Voci Notturne – Teatro LaClaque, Genova, 8 Marzo 2026. Il Segno del Comando ed Expiatoria celebrano lo split nel cuore oscuro della città
Genova respira ombre. Nei suoi vicoli stretti, nei teatri che conservano memorie inquietanti, nelle storie che non smettono di bussare alla porta della notte. È qui che due entità affini si incontrano: Il Segno del Comando, alchimisti di un progressive dark metal intriso di cinema ed esoterismo, ed Expiatoria, officianti di un doom grave, liturgico, profondamente terreno. Da questa unione nasce Voci Notturne, uno split che rende omaggio alla serie di Pupi Avati, trasformando il suo mistero in suono, evocazione, presenza. Non un semplice disco, ma un varco: un richiamo per chi sa ascoltare ciò che si muove oltre la soglia.

La pubblicazione fisica, nelle mani della leggendaria Black Widow Records, vedrà la luce il 13 marzo, completando il cerchio aperto da questa notte intrisa di mistero
Voci Notturne: Una notte impossibile da spiegare
L’8 marzo, nel cuore del Teatro LaClaque, si è sprigionata un’energia che sfugge alle parole. Due band diverse, due estetiche lontane, eppure una sola corrente sotterranea che le univa sul palco, come se un’unica forza le guidasse verso lo stesso punto oscuro.
La serata si è aperta con l’intervento di Andrea Scarabelli, autore del libro Voci Notturne. Il mondo magico di Pupi Avati. Le sue parole hanno avvolto il teatro in un’atmosfera sospesa, preparando il pubblico a varcare una soglia invisibile. Il suo racconto è stato il preludio perfetto: un invito a entrare in un territorio dove ogni ombra ha una voce e ogni voce una storia da evocare.

Expiatoria: quando la musica diventa teatro
Gli Expiatoria hanno aperto la serata con una performance che definire “horrorifica” sarebbe riduttivo: è stata un’immersione totale nelle tenebre. Scenografia, luci, movimenti, ogni gesto era parte di un rituale in cui la musica diventava teatro e il teatro diventava evocazione.
La band, formata da musicisti di lunga esperienza, ha costruito un set che incarnava tutti i cardini del doom più autentico: lentezza, gravità, potenza, atmosfera. La scaletta alternava cinque brani storici a tre inediti tratti dallo split, mostrando la continuità e l’evoluzione del loro linguaggio sonoro. Ogni musicista ha aggiunto un tassello fondamentale alla creazione di questo universo cupo, dando prova di una coesione rara: hanno evocato, incarnato, costruito un mondo. E il pubblico, rapito, si è lasciato trascinare senza resistenze.

A rendere il tutto ancora più enigmatico è stata la presenza di Raffaella J. Càngero, voce de La Janara, ospite speciale in un duetto magnetico con AngeleX nei brani Tenebra e Ombra. La sua presenza scenica si è fusa con naturalezza nel sound della band, aggiungendo eleganza, mistero e una tensione emotiva palpabile. Il contrasto tra le due voci ha creato un equilibrio perfetto: un dialogo nell’oscurità più profonda che ha incantato tutti i presenti.

SETLIST:
- When Darkness Falls
- The Warm Man
- The Wrong Side Of Live
- Tenebra
- Ombra
- Emily
- Sublicius
- La Canzone Di Lady Valover
Il Segno del Comando: un vortice raffinato
A seguire, Il Segno del Comando ha portato sul palco il suo dark prog metal denso, raffinato, avvolgente. La loro performance non si ascolta soltanto: si vive. È un’esperienza calda, ipnotica, in cui musica e testi in italiano si intrecciano con il pubblico, che canta come in trance, catturato da un filo invisibile che lega palco e platea.
La band ha aperto con i quattro nuovi brani contenuti nello split, creando una continuità naturale con l’atmosfera lasciata dagli Expiatoria. Poi una selezione dei pezzi più iconici della loro discografia, eseguiti con una maturità e una presenza scenica impressionanti.
Un plauso particolare va al frontman Riccardo Morello, che con voce e carisma ha trascinato il pubblico in una delle migliori esibizioni che abbia mai visto — e di concerti de Il Segno del Comando ne ho visti molti. Ma sarebbe ingiusto non sottolineare quanto l’intera formazione abbia contribuito a rendere il concerto un’esperienza totalizzante. Ogni musicista ha portato sul palco una presenza scenica consapevole, intensa: un equilibrio raro, frutto di anni di esperienza e di una visione condivisa. È proprio questa alchimia che rende Il Segno del Comando una realtà unica nel panorama dark prog italiano, capace di trasformare ogni concerto in un viaggio emotivo e immaginifico.

