Intervista ai Desecrate: una delle colonne portanti del death metal italiano!
I Desecrate nascono a Genova nel 1995 diventando da subito protagonisti della scena underground italiana del metal estremo.
L’esordio discografico avviene nel 1996 con un primo promo CD dal titolo “Tranquillity”, grazie al quale la band viene notata e messa sotto contratto dalla label Mephisto Records per la produzione del primo LP: “Moonshine Tales (The Torment and The Rapture)”, che vedrà la luce nel 1998 e che otterrà ottimi riscontri di critica e pubblico.
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Dopo un periodo di regolare attività concertistica sia in Italia sia all’estero, il progetto va incontro ad una battuta d’arresto di quasi due lustri tra il 2001 e il 2010 (anno nel quale torna in piena attività), nel 2012 pubblicando l’album dal titolo: “XIII The Death” per la finlandese Inverse Records.
Seguono altre pubblicazioni a partire dal 2013 circa le quail abbiamo, però, preferito discutere nell’intervista, allo storico mastermind del progetto: Paolo Serboli, che segue questa breve introduzione.
Basti sapere che la band genovese, nel corso del tempo, ha dimostrato una grande vitalità e un sopraffino gusto per la ricerca che oggi la rende molto amata dai palati fini di questo genere musicale.
Non ci resta che augurarvi buona lettura!
Intervista ai Desecrate a cura di Diego Banchero
Ciao Paolo, raccontaci qualcosa rispetto ai vostri esordi. La bio della band è nota ai più, ma amo sempre chiedere, a chi ha mosso i primi passi nella Genova underground degli anni ’90, che tipo di aria si respirasse in quel periodo. Facendo a mia volta parte di quella generazione, amo sempre ascoltare ricostruzioni storiche da parte di altri attori di quei magici tempi. Grazie a quali suggestioni ambientali decideste di dare vita ai Desecrate? Come venne realizzato il primo demo?
Ciao Diego, innanzitutto lascia che ti ringrazi per lo spazio e il tempo che ci stai dedicando quindi un saluto a te e a tutti I lettori di BlackDigit.
Beh parlare degli anni novanta e della scena underground che c’era in quel periodo non è facile soprattutto se ci si deve concentrare in poche righe. Per prima cosa non c’era internet, e questo significa che se volevi conoscere una band dovevi alzarti dal divano e andare a sentirla dal vivo e questo la dice già molto lunga sulla differenza che c’era con I tempi odierni. Se poi volevi sentirla a casa dovevi necessariamente comprare il disco o il demo tape perchè erano gli unici mezzi per una band per farsi conoscere e così fu anche per I Desecrate.
Noi sognavamo di essere tra quelle band che andavamo a sentire.
Sei mesi prima che entrassi io per volontà di Gabriele Giorgi (voce) e Alessandro Paolini (basso) nacquero I Desecrate. All’inizio fu una cover band di Metallica, Sepultura e cose di questo genere, ma con il mio ingresso chiarii subito la mia intenzione di fare musica originale e loro ne furono entusiasti. Dopo sei mesi uscì il nostro primo demotape “Tranquillity”.
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Come veniste ingaggiati dalla Mephisto Records per il vostro album di esordio? Come fu l’esperienza di realizzare il primo album con una label che in quel momento era un punto di riferimento importante per una scena in piena ascesa?
Dopo l’uscita di “Tranquillity” riuscimmo ad organizzare un tour Italiano di circa 40 date completamente da soli e ad ogni data facevo uscire dei comunicati stampa sulle riviste specializzate che puntualmente pubblicavano. In quell modo non fu difficile attirare l’attenzione di qualche addetto ai lavori dell’epoca.
Ci fu proposta una co-produzione per l’album d’esordio (Moonshiny Tales – 1999) e a noi non parve vero, quindi accettammo subito e fu così che nacque questa collaborazione che dura ancora oggi visto che comunque Mephisto Records è diventata mia. (ride n.d.r.)
