The Beauty – Recensione dei primi tre episodi

The Beauty – Disney+ (LINK) | Dal 22 gennaio 2026
Genere: Giallo / Thriller / Body horror

Guardare The Beauty non è semplice intrattenimento. È un’esperienza che ti mette a disagio, ti provoca e, a tratti, ti costringe a distogliere lo sguardo. Ma proprio per questo funziona.

The Beauty

The Beauty: Episodio 1 –  Beautiful Pilot (45 min)

La serie si apre in Francia con una scena che ti travolge senza chiedere permesso. Firestarter dei The Prodigy esplode nelle casse e accompagna un delirio visivo e sonoro che ti fa capire subito una cosa: qui la bellezza non è desiderio, è ossessione, brucia. È malattia.

I corpi non reggono. Hanno una forza sovrumana, una sete incontrollabile, come se qualcosa li stesse divorando dall’interno. E mentre guardo penso che sì, The Beauty non vuole essere gentile con lo spettatore. Vuole ferire.

La storia di Jeremy ((Jeremy Pope) è quella che colpisce di più. Non perché sia spettacolare, ma perché è reale. È solo, emarginato, invisibile. Non ha amici, non ha mai avuto una ragazza. La sua disperazione è quella di chi non chiede più di essere felice, ma solo di essere visto. Quando accetta quella “cura” online, sai già che non finirà bene… eppure speri che per lui possa funzionare.

La trasformazione è durissima da guardare: vomito, carne che si stacca, dolore puro. Il bozzolo che si forma è un’immagine potente e crudele. Quando Jeremy esce (bozzolo), bellissimo, irriconoscibile, provi un misto di gioia e orrore. Da larva a farfalla. È felice. Finalmente. Ma quella felicità ha già un sapore marcio.

Episodio 2 – Beautiful Jordan” (24 min)

Venezia diventa lo sfondo di un nuovo incubo. Una modella morta, il corpo letteralmente esploso. Gli organi sparsi, il caos totale. Sul muro, un simbolo egiziano scritto con il sangue: Nefer, bellezza. A quel punto capisci che non è un caso isolato. È un sistema.

Gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hallcome) iniziano a dare fastidio. Troppo intelligenti, troppo determinati. E infatti vengono fermati. Cooper viene aggredito, Jordan invece cade in una trappola molto più subdola: il desiderio.

La sua notte con quell’uomo bellissimo è una delle scene più inquietanti dell’episodio, proprio perché all’inizio sembra normale. Umana. Poi arriva. Il tradimento. La contaminazione. La trasformazione.

Vedere Jordan Bennett subire lo stesso processo di Jeremy è devastante. Le convulsioni, il bozzolo, la perdita di controllo. Sapere che Cooper non sa nulla e la sta cercando rende tutto ancora più doloroso. Qui la serie smette di essere solo un thriller e diventa tragedia.

“Per poter interpretare le intense e fisicamente estreme scene di trasformazione, gli attori hanno dovuto sottoporsi a una preparazione atletica ad altissimo livello, allenandosi per resistere a convulsioni simulate, movimenti forzati e sequenze di body horror che richiedevano forza, controllo e grande resistenza fisica.”

Episodio 3 – Beautiful Christopher Cross (43 min)

A questo punto The Beauty non rallenta. Accelera. Il contagio si espande e arriva la rivelazione più spaventosa: la bellezza non dura per sempre. Quando scade, il corpo esplode. Fine.

L’ingresso di Riccardo Scamarcio porta una tensione diversa, più istituzionale, ma il vero colpo arriva con The Corporation. Una setta, un’azienda, una religione della bellezza. Ashton Kutcher interpreta il capo. E’ glaciale, cinico, perfettamente credibile nel ruolo di chi non vede più persone, ma solo prodotti.

La madre interpretata da Isabella Rossellini è una presenza potentissima: lo odia perché riconosce in lui il peggio dell’umanità. Ed è impossibile darle torto.

La relazione tra Jeremy e The Assassin (Anthony Ramos) è uno degli elementi più sorprendenti. Due uomini che erano brutti, invisibili, spezzati. Due sopravvissuti allo stesso inferno. Quando diventano quasi amici, capisci che il vero dolore non era il corpo, ma la vita che avevano prima.

La rivelazione finale è un pugno nello stomaco: non è solo una pozione. È un virus. È trasmissibile. Nessuno è al sicuro.

E Jordan? Il suo destino resta sospeso, come una ferita aperta. Lo scoprirete nei prossimi episodi di The Beauty

Considerazioni finali

I primi tre episodi di The Beauty mi hanno lasciato addosso un senso di disagio raro. Non per la violenza in sé, ma per quanto tutto sia plausibile. Viviamo in un mondo ossessionato dall’apparenza, dalla perfezione, dall’essere desiderabili a ogni costo.

The Beauty ti chiede una domanda scomoda:
se potessi essere bellissimo, ma solo per un po’, lo faresti? E la cosa più spaventosa è che molti, forse, risponderebbero sì.

Lo consiglio!!!


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