SAXON – GODS OF THUNDER: UNA BAND CHE AMO, UN NUOVO ALBUM DA ASPETTARE
Il 22 gennaio 2027 arriverà il venticinquesimo album in studio della leggenda britannica. E, ancora una volta, mi ritrovo davanti a una domanda che con i Saxon torna sempre: come si può parlare di loro senza parlare anche di ciò che il metal è stato, è e continua a essere?
Ci sono notizie che, ancora prima di arrivare alla fine del comunicato, ti fanno venire voglia di mettere un disco sul piatto, alzare il volume e lasciare che siano le chitarre a parlare. Quando si tratta dei Saxon, per me è sempre così. Basta il loro nome per riaccendere qualcosa, perché ci sono band che non rappresentano soltanto una parte importante della storia del metal, ma che con il tempo sono diventate parte della tua stessa storia musicale. E i Saxon, per me, sono esattamente questo.

La notizia è di quelle che fanno rumore: “Gods of Thunder” sarà il venticinquesimo album in studio della band britannica e arriverà il 22 gennaio 2027 attraverso Silver Lining Music. Il primo assaggio, la title track, è già disponibile e porta con sé una storia ispirata alla mitologia celtica.
Venticinquesimo album. A scriverlo sembra quasi impossibile.
Eppure eccoli ancora qui. E per chi, come me, ha sempre avuto un rapporto speciale con questa band, questa non è semplicemente una notizia discografica. È una piccola scossa emotiva.
GODS OF THUNDER: TRA MITOLOGIA E ACCIAIO
La title track “Gods of Thunder” guarda alla mitologia celtica e viene presentata dalla band come un brano epico, antemico, costruito attorno allo spirito e alla potenza dell’heavy metal. Biff Byford, ancora una volta, mette al centro il racconto e l’immaginario. E qui ritrovo un altro elemento che amo profondamente nei Saxon.
La loro capacità di raccontare.
La storia è da sempre una delle grandi passioni di Byford e “Gods of Thunder” sembra voler proseguire proprio su quella strada. Storia, fantasy, mitologia antica, riti pagani e quello spirito rock’n’roll che, nel caso dei Saxon, non ha mai avuto bisogno di spiegazioni.
L’album sarà composto da dieci brani, tra i quali figurano “The Bloody Tower (The Ballad of Anne Boleyn)”, “Medusa”, “Remember the Alamo”, “Temple of Rock” e “MI5”
Sono titoli che già suggeriscono un viaggio attraverso epoche, leggende e immaginari differenti. Ed è esattamente il territorio nel quale i Saxon sanno muoversi meglio.
DIETRO AL SUONO DI GODS OF THUNDER
A occuparsi della produzione di Gods of Thunder è ancora una volta Biff Byford, mentre il mix è stato affidato ad Andy Sneap, nome che non ha certo bisogno di presentazioni nel mondo dell’heavy metal. Una scelta che mi convince, perché mette insieme l’esperienza e la visione di chi i Saxon li conosce dall’interno con quella di un produttore e musicista che ha lavorato con alcuni dei grandi nomi del metal. L’obiettivo, almeno da quello che si può intuire dalle prime anticipazioni, è mantenere intatta la forza della band: chitarre in primo piano, una sezione ritmica solida e la voce di Biff a guidare ancora una volta il racconto.
25 ALBUM E UNA STORIA CHE CONTINUA
Vent’anni fa, ascoltare i Saxon significava già guardare alla storia dell’heavy metal britannico.
Oggi significa anche guardare a una band che quella storia l’ha vissuta in prima persona.
I Saxon sono stati una delle formazioni fondamentali della NWOBHM insieme ad altri nomi destinati a diventare enormi. Album come Wheels of Steel, Strong Arm of the Law , Denim and Leather e Power & the Glory, sono diventati parte del patrimonio dell’heavy metal e hanno contribuito a definire il suono e l’immaginario di un’intera generazione.
Ma quello che personalmente continuo ad apprezzare di più è il fatto che non siano rimasti fermi lì.
Il passato è importante. Ma i Saxon continuano a fare dischi.
Continuano a suonare. Continuano a scrivere.
E questo, per me, vale molto più di qualsiasi celebrazione nostalgica.
E ADESSO, SPERO DI RIVEDERLI DAL VIVO
Il 13 febbraio 2027 partirà da Wolverhampton il primo blocco del Gods of Thunder – World Tour, con undici date tra Regno Unito e Irlanda fino al 27 febbraio. E mentre la band prepara il nuovo album, il pensiero va inevitabilmente al palco.
Perché è dal vivo che i Saxon riescono ancora a esprimere tutta la loro forza. È lì che la loro lunga storia incontra il presente, dove generazioni diverse di fan si ritrovano unite dalla stessa passione: le chitarre, il volume, l’energia e quella musica che continuiamo a chiamare semplicemente heavy metal.
E allora resta una speranza, forse la più bella: poterli rivedere ancora una volta, davanti a un palco, con le loro canzoni a fare da filo conduttore tra passato e presente.
I SAXON SONO ANCORA QUI. ED È QUESTA LA NOTIZIA PIÙ BELLA
Non so ancora cosa sarà davvero “Gods of Thunder”, e preferisco aspettare il disco prima di dirlo. Il singolo è solo il primo assaggio: saranno le dieci canzoni dell’album a raccontarci quanto questo nuovo capitolo potrà aggiungere alla storia dei Saxon.
Una cosa, però, la so già: sono felice che ci sia. Felice che i Saxon continuino a scrivere, a suonare e a raccontare storie dopo venticinque album in studio.
La loro importanza nella storia dell’heavy metal, e in particolare della NWOBHM, è scritta nei dischi, nei concerti e nelle generazioni di musicisti e fan che hanno raccolto ciò che questa band ha contribuito a seminare.
Ma la cosa più bella è che i Saxon non sono soltanto una parte della storia del metal. Sono ancora qui, a scriverla.
Ora non resta che aspettare il 22 gennaio 2027.
SAXON: line up
BIFF BYFORD – Voce
NIGEL GLOCKLER – Batteria
DOUG SCARRATT – Chitarra
BRIAN TATLER – Chitarra
NIBBS CARTER – Basso
SAXON: on line
Monia Degl’Innocenti