Raccontaci qualcosa dell’attività live che la band ebbe a quel tempo. Com’era l’Italia in quegli anni da questo punto di vista?
Come detto prima ci siamo sempre organizzati da soli, all’epoca c’erano solo il telefono di casa, I fax e le poste per inviare le cassette da far sentire ai locali per procurarci una serata. Ore ed ore a telefonare ai locali sparsi in tutta Italia più e più volte finchè presi per stanchezza cedevano e ti davano una data. Ti assicuro che ogni volta era una gran soddisfazione ma che sudate… e quanti soldi spesi di telefono!!!
C’è da dire però che di locali ce ne erano molti più di oggi e senza tante regole per fare musica dal vivo le possibilità erano molte di più. Inoltre I contatti li avevi direttamente con i titolari senza agenzie o intermediari (come quelli attivi oggi che si spartiscono quei tre/quattro locali a testa e se vuoi suonare devi prima fare dei contratti con loro).
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Anche voi, come molti altri, avete avuto una battuta d’arresto (partita agli inizi del nuovo millennio). Cosa avete fatto negli anni di inattività e cosa vi ha portato a decidere di ridare fuoco alle polveri?
Nel 2001 ci dividemmo per tutta una serie di ragioni. Non fu facile prendere tale decisione e ancora oggi, dopo 25 anni, penso che separarci fu davvero un danno (un’occasione persa dopo anni di veri sacrifici nei quali avevamo raccolto davvero molto).
Durante gli anni di inattività della band personalmente mi dedicai ad un vecchio progetto che rimisi in piedi e che si chiamava Fade. Si faceva del power metal e devo dire che avevamo del materiale niente male che però non fu mai pubblicato. Facemmo qualche data in giro, ma poi, per problemi legati ad impegni di alcuni membri della band, tutto andò sfumando. Nel frattempo cantavo in una band Soul e rythm’n blues che spopolava in moltissimi locali della Liguria e del basso Piemonte, fu un periodo davvero profiquo quello.
Avevo inoltre un progetto new metal con Francesco Scavo (ex chitarrista dei Desecrate) ma che purtroppo rimase esclusivamente legato alla sala prove e non se ne fece nulla.
Era il 2009 quando un giorno incontrai Matteo Campora, un ragazzo appassionato di metal che suonava il pianoforte e che sognava di tirare su una band black metal dove lo strumento principale fosse il pianoforte appunto.
Sono uno che ama sperimentare e che non ha paura di osare, quando Matteo mi chiese di collaborare gli dissi di no solo la prima volta… alla seconda eravamo in sala prove!!!
Dopo qualche mese fu proprio Matteo a propormi di rimettere in piedi i Desecrate e così richiamai due dei membri originali (Gabriele Giorgi e Francesco Scavo) che insieme a tre nuove leve (Davide Piredda, Alessio Reale e Matteo Campora) diedero alla luce la reunion della band
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“XIII The Death” (2012), ovvero l’album della ripresa, è stato prodotto da una label Finlandese (Inverse Records). Come mai decideste di farvi produrre oltre confine e come andò quell’esperienza?
In realtà XIII, THE DEATH nacque come autoproduzione in quanto la voglia di far uscire un nuovo album, che segnasse il ritorno dei Desecrate sulle scene, superava di gran lunga quella di mettersi alla estenuante ricerca di una label o di una produzione.
Eravamo tornati e non vedevamo l’ora di dirlo al mondo intero.
Successe poi che contattando vari distributori italiani ed esteri e ci imbattemmo nella Inverse Records che si mostrò subito interessata all’album. Ci propose quindi di ristamparlo immediatamente sotto la loro etichetta e così facemmo. Effettivamente fecero un lavoro enorme sia come label che come distribuzione, ne fummo davvero soddisfatti
Nel 2015 venne il momento dell’album “Orpheus”; pubblicato per la House of Ashes con cui collaboravate già da due anni. In quel periodo avete anche fatto prestigiose uscite live tra cui una data con i Dark Tranquillity. Puoi fare un resoconto di questa fase storica della band; che è stata sicuramente molto importante?
