Disclosure Day: quando un gigante come Spielberg torna dietro la macchina da presa è un evento.

Se a questo aggiungiamo la colonna sonora del Maestro John Williams e un cast stellare tra cui spicca una Emily Blunt in stato di grazia, beh, intrattenimento puro e di alto livello.
Daniel (John O’Connor) è stato protagonista di un incontro del quarto tipo quando era bambino. Dall’età di quindici anni ha sviluppato capacità speciali.
Oggi è un esperto di cybersicurezza che lavora per la WARDEX, un’agenzia governativa incaricata di occultare prove di attività non umane. Ma Daniel è tormentato, inquieto, questo suo ruolo non lo fa dormire la notte e un giorno decide di infrangere i protocolli e rivelare al mondo un segreto tenuto nascosto dal 1947.
Margareth (Emily Blunt) è una meteorologa famosa che un giorno, durante la sua trasmissione, incomincia ad emettere suoni inquietanti che sembrano appartenere ad una lingua aliena. Non solo. Di lì a poco scoprirà di riuscire a parlare qualunque lingua e di riuscire a sapere tutto di una persona semplicemente guardandola negli occhi.
Presto la sua vita si incrocerà con quella di Daniel dando il via ad una corsa contro il tempo mozzafiato.
La verità contro il potere
Noah (Colin Firth) è l’antagonista della pellicola. È convinto che alcune verità possano destabilizzare la società e produrre conseguenze imprevedibili. La sua posizione nasce da convinzioni filosofiche ma anche da esperienze personali che hanno modificato il suo modo di osservare il mondo ed è determinato ad impedire ad ogni costo a Daniel di riuscire nel suo intento. Pacato, ma allo stesso tempo glaciale e determinato, nasconde una grande umanità.
Hugo (Colman Domingo), ex figura chiave della WARDEX ed ex collega ed amico di Noah, ha una visione totalmente opposta.
Hugo crede che la divulgazione totale della verità sia necessaria e che il nasconderla sia in realtà più pericoloso per la società. Inoltre, ritiene che la conoscenza possa aiutare l’umanità a sviluppare empatia e comprensione reciproca.
Jane (Eve Hewson) è un’ex suora novizia, attuale compagna di Daniel. La sua presenza è estremamente importante nel film perché introduce la prospettiva della fede che si confronta con una verità che potrebbe ridefinire l’esistenza umana (ma Spielberg riesce a conciliare il tutto magnificamente con una semplice linea di dialogo).
Disclosure Day. Il titolo stesso racchiude il senso del film: Il giorno della rivelazione.
Cosa accadrebbe all’umanità se un giorno ricevesse la risposta alla domanda che si è posta dall’alba dei tempi: “siamo soli nell’universo?”

Disclosure Day recensione: Il giorno della rivelazione
Spielberg affronta tantissimi temi, dal controllo, dalla manipolazione dell’informazione, l’uso dell’IA per modificare la realtà rendendo sempre più difficile distinguere la verità dalle fake news, il potere che vuole controllare l’informazione, il rapporto tra religione e scienza, il conflitto ideologico che ne deriva e l’importanza dell’empatia e della comprensione reciproca.
Spielberg fonde quindi tanti generi, dal thriller fantascientifico alla spy story, dall’azione degna di Mission: Impossible alla riflessione più intima e matura.
Lo stile registico poi è splendido. Senza esagerare con effetti speciali inutili, la macchina da presa si muove e si sofferma sui volti degli attori, sugli sguardi carichi di significati dove il silenzio è più importante delle parole.
Gli attori poi sono tutti straordinari ma non si può non menzionare Emily Blunt in assoluto stato di grazia con una interpretazione fisica, potente, capace di modificare espressione in un istante con sguardi che esprimono mondi.
Al netto di tutti questi elementi positivi, c’è da dire che ogni tanto il film sembra perdere di vista la propria identità e che quella magia che ci ha regalato il regista in capolavori come “Incontri ravvicinati del terzo tipo” qui sia meno potente. Ma si tratta di inezie.
Spielberg è tornato e con lui è tornato il grande Cinema.
Massimo Triggiani
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