizionali: utilizzabili per qualsiasi spesa medica, con requisiti di reddito e documenti di identificazione.
I prestiti vengono rimborsati in rate mensili da 12 a 84 mesi o più, a seconda dell’importo e dell’accordo con la banca o finanziaria.
Curarsi in Italia: Il diritto all’anticipo dell’appuntamento
Per ridurre i tempi di attesa, la legge italiana garantisce alle famiglie il diritto a ricevere la prestazione sanitaria nei tempi previsti, senza costi aggiuntivi, quando le liste d’attesa superano i limiti stabiliti:
1. Cosa prevede la legge sulle liste d’attesa
Esistono tempi massimi di attesa per visite ed esami, definiti in base alla priorità clinica (ad esempio entro 72 ore per casi urgenti, entro 30–60 giorni per quelli differibili). Se questi tempi non vengono rispettati, il paziente ha diritto a interventi correttivi.
2. Il diritto all’anticipo dell’appuntamento
Quando la struttura pubblica non riesce a garantire la prestazione nei tempi previsti, l’Azienda sanitaria deve:
Individuare una struttura pubblica o convenzionata in grado di garantire la prestazione entro i tempi corretti.
Se non è possibile:
Il cittadino può chiedere di fare la visita o l’esame in regime di libera professione (intramoenia), sempre a carico della struttura pubblica, oppure presso strutture private accreditate convenzionate con il Servizio sanitario.

3. Come funziona nella pratica
Se la prima data disponibile supera i tempi massimi previsti, è possibile chiedere all’ASL:
- La segnalazione di una struttura pubblica o convenzionata che rispetti i tempi previsti; oppure
- L’autorizzazione a eseguire la prestazione in intramoenia o presso privati convenzionati, senza costi aggiuntivi oltre il ticket.
La richiesta può essere fatta per iscritto all’ASL (LINK) o tramite l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), ricordando i tempi massimi stabiliti dalla legge.
Curarsi in Italia è sempre più un equilibrio tra necessità e possibilità economiche. Farmaci, cure dentistiche, visite specialistiche e strumenti indispensabili come occhiali possono pesare molto sul bilancio familiare, e non tutte le famiglie riescono a sostenere queste spese senza fare sacrifici.
Per chi vuole ridurre i tempi di attesa, alcune strutture pubbliche devono anticipare visite ed esami a spese proprie se i tempi previsti dalla legge non vengono rispettati.
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