Dopo l’uscita di XIII, THE DEATH Matteo Campora decise di lasciare la band per motivi personali e dopo aver ingaggiato Andrea Grillone al pianoforte, seguì un periodo di promozione live durante il quale conoscemmo Vanessa e Alex della House of Ashes prod, i quali si mostrarono entusiasti della band e della nostra musica. Ne nacque da subito una collaborazione in termini di live che ci portò in giro per lo stivale e ci fece fare quella che considero ancora oggi la data più importante della mia vita e che fu l’incontro sullo stesso palco con la band che per prima mi ha fatto amare questo genere e che ha fatto si che i Desecrate diventassero quello che sono ora: I Dark Tranquillity.
Non ti nego che l’emozione fu così forte che di fronte a Mikael Stanne e soci a stento riuscii a salutarli e scambiare pochissime parole nonostante la loro affabilità e disponibilità.
A seguito di questo tour, la House of Ashes ci propose di firmare con loro per la produzione del nuovo disco e così fu. Per la prima volta I Desecrate furono prodotti interamente da una label e, come hai detto tu, questa fu una fase davvero storica e profiqua per la band. Ti basti sapere che, ad esempio, la stessa copertina di Orpheus fu realizzata da Niklas Sundin: storico chitarrista e compositore dei Dark Tranquillity.
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Nel tempo trascorso tra l’uscita di “Orpheus”e quella dell’ultimo vostro LP “Lights Of Contradiction” (Sleaszy Rider Records – 2023) avete avuto dei cambi di line up. E’ trascorso un bel po’ di tempo in cui sono usciti solo alcuni singoli, ma va anche ricordato che si tratta degli anni in cui ogni progetto ha registrato un rallentamento delle proprie attività a causa della pandemia. Come avete vissuto quel periodo e come sono i Desecrate oggi?
Durante le registrazioni di Orpheus cominciarono ad esserci dei disaccordi in merito alla direzione musicale presa dalla band e immediatamente dopo l’uscita del disco Francesco Scavo decise di uscire dalla formazione privandola di fatto di una colonna portante e di una collaborazione che era in piedi dal 1998.
A seguito dello split, al posto di Scavo fu ingaggiato nuovamente Alessio Reale (già in XIII, THE DEATH) e partimmo per un tour che ci portò a realizzare anche le nostre prime date all’estero. Dopo un anno circa anche Dave Piredda (bassista e compositore della band) decide di dedicarsi alla famiglia e lasciò I Desecrate. Ci volle un pò di tempo, ma finalmente nel 2017 entrò in formazione Oscar Morchio (attuale bassista) e riprendemmo con gli shows sia in Italia sia all’estero. Purtroppo nel 2018 sia Gabriele Giorgi (storico cantante) sia Andrea Grillone (tastierista/pianista) abbandonano la band. Fu un momento drammatico per I Desecrate, tanto che arrivai perfino a pensare di sciogliere il gruppo, ma grazie alla determinazione dei miei soci ci mettemmo alla ricerca di un nuovo cantante e tastierista trovando quindi rispettivamente Edoardo Iacono e Gabriele Gilodi.
A Time of Sorrow
Per suggellare questa nuova formazione facemmo uscire il video del singolo “in His Image”. In seguito, le restrizioni dovute alla pandemia, ci impedirono di incontrarci per molto tempo; riuscimmo però a realizzare altri due singoli che sono rispettivamente “Obscure Times” e “Burning Books”, quest’ultimo finito poi sulla compilation “A Time of Sorrow” curata da Ocularis Infernum (ne seguì una lunghissima promozione a livello mediatico).
Nella mia costante ricerca di una produzione mi imbattei nella label Greca Sleaszy Riders Records la quale, nella persona di Tolis Palantzas, si dimostrò entusiasta di produrre un nuovo album dei Desecrate. Nel Giugno del 2023 uscì “Lights of Contradiction”
Anche quest’album però si dimostrò ancora una volta uno spartiacque per I Desecrate che perdettero Edoardo Iacono e Alessio Reale (ai quali subentrano Antonio Attorre alla voce e Luca Barison alle chitarre).
