I Sandness sono un power trio facente parte di quella categoria di musicisti che non sceglie di far le canzonette che viaggiano bene al Festival di Sanremo, ma che ha deciso di suonare lo stile che più gli dà soddisfazione. Per chi non lo sapesse, si definisce power trio, una band essenziale. Una band che affronta il palco e le registrazioni con una formula impegnativa di 3 elementi che andiamo subito a presentare: Mark – Basso e voce. Metyou –batteria e cori. Robby – chitarre, voce e cori. Potete già capire che suonare uno strumento e contemporaneamente cantare non è proprio una cosa così banale e quando si scrive che suona le chitarre, significa che fa sia la parte ritmica che gli assoli!
Qualche info per conoscere meglio i Sandness

Non intendo dilungarmi in un pippone riempi articolo sulla storia della band che potete leggere sul loro sito (www.sandnessofficial.com ). Ma giusto l’essenziale per far capire bene il mood, il groove di questi ragazzi. Alla fine ciò che conta è il carattere di una band e come questa energia interiore si differenzi dalle moltitudine di canzoni che vengono passate in radio.
Eh si’, perché è vero che parliamo di rock metal, ma i ragazzi qui ce l’hanno nel sangue fin da ragazzini quel tipo di sound, quell’energia primordiale! Se la tua anima non è da rocker non pubblichi tanti dischi! Return To Decadence (2010) Life Without Control (2011) Like An Addiction (2013) Higher & Higher (2016) Untamed (2019) Play your Part (2022) e non suoni neppure in giro per il mondo insieme a grandi nomi come NAZARETH, LITA FORD, TYGERS OF PAN TANG. Ma anche L.A. GUNS di Tracy Guns co fondatore dei GUN’N’ ROSES, RECKLESS LOVE o ADAM BOMBo D.A.D, The Dead Daisies.
L’appuntamento per l’intervista ai Sandness
Detto lo stretto indispensabile per spiegare in quattro parole chi sono I Sandness andiamo ora giù a far domande che anticipo sin d’ora. Se vi sembrano poche o poco impertinenti sappiate che ritorneremo con un’intervista video e quindi potete scriverci nei commenti sotto le altre cose imbarazzanti che volete chiedergli!
Venerdì 28 marzo 2025. L’appuntamento è per le 20.30. Appuntamento on line attraverso la videochat di Google meet. Sono quel tipo di persona a cui piace vedere con chi parla e non spedire via mail delle domande per ricevere delle risposte scritte. Puntualissimi tutti, ognuno di noi si presenta e parto io dicendo che ho ascoltato le loro produzioni e anche se solitamente io ascolto deathmetal melodico il loro ultimo lavoro mi è piaciuto un sacco! Per affinità di strumento mi rivolgo principalmente a Robby, il chitarrista, e solo più tardi mi accorgerò che quasi escludevo gli altri! Ah ah ah.
Intervista di Jonathan Vanderbilt

“L’ultimo disco, Vertigo, lo abbiamo registrato all’Ivorytears Music Works Recording Studio, di Somma Lombardo a Varese”, mi dicono, “prodotto da Alessandro del Vecchio”. Mi complimento per le canzoni e per la produzione che ci sta dietro. Scopro che i due dischi precedenti erano stati prodotti da Michele Guaitoli, il cantante dei Vision of Atlantis nello studio del Groove Factory di Udine! “WOW esclamo, anche i miei ultimi 2 dischi li ho registrati li!”. Abbiamo rotto il ghiaccio e siamo entrati in sintonia! D’altra parte loro di Treviso, io da Udine abbiamo diverse affinità e per la mia deformazione musicale continuo a rivolgere la mia attenzione al chitarrista. Avendo notato che nei video usa delle chitarre a scala Gibson mi informo sulla sua storia chitarristica!
Chitarre e strumentazioni varie

