Recensione – Jumpers: Un salto tra gli animali
Tra fantascienza e spy-thriller, Disney-Pixar torna con un’avventura che mescola generi e regala simpatia. Jumpers: Un salto tra gli animali, primo lungometraggio d’animazione per il cinema di Daniel Chong, prodotto dalla Pixar Animation Studios in occasione del 40° anniversario della casa di produzione, vede come voci italiane: Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Rossella Izzo e Francesco Prando.
In uscita nelle sale italiane dal 5 marzo, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

La trama di Jumpers: Un salto tra gli animali
La giovane Mabel Tanaka (Piper Curda) è un’appassionata amante degli animali che, ispirata dalla nonna, cresce con un forte legame con la natura e la fauna del bosco vicino alla sua città, Beaverton.
Quando il sindaco Jerry Generazzo (Jon Hamm) annuncia la costruzione di una nuova autostrada a scapito dello stagno dove Mabel trascorreva il tempo con la nonna, la ragazza avvia una campagna attiva contro di lui, raccogliendo firme e cercando di sensibilizzare i cittadini, ma senza successo.
La svolta arriva quando scopre un’incredibile tecnologia sviluppata dalla dottoressa “Sam” (Kathy Najimy), sua docente: il programma “Jumpers”, che consente di trasferire la coscienza umana in corpi robotici di animali e comunicare direttamente con loro.
“Non è per niente come Avatar!”
Determinata a salvare l’habitat naturale, Mabel entra in un robot castoro e fa amicizia con Re George (Bobby Moynihan), il carismatico re dei mammiferi che la introduce rapidamente alle leggi dello stagno:
Regola 1: Conosci tutti
Regola 2: Se devi mangiare, mangia
Regola 3: Siamo tutti sotto lo stesso cielo
Insieme, cercano di mobilitare l’intero regno animale contro i piani distruttivi del sindaco. Tuttavia, la situazione sfugge rapidamente al controllo quando, influenzati dai discorsi appassionati di Mabel, gli animali sembrano pronti a dichiarare una vera e propria guerra agli esseri umani…
Jumpers: Un salto tra gli animali – Il problema della comunicazione
Da bambina, Mabel scopre un grande segreto: in un momento d’intimità, la nonna le confida che, quando è arrabbiata o non sa cosa fare, deve fermarsi e osservare ciò che la circonda. È in quel silenzio che Mabel scopre di non essere sola, ma circondata da una moltitudine di specie: il silenzio diventa mezzo per comunicare con loro.
Quando acquisisce l’abilità di parlare direttamente con tutti quegli animali che prima poteva solo osservare o ascoltare, le cose cominciano a complicarsi. Non sempre il linguaggio “standard” riesce ad evitare incomprensioni, come dimostrano i tentativi di Mabel di farsi ascoltare dagli esseri umani, in particolare dal sindaco.
Comunicare non è sempre questione di parole: spesso richiede fiducia. Re George lo ricorda a Mabel con una semplice, potente metafora:
“La fiducia è come una diga: se c’è una perdita, si ripara.”
Il film mette in luce l’incapacità — o meglio, la difficoltà — dell’essere umano di mettersi nei panni degli altri, capace di sacrificare un intero habitat naturale solo per costruire un’autostrada che permetta di arrivare quattro minuti prima al lavoro.
Anche gli animali, però, non sono immuni dal reagire con forza: una volta che Mabel permette loro di comprendere la situazione, sfruttano tutto ciò che hanno a disposizione per contrastare l’uomo e difendere il loro mondo, specie sfruttando la loro seconda regola: Se devi mangiare, mangia!
Nonostante il forte messaggio ambientale, il film non risulta né pesante né “woke”: mescola generi diversi, talvolta sfiorando l’horror e si diverte a lanciare continui omaggi a grandi film come Lo squalo o Gli uccelli.
Jumpers: Un salto tra gli animali – conclusioni
Nonostante una premessa potenzialmente banale, Jumpers: Un salto tra gli animali, diverte e intrattiene senza forzature, portando una ventata di freschezza in casa Pixar.
Mai come dopo questo film ci si ricorda che, in fondo, cos’è l’uomo se non un altro animale.
In uscita nelle sale italiane dal 5 marzo, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

