Con questa formazione la band partì per un tour Europeo di 17 date tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.
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Come si è modificato il vostro sound nel corso del tempo? Avete attraversato molte fasi e dato vita a un’opera di ricerca stilistica che i vostri fans hanno ripagato con un costante rinnovamento della loro fedeltà.
“Sperimentazione” è la parole che da sempre caratterizza I Desecrate. Fin dal primo momento, pur rimanendo legati a certi canoni del melodic death, non abbiamo mai smesso di sperimentare, provare, osare. Elettronica, melodia, atmosfera, Potenza è ciò che esce e contraddistingue I pezzi dei Desecrate. Ovviamente tutto questo non piace ai fan del metal “canonico” e non ci ha risparmiato critiche. Ma nel corso degli anni, questo è diventato un pò il nostro marchio di fabbrica. Ci siamo permessi di ribadire ad ogni produzione che per noi la musica significa libertà. Libertà di espressione, di composizione e sperimentazione appunto.
Chi ama i Desecrate è consapevole che ogni uscita sarà una sorpresa.
Come vedi la musica in questo momento storico? Voi riuscite ad esibirvi con una certa regolarità sia in Italia sia all’estero, ma le difficoltà riguardano un po’ tutti e si tratta di difficoltà che si riscontrano sia nella vendita dei dischi sia nella possibilità di portare la propria musica dal vivo..
Diversi fattori hanno determinato la sitazione attuale e hanno tutti contemporaneamente lati positive e negativi .
Oggi le band hanno la possibilità di entrare in contatto con tutti. La loro musica ha la possibiltà di arrivare in tutto il globo, cosa che, fino a vent’anni fa, era impensabile senza una struttura adeguata alle spalle. Oggi compongo un brano, lo metto su un qualsiasi canale di internet e immediatamente può essere ascoltato da tutto il mondo. Peccato però che come lo faccio io lo possono fare tutti, con il risultato che si entra in un unico calderone mondiale e alla fine il tuo brano viene ascoltato solo dagli amici (se li avvisi che l’hai pubblicato, altrimenti… manco loro).
Mettersi in evidenza è difficile e i modi per farlo comportano spese e sacrifici che non tutti si possono permettere. Resta quindi il vecchio passaparola che oggi si tramuta in condivisioni e partecipazioni ai concerti, quest’ultimi sempre più difficili da organizzare nonostante la grande facilità di contatto con i locali.
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Però… c’è un “però”.
Negli ultimi anni, specialmente in Italia, i locali si sono affidati per la maggior parte ad agenize di booking, ognuna per il suo territorio, che selezionano le band da far suonare. Ne deriva che se io da Genova voglio andare a suonare nel tal locale a Roma devo essere nel roster dell’agenzia che ha stretto collaborazione con quel locale, e se voglio andare nel locale sempre a Roma, ma in un altro quartiere, probabilmente, c’è un’altra agenzia che ne cura la direzione artistica e pertanto non potrò andarci perchè ho un contratto con la prima. Tutto questo rende le cose particolarmente difficili, anche se fortunatamente non è sempre così, ci sono ancora locali che si autogestiscono e booking agencies che sono aperte a collaborazioni anche solo temporanee, il chè permette dopo lunghe ed estenuanti trattative di fare comunque qualche data.
Per quanto concerne la vendita dei dischi la situazione è drammatica. Oggi qualsiasi produzione la puoi ascoltare gratuitamente su internet e i dischi li comprano soltanto (ormai pochi) gli appassionati del supporto fisico. Noto invece con grande piacere un ritorno al vinile. Chissà che questo non aiuti a cambiare un pò le cose.
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Parlaci di te. Com’è Paolo Serboli oggi? Nel corso del tempo hai ricoperto ruoli da band leader, compositore, arrangiatore, promoter, cantante e batterista. Hai sicuramente accumulato molta esperienza. Puoi tracciare un bilancio del tuo percorso personale?
