Monumenti Aperti compie 30 anni: oltre 800 siti visitabili in tutta Italia
Dal 18 aprile all’8 novembre 2026 torna uno degli appuntamenti più longevi e partecipati dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. La trentesima edizione di Monumenti Aperti 2026 (LINK) si presenta con numeri significativi: oltre 800 monumenti coinvolti, 100 comunità, 85 comuni distribuiti in 18 regioni, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

Nata a Cagliari alla fine degli anni Novanta, l’iniziativa si conferma come un grande racconto collettivo del patrimonio italiano, capace di mettere in rete territori, cittadini e volontari. Il format resta invariato: monumenti spesso poco accessibili o normalmente chiusi al pubblico vengono aperti gratuitamente e raccontati da guide d’eccezione, tra studenti, cittadini e associazioni locali.
Monumenti Aperti 2026: Un viaggio lungo tutta la penisola
Il calendario 2026 prende il via ad aprile proprio da Cagliari, per poi svilupparsi nei mesi successivi attraversando l’intero Paese. A maggio riflettori puntati sulla Sardegna, con oltre 60 comuni coinvolti, insieme a tappe come Pinerolo, Benevento, Palermo e Aymavilles. A giugno sarà la volta di Perugia.
Dopo la pausa estiva, l’iniziativa riprenderà a settembre da Gravellona Toce e proseguirà in ottobre toccando città come Torino, Ferrara, Roma, Venezia e Trieste, fino a concludersi a novembre in centri come Milano, Chieti e Bitonto.
Tra i luoghi simbolo di questa edizione figurano la Necropoli punica di Tuvixeddu a Cagliari, la Cappella dei Mercanti a Torino, il Teatro Marrucino di Chieti e il Parco del Pollino, a cavallo tra Calabria e Basilicata. Esempi di un patrimonio diffuso che unisce arte, storia e paesaggio.
Trent’anni di partecipazione e cittadinanza attiva
A trent’anni dalla prima edizione del 1997, Monumenti Aperti mantiene intatta la sua vocazione originaria: rendere il patrimonio un bene condiviso e vissuto. Nato dall’iniziativa spontanea di cinque giovani. Il progetto è cresciuto fino a diventare una best practice nazionale, coinvolgendo nel tempo oltre 4,2 milioni di visite guidate, più di 175.000 studenti e 63.000 volontari.
«È una scommessa che possiamo ritenere vinta», afferma Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi OdV, realtà che coordina il progetto a livello nazionale. «Abbiamo voluto dedicare questa edizione alla “Generazione Monumenti Aperti”, perché sono tanti i giovani cresciuti dentro questa esperienza».
Inclusione e cultura accessibile
Il tema scelto per il 2026 – “Generazione Monumenti Aperti. Un patrimonio di cultura, legami, memoria” – sottolinea la dimensione sociale dell’iniziativa, che punta a rendere la cultura sempre più inclusiva.
Tra i progetti principali:
• Cultura senza Barriere, con percorsi accessibili e il coinvolgimento di persone con disabilità come guide;
• Monumenti in Musica & Spettacolo, che integra performance artistiche e musicali nelle visite;
• attività dedicate a bambini e famiglie.
L’obiettivo è trasformare la visita culturale in un’esperienza partecipata, capace di creare legami tra persone e territori.
Un riconoscimento nazionale ed europeo
Nel corso degli anni, Monumenti Aperti ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana e il Premio Europa Nostra, massimo riconoscimento europeo per il patrimonio culturale.
Oggi il progetto continua a evolversi mantenendo saldo il proprio principio guida, ben sintetizzato dalla citazione di Gustav Mahler scelta per questa edizione: “La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”. Un invito a vivere il patrimonio non come memoria statica, ma come esperienza viva e condivisa.


























