COSA SONO LE COSTELLAZIONI FAMILIARI

Le Costellazioni familiari sono una tecnica di presa di coscienza creata da Bert Hellinger nel 1980 finalizzata per far emergere gli “irretimenti” familiari che si sviluppano di generazione in generazione. Volendo chiarificare il concetto di “irretimento” esso rappresenta un torto commesso da un avo verso qualcuno che si trasmette fin quando non verrà fatta giustizia. Si tratta di un evento che appartiene al passato della famiglia e che, secondo Hellinger torna indietro fino a sette generazioni presentandosi nella nostra vita e condizionando le nostre scelte, le nostre emozioni, i nostri pensieri, addirittura creando una modifica alla realtà e a tutti gli eventi successivi.

Le Costellazioni familiari

Le Costellazioni familiari: Il riferimento al pensiero di Einstein e la visione sistemica

Questa tecnica riprende anche quanto affermò Einstein e cioè: “Ogni essere umano è parte di un tutto chiamato Universo. Egli sperimenta i suoi pensieri e i sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenze e comprensione sino ad includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua interezza”, questo concetto induce a credere che la nostra esistenza viene condizionata da eventi, dal destino come se una struttura antica, inconscia continua a modificarci come se già fosse stata prefissata dall’appartenenza a quel sistema familiare di cui noi siamo parte integrante.

Tuttavia, in questa metodica si inseriscono anche elementi di psicologia della Gestalt, dell’ipnosi eriksoniana, della psicoterapia sistemico familiare, della psicoanalisi e dello psicodramma di Moreno e la “costellazione” si sviluppa in seminari di gruppo in cui uno o più partecipanti sono disponibili a presentare la propria costellazione (storia). Quando questi seminari riguardano strutture sociali o gruppi come quelli di lavoro, di religioni prendono il nome di “costellazioni sistemiche” anche se le dinamiche e i percorsi sono identici.

Come si svolge una Costellazione familiare

Ecco come è strutturata una costellazione: i partecipanti sono seduti formando un grande cerchio e tra i presenti vi è colui che guida il gruppo che è chiamato “facilitatore”. Dopo alcuni momenti di rilassamento il facilitatore inizialmente invita a parlare della propria costellazione colui che si presenta più sereno. Questo ruolo deve essere svolto da una persona professionalmente preparata, avendo il tutto una finalità terapeutica.

Durante l’intervista la persona si fa sedere vicino alla guida e l’intervistato è invitato a rappresentare il sistema familiare d’origine o quello attuale. La risposta sulla famiglia d’origine (genitori, fratelli, sorelle, nonni, zii, cugini) riguarda il passato, quella riguardante il/la partner, i figli riguarda il presente. Accade spesso che le situazioni presentate comprendano entrambe le costellazioni e, subito dopo la prima risposta, il facilitatore pone domande brevi, delineate, richiedendo risposte chiare e precise evitando ogni tipo di commento, considerazione o interpretazione. Dopo aver chiarito questi elementi, il conduttore stabilisce quali siano i membri della famiglia da posizionare in prima linea e, da questo momento l’intervistato deve rimanere in silenzio lasciando che ciò che accade agisca su di lui.

Le Costellazioni familiari

Il “campo energetico” secondo Hellinger

L’accadimento veniva spiegato da Hellinger in quanto sosteneva la presenza nel gruppo di un “campo energetico” – non esiste una scientificità a tale riguardo, anche se la fisica quantistica sta ribaltando quanto affermato dalla fisica tradizionale, – e i partecipanti prescelti dal conduttore, devono assecondare qualsiasi istintivo movimento fisico, in quanto in modo del tutto inconsapevole avrebbero iniziato a sentire ciò che i membri della famiglia avrebbero realmente provato, riuscendo ad entrare sia nelle emozioni che nei sentimenti, e talvolta, persino nelle sensazioni corporee dei loro rappresentati.

La funzione del facilitatore in questo momento è quella di domandare all’intervistato ciò che sta provando, invitandolo a proferire frasi brevi, tipo: “non ti sopporto”, “ti prego”, “sono molto arrabbiato con te” ecc. Inoltre, nelle costellazioni soprattutto familiari, capita che in corso d’opera si inseriscono nuovi membri della famiglia che in precedenza erano stati esclusi o dimenticati. La rappresentazione si chiude con il conduttore che invita l’intervistato a posizionarsi al posto del proprio rappresentante, in modo tale che questa nuova visione d’insieme favorisca una nuova presa di contatto con i cambiamenti già avvenuti o starebbero avvenendo ora, in questa ultima situazione proposta.

La trasformazione e il processo di armonizzazione

Il cambiamento graduale delle posizioni spaziali ed emotive dei rappresentanti, quasi sempre spontaneo, con l’intervento del facilitatore pare induca verso un’immagine di armonia, di benessere generale su tutti i partecipanti al gruppo, non solo dei prescelti.

La teoria proposta da Hellinger afferma la possibilità di una presunta trasformazione dell’intervistato anche a livello conscio. Mediamente una seduta singola può durare dai 20 minuti ad un’ora, e la finalità non è quella di evidenziare le moltissime ombre presenti in una famiglia, quanto quella di far emergere l’irretimento, cioè il torto antico che costituirebbe la strada buia senza uscita per la persona interessata.

Laddove emergono situazioni complesse sul piano emotivo il conduttore può bloccare la rappresentazione e procedere subito con un’altra costellazione.

Le Costellazioni familiari

Esempi pratici di Costellazioni familiari

Racconto un caso: una signora durante la messa in scena di una costellazione familiare racconta dei continui incidenti del figlio. In precedenza, la donna aveva avuto un fidanzato morto in guerra e dimenticato. Cosa accade secondo questa teoria? Il figlio, inconsciamente tenta di seguire il fidanzato della madre nel suo destino. La soluzione che si adotta in questo caso è evidente: ci si inchina davanti al rappresentante del fidanzato, proferendo una frase di rispetto e di benevolenza, per esempio: “Tu hai un posto nel mio cuore e ci resti, io mi sono sposata e ho questo figlio e ti chiedo di proteggerci entrambi”.

Un caso molto conosciuto citato da Gunthard Weber è quello di un padre disperato per aver rimproverato il figlio che poi, la notte successiva si impicca. A distanza di molti anni il padre ricordò che prima del rimprovero, un giorno a pranzo aveva annunciato al figlio l’arrivo di un fratellino e il figlio, molto ansioso e preoccupato aveva detto “ma qui non c’è abbastanza posto”, quindi il figlio si era poi ucciso per fare posto.

Gli Ordini dell’Amore nel pensiero di Hellinger

Per amore ci si può ammalare e spesso decidere anche di morire e soltanto quando gli Ordini dell’Amore vengono rispettati si può vivere con serenità e senza grandi conflitti o difficoltà, questo è il fulcro del pensiero di Hellinger, che nasce come sacerdote e poi diventa psicoanalista.

Questa tecnica, al di là della mancata scientificità, induce comunque tutti i partecipanti ad uno stato di consapevolezza, in particolar modo, l’intervistato e i prescelti allentano la tensione nel gruppo e favoriscono un’ armonia ed un benessere generale.

Maura Livoli Psicologa Psicoterapeuta                                                                                                                               

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