Grazie per la domanda Diego! Più di quarant’anni di musica!!! Da dove inizio?
Ho iniziato a suonare la batteria a 12 anni, fino al 1995 ho sempre suonato in cover band, poi nei Desecrate ho iniziato a fare brani inediti e da lì non ho mai più smesso. Il mio percorso artistico ha compreso tutti i ruoli che hai citato nella domanda. Per I Desecrate sono stato il batterista, l’arrangiatore, il manager, l’ufficio stampa, la booking e il produttore, tutti ruoli che svolgo con il massimo della passione e impegno, sempre cercando di ottenere il meglio per la band.
Non è sempre andata bene. A volte non sono state comprese le mie scelte da parte di alcuni e ne è derivata la perdita dell’amicizia di persone a me care e che credevo comprendessero la mia determinazione nel compiere certe azioni o prendere certe decisioni sempre e solo in favore della crescita della band.
Non è stato facile e non lo è tuttora.
Ho sempre pensato in grande, perchè ho sempre creduto che se mirando a 100 avessi anche solo ottenuto 10 sarebbe comunque stata una gran soddisfazione viste le piccolissime risorse e malgrado ci fosse chi ha sempre remato contro e sottovalutato non solo le potenzialità della band, ma anche le sue personali.
La mia intraprendenza mi ha aiutato a crescere come persona e come artista, nel corso del tempo ho imparato tantissimo da chiunque abbia incontrato sul mio percorso e tutt’ora apprendo e faccio tesoro di qualsiasi esperienza mettendola poi a disposizione dei progetti di cui faccio parte.
- Unholy
- Desecrate
- Infestation
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- 03/03/2017 (Data di Pubblicazione) – Editore: VIDOL
Horror Bach
Ho conosciuto persone incredibili che mi hanno aiutato e insegnato molto e con le quali ancora oggi ho un legame indissolubile sia professionale che personale.Come sai, oltre ai Desecrate, attualmente ho anche una band con la quale faccio cover di colonne sonore horror e thriller che si chiama Horror Bach e nella quale milita tra gli altri anche un certo Diego Banchero al basso (ride n.d.r.). Grazie a questa nostra esperienza insieme sono stato scelto come nuovo batterista de Il Segno Del Comando e questo non fà che rendermi orgoglioso oltre che onorato di
aver raggiunto un traguardo così importante che, tra l’altro, mi ha permesso di stringere un accordo di collaborazione con Facus, azienda Italiana produttrice di bacchette, spazzole e accessori per batteristi. Da un paio di anni, inoltre, curo la produzione e la parte tecnica di un canale You Tube che si chiama “La Musica Secondo Me”, un programma a cura di Monia Degl’innocenti speaker radiofonica e blogger che si occupa di raccontare album e band del mondo del rock e metal in una maniera del tutto personale e piacevole.
Tirando le somme, sono comunque soddisfatto dei traguardi raggiunti anche se non è ancora finita. Ho ancora molte cose da fare e obbiettivi da raggiungere perchè non si molla mai!
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Quali progetti hai per il futuro tuo personale e quali progetti hanno i Desecrate per i prossimi anni?
Nel mio futuro c’è ancora tanta voglia di fare. Ci sono I Desecrate con I quali stiamo ricominciando a scrivere brani, ci sono gli Horror Bach dove ci si diverte a riarrangiare le colonne sonore horror in chiave prog metal e c’è Il Segno del Comando con il quale ci sono progetti grandiosi riguardanti nuove produzioni e attività live, e tanto lavoro da fare. Di sicuro non è ancora arrivato il momento di appendere le bacchette al chiodo!
Come di consueto, nel ringraziarti per il tempo dedicatoci, ti invitiamo a lasciare I contatti dei Desecrate per I nostril lettori!
Io ringrazio te e I tuoi lettori per lo spazio che mi avete dedicato, è stato davvero un piacere. Certamente di seguito tutti i contatti della band.
Vi aspetto al più presto sotto il palco!!!!
Ciao!
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