Monster: La storia di Ed Gein, il macellaio di Painfield – trama, personaggi e confronto tra realtà e finzione
Netflix ha riportato nel 2025 Monster: serie TV Netflix Ed Gein “The Ed Gein Story” il macellaio di Painfield, l’ottava puntata della celebre antologia true crime Monster, dedicando un’intera stagione alla figura controversa di Ed Gein, il “macellaio di Plainfield” la cui storia ha segnato per sempre il genere horror e criminale. La serie, distribuita in 8 episodi, mescola dramma, biografia e riflessioni sul fenomeno della serialità criminale, esplorando i fatti, le interpretazioni e le grandi libertà narrative adottate dagli sceneggiatori.
Analisi approfondita della serie Netflix Monster: The Ed Gein Story con trama, personaggi, paralleli con la vita reale di Ed Gein e un confronto dettagliato tra finzione e realtà.

Trama della Serie TV Netflix Ed Gein

Ambientata nella rurale Plainfield del Wisconsin tra gli anni ’40 e ’50, la serie segue l’esistenza isolata e tormentata di Ed Gein (interpretato da Charlie Hunnam), un uomo schivo con un rapporto morboso con la madre, Augusta, e una progressiva discesa verso la follia. Attraverso una successione di flashback e sequenze drammatiche, Monster: The Ed Gein Story esplora l’evoluzione di Gein da timido agricoltore a figura inquietante, influenzando e ispirando le figure di molti assassini fittizi del cinema moderno.
La narrazione non si limita alla cronaca dei crimini ma introduce anche elementi di meta-commentario: viene spesso mostrata la presenza di Hollywood e di film ispirati alle atrocità di Gein, sottolineando il rapporto tra realtà e cultura popolare.

Serie TV Netflix Ed Gein: personaggi principali
- Ed Gein (Charlie Hunnam): protagonista tormentato dalla figura materna e dalle proprie ossessioni. La rappresentazione punta a umanizzare, senza giustificare, le sue scelte e i suoi impulsi più oscuri.
- Augusta Gein (Laurie Metcalf): madre religiosa e autoritaria, il cui controllo psicologico è mostrato come fattore scatenante nella psiche di Ed.
- Bernice Worden e altri personaggi di contorno: figure reali e immaginarie che intrecciano le loro storie con quella di Gein, esplorando non solo i crimini ma anche le reazioni della comunità, della legge e della cultura.

Ed Gein nella realtà: cosa è vero e cosa è fiction
La vera storia di Ed Gein, il macellaio di Painfield è ben documentata dagli archivi criminali e storici: nato nel 1906 in Wisconsin, è passato alla cronaca dopo il ritrovamento nella sua fattoria di cadaveri dissotterrati, parti di corpi e manufatti fatti di pelle umana. Le indagini ufficiali collegano Gein a due omicidi confermati – Mary Hogan e Bernice Worden – oltre a una serie di profanazioni di tombe di donne locali tra il 1944 e il 1952.
Se è vero che Gein dissotterrava cadaveri e realizzava oggetti macabri, la sua figura nella realtà non è quella di un “serial killer prolifico” come spesso viene rappresentato nelle fiction. Le autorità collegarono formalmente solo due omicidi alla sua persona, mentre altre morti restano sospette o non provate.

Libertà narrative e divergenti dalla realtà
Netflix prende molte libertà creative per rendere la storia più drammatica e cinematografica. Alcuni esempi:
- Relazioni inventate: nella serie Ed vive dinamiche romantiche e interazioni sessuali con personaggi come Bernice Worden o Adeline Watkins, elementi non confermati dalle fonti storiche.
- Crimini amplificati: scene di omicidi multipli con armi come le motoseghe o il coinvolgimento in casi famosi sono aggiunte drammatiche per aumentare tensione e collegamenti culturali (come con Ted Bundy), ma non si basano su fatti reali.
- Scene di necrofilia: mentre la serie mostra momenti estremi di necrofilia, le testimonianze reali suggeriscono che Gein negò tali atti ai medici e agli investigatori.
Queste scelte narrative servono a creare un racconto più coinvolgente e ad esplorare temi psicologici complessi, ma si discostano nettamente dai documenti e dalle dichiarazioni ufficiali del caso.
Riflessioni sulla serie e il confronto con i fatti reali
Come serie TV, Monster: The Ed Gein Story tenta un equilibrio tra documentazione e intrattenimento. La sceneggiatura esplora concetti come la relazione tra trauma infantile e comportamento adulto, l’ossessione culturale per il true crime e la costruzione mediatica dell’“mostro”. Tuttavia, il peso delle libertà artistiche ha suscitato critiche: alcuni recensori ritengono che le licenze poetiche, l’eccessiva violenza e l’enfasi sulle sottotrame indeboliscano la precisione storica, rischiando di confondere gli spettatori meno informati sui fatti reali.
Il confronto con la realtà storica mostra come la serie amplifichi e romanzesca dettagli non provati, trasformando Gein da figura reale a simbolo di paura per il pubblico globale. Questa scelta porta a una narrazione intensa e drammatica, ma va letta con consapevolezza: la linea tra finzione televisiva e documentazione storica è spesso sfumata.



























