Intervista a Beppe Convertini: in viaggio per l’Italia con “Il Paese delle Tradizioni”
Siamo in compagnia di Giuseppe detto Beppe Convertini, nato nel 1971 e laureato in Economia e Commercio. Per quei pochissimi che ancora non lo conoscessero Beppe è un attore, un famoso conduttore televisivo e radiofonico che ha iniziato la sua carriera come modello e testimonial di importanti marchi italiani e internazionali. Ha quindi esordito al cinema, ha recitato in film e fiction televisive, ha condotto diverse trasmissioni tra le quali Unomattina in famiglia e Linea verde su RaiUno. Ha lavorato in spettacoli teatrali, è stato regista ed ha partecipato a missioni umanitarie in Giordania nel 2017 e nel Myanmar in Birmania nel 2018, quindi ha pubblicato tre libri. Questo che vogliamo presentare oggi all’attenzione dei lettori di Backdigit.com è il suo terzo volume che conclude una trilogia iniziata nel 2022 con “Paesi Miei” e continuata con “Il paese azzurro” del 2024 per giungere a “Il paese delle tradizioni”.

Intervista a Beppe Convertini
“Il Paese delle Tradizioni” racconta” un’Italia fatta di borghi, tradizioni e memorie. E’ un viaggio nostalgia o un messaggio per il futuro?
E’ un viaggio nella memoria dei nonni, delle nonne e un viaggio nella storia d’Italia. Perché le tradizioni sono alcune di queste secolari e quindi parlo di infiorate, feste patronali, rievocazioni storiche, sagre… E’ il racconto dell’Italia di provincia, autentica, generosa, laboriosa. In ogni singolo paese italiano c’è più di una tradizione, più di una ricetta, più di una sagra ed è affascinante vedere come di generazione in generazione queste si portano avanti. E’ un messaggio che riguarda tutto quello che è la storia dell’Italia, la cultura, l’identità di ogni singola comunità.
Le tradizioni d’Italia
Secondo lei le tradizioni italiane sono veramente a rischio o stanno soltanto cambiando forma?
Le tradizioni non devono andare al passo con i tempi, devono essere realizzate cosi come erano in passato, da sempre ed è questa la bellezza di una tradizione. Una tradizione non si aggiorna. Sicuramente le nuove generazioni possono metterci del loro ma sostanzialmente una tradizione è bella proprio perché rimane tale per secoli e secoli. Poi la modernità, le tendenze del momento possono in qualche maniera entrare a far parte di una tradizione, ma nella struttura la tradizione deve rimanere quella. Questo perché rappresenta la memoria storica del paese. Noi dobbiamo essere fieri di essere italiani perché l’Italia e il paese più bello del mondo. Ma l’Italia ha anche una storia incredibilmente unica e preziosa e le tradizioni fanno parte della storia del paese.
L’Italia delle tradizioni tra innovazione e futuro

Oggi si parla tanto di innovazione e futuro. Le tradizioni sono una ricchezza o rischiano di diventare un freno?
Le innovazioni del futuro sono fondamentali quanto la tradizione del passato. Perché nei momenti in cui noi abbiamo bisogno, per varie ragioni, di solidità sicuramente guardiamo al passato, alle nostre origini. Guardiamo alla nostra famiglia d’origine, alle fondamenta della nostra vita nel paese in cui siamo nati. Nei luoghi in cui siamo cresciuti, nelle persone che sono state sempre al nostro fianco. Quindi sono due elementi che vanno di pari passo.
Le tradizioni come collante della comunità
Le tradizioni non sono un freno, ma un collante per la comunità. La tradizione porta davvero dei valori importantissimi quali il rispetto, l’educazione, la condivisione, la generosità, l’essere attenti al prossimo. C’e un senso di comunità molto importante in una tradizione E poi non solo. Bisogna anche dire che la tradizione unisce. Parlo pure degli italiani che vivono all’estero e tornano proprio per quella determinata tradizione in visita nel paese natio. Molto spesso non parlano l’italiano ma parlano perfettamente il dialetto locale. Quindi la tradizione unisce e da un senso di comunità.
Le radici del nostro paese

Se dovesse dirlo senza diplomazia, il problema dell Italia è che dimentica le sue radici o che resta troppo attaccata al passato?
Come dicevo prima bisogna amare l’Italia, essere molto più italianofili, esaltarla. Questo è il paese più bello del mondo con il 70 per cento del patrimonio artistico, storico e culturale. Dobbiamo essere fieri, è il posto dove si vive anche meglio che in qualunque altro. Viva l’Italia!
Se tra vent’anni un ragazzo dovesse leggere “Il paese delle tradizioni” secondo lei lo leggerà per riscoprire qualcosa che esiste ancora o per capire cosa abbiamo perso per sempre?
Il mio augurio è che queste tradizioni siano sempre vissute intensamente. E poi dobbiamo considerare che io racconto anche di grandi uomini e di grandi donne che fanno in modo che il made in Italy sia apprezzato ovunque. I nostri straordinari artigiani, le nostre meravigliose artigiane che realizzano dei manufatti apprezzati ed amati, il nostro made in Italy che è top in tutto il mondo.
Beppe Convertini
Se tra vent’anni un ragazzo dovesse leggere “Il paese delle tradizioni”, secondo lei lo leggerà per riscoprire qualcosa che esiste ancora o per capire cosa abbiamo perso per sempre?Il mio augurio è che queste tradizioni rimangano e che siano sempre vissute intensamente. E poi dobbiamo considerare che io racconto anche di grandi uomini e grandi donne che fanno in modo che il nostro made in Italy sia apprezzato ovunque. I nostri straordinari artigiani, le nostre meravigliose artigiane che realizzano dei manufatti apprezzati ed amati dappertutto, facendo in modo che il nostro made in Italy sia al top in tutto il mondo.
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