Affascinante che la sua prima chitarra sia stata una Jackson Randy Rhoads col ponte tremolo Floyd Rose. Per chi non è un fissato shredder, è quella con la forma a freccia non regolare. A questo punto la cosa ha iniziato a degenerare. Perché dopo aver scoperto che usava le LTD, le ESP e pure una chitarra di liuteria (Paolo Fracetti) non era più un intervista ma uno scambio di passioni tra chitarristi!
La cosa stava degenerando anche quando in diretta video abbiamo cominciato a mostrar ciascuno le proprie chitarre e parlare di amplificazioni! “ Che ampli hai usato in studio?”. Robby mi risponde che aveva iniziato a usare il Kemper nello studio a Udine e pure io! Al chè, è stato a questo punto che la mia cafonaggine si è palesata e Mark si è preso il suo giusto spazio per raccontare anche lui della sua strumentazione live e studio! Passo dunque a chiedere di come scrivano e compongano i brani. Sono curiosa di capire le varie fasi avendo due voci, Voglio sapere quanta sintonia hanno o se sono due galli nello stesso pollaio!
Il processo di registrazione dei Sandness
Me lo racconta Mark. “Robby arriva in sala prove con dei riff e delle idee, propone i pezzi e io e Metyou scegliamo quelli più validi. La seconda fase è decidere quale sia il giro armonico per la voce. Me lo canticchio fino a impararlo a memoria, portarmelo a casa e sciverci sopra un testo”. Divento sempre più curioso, perché qui c’è da imparare molto e sfruttare queste esperienze anche per la mia band e quindi voglio indagare oltre!
“Ma poi come decidete le spartizione delle parti da cantare?” (domanda ingenua, ma il segreto è tutto qui!). Robby: “Canto le parti che mi sono più congeniali come timbro e le altre le lascio a Mark”. Mark interviene e confessa che ogni pezzo ha diverse difficoltà e si dividono i compiti dando anche alla sezione batteria di cantare i cori per amalgamare bene il tutto! Questa risposta spiega molto chiaramente perché i Sandness posseggano tiro, potenza e melodia! Voi lettori ora capirete l’importanza di svolgere un intervista chiacchierando e non con scambio scritto di domande e risposte!
E ora cosa chiedo?
Momento “e ora cosa chiedo”? E senza ragionare chiedo a Metyou se ha mai visto il film “Il batterista nudo”. Dovreste vedere la reazione di Metyou! Si’, l’aveva visto e così si passa a parlare del look della band. Faccio notare che del look della band mi piace il fatto che non scimmiottino o copino dalle band a cui si ispirino, ma che siano originali e coerenti con se stessi. Robby mi racconta che l’unica regola che si sono dati è di non stare sul palco in bermuda, calzoncini corti etc come se stessero in spiaggia. Ma mantenere un look da rocker!
Faccio allora notar loro che anche Lemmy dei Motorhead aveva dato questa disposizione! Emerge però che Metyou, stando nascosto dietro la batteria ha il privilegio invece di denudarsi un po’. Sospetto allora che la mia domanda sul film abbia toccato nel segno e che Metyou abbia la coda di paglia.
Un’intervista durata più di un’ora

Abbiamo chiacchierato per più di un ora, raccontandoci aneddoti di canzoni e band che ci piacciono. Parliamo di alcune cover che ci piace suonare live e di una simpatica gaffe… Si sono esibiti live ben 2 volte nel corso degli anni con i Tiger of Pan Tang. E qui dovete sapere che la consuetudine vuole che quando si suona da supporto a una band famosa NON SI DEVE MAI suonare una cover che fanno anche i famosi! Ecco! Vuoi per ingenuità, per leggerezza, ho capito che in apertura ai Tiger of PanTang i Sandness hanno suonato Thug dei ZZ Top. Tutto mentre i Big che ascoltavano dal back stage hanno strabuzzato gli occhi e le orecchie e cancellato dalla scaletta la cover! Fatto che non ricapitò anni dopo, quando tornarono ad esibirsi ancora insieme!
In attesa di goderci il videoclip di “Vertigo”
Per motivi editoriali di spazio non ho raccontato proprio tutto, ma ritorneremo a intervistarli pubblicando una nuova intervista anche con un video. Ciò quando “Vertigo” sarà pubblicato da Rockshots Records il 16 maggio 2025 e sarà disponibile in formato CD e in una speciale edizione limitata in vinile viola.
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