Durante entrambe le performance, mentre le note si intrecciavano alle emozioni, sullo schermo scorrevano le immagini in bianco e nero del celebre sceneggiato: volti, ombre, dettagli che riaffioravano come ricordi. Quelle sequenze, proiettate eteree come un fantasma, hanno avvolto l’intera serata in un’aura ancora più magnetica, trasformando ogni brano in un ponte tra passato e presente, tra mito e musica.
SETLIST:
- Crittogramma
- Le Due Vie
- Litania
- Egregoro
- La Bianca Strada
- Aseità
- Missa Nigra
- Komplott Charousek
- La Taverna Dell’Angelo
- Il Segno Del Comando
Backstage: una fratellanza che nasce nell’ombra
Incontrare le band nel backstage per l’intervista, lontano dal clamore della sala, è stato a dir poco magico. Si percepiva qualcosa di raro: una fratellanza autentica, un legame che affonda le radici nell’ombra e riemerge come una rivelazione condivisa. Le due band, pur così diverse per linguaggio e immaginario, sembravano muoversi all’interno dello stesso respiro creativo, come se una melodia continuasse a scorrere tra loro.
Il dialogo tra i musicisti era naturale, spontaneo, intriso di rispetto reciproco. Si avvertiva la consapevolezza di aver costruito insieme un’opera che non appartiene solo a loro, ma a un immaginario più grande, a quella tradizione oscura che Genova custodisce da decenni. In questo intreccio di intenti, la presenza del chitarrista Roberto Lucanato emergeva come un punto di fusione: un ponte tra due mondi sonori che, grazie alla sua sensibilità, trovano un equilibrio perfetto tra la gravità del doom e la raffinatezza del prog.
Dalle loro parole affiorava la motivazione profonda che ha dato vita allo split Voci Notturne: il desiderio di reinterpretare un’opera iconica con rispetto e audacia. La volontà di unire due identità forti senza snaturarle. La sfida di trasformare un immaginario televisivo in un’esperienza musicale viva, pulsante, quasi rituale. Era evidente che ciò che li lega non è solo un progetto discografico, ma la certezza che la musica possa ancora evocare, aprire porte segrete, raccontare ciò che non si può dire.
GUARDA L’INTERVISTA
Black Widow Records: trent’anni di oscurità genovese
A tutto questo si è aggiunto un momento particolarmente intenso: restare nel cuore dell’oscurità genovese, quella che da oltre trent’anni trova casa nella Black Widow Records, etichetta simbolo delle sonorità più esoteriche e visionarie della città. Un luogo dell’anima prima ancora che una label.
Massimo Gasperini, fondatore, ha raccontato quanto sia fondamentale l’identità di Black Widow nella scena cittadina e nazionale. Le sue parole hanno aperto uno squarcio prezioso sulla genesi di Voci Notturne, rivelando non solo la volontà di unire due band affini nello spirito, ma anche il desiderio di rendere omaggio a un’opera iconica come quella di Avati attraverso una reinterpretazione rispettosa e audace.
Gasperini ha sottolineato l’importanza di presentare lo split proprio nel cuore della città, in un teatro così significativo come La Claque, quasi a chiudere un cerchio ideale tra Genova, la sua tradizione oscura e le sue nuove incarnazioni musicali. Il suo intervento ha aggiunto profondità e radici all’intera serata: ha ricordato come Black Widow non sia soltanto un’etichetta discografica, ma un punto di riferimento, una casa per chi cerca un linguaggio musicale diverso, più profondo, più simbolico.
GUARDA L’INTERVISTA
Una notte che Genova sembrava attendere da tempo
Voci Notturne non è stato soltanto un concerto, né una semplice presentazione discografica: è stato un attraversamento, un viaggio dentro un immaginario che continua a vivere, a mutare, a chiamare. Genova, con le sue ombre e i suoi vicoli, con la sua storia musicale unica e irripetibile, ha accolto questo rito nel modo più naturale possibile, come se lo aspettasse da tempo.
Gli Expiatoria, Il Segno del Comando, la Black Widow Records, il pubblico: tutti parte di un’unica trama, di un’unica notte in cui passato e presente si sono sfiorati senza confondersi, lasciando dietro di sé una scia luminosa nel buio. C’era qualcosa di antico e di nuovo allo stesso tempo, come se la città avesse riconosciuto in quelle note un frammento della propria memoria segreta.
E mentre si usciva dal Teatro LaClaque, con ancora negli occhi le ombre del celebre sceneggiato e nelle orecchie l’eco delle ultime note, era impossibile non sentire che qualcosa era cambiato. Voci Notturne aveva fatto ciò che prometteva: aveva dato voce alla notte. E la notte — per una volta — aveva risposto.
EXPIATORIA : Lineup
AngeleX – Voce
Massimio Malachina – Chitarra
Roberto Lucanato – Chitarra
Gianbattista Malachina – Basso
Enrico Meloni – Batteria
Online
Il SEGNO DEL COMANDO : lineup
Riccardo Morello – Voce
Roberto Lucanato – Chitarra
Davide Bruzzi – Chitarra , Tastiere
Beppi Menozzi – Tastiere
Diego Banchero – Basso
Paolo Serboli – Batteria
ONLINE
BLACK WIDOW RECORDS : online
ANDREA SCARABELLI: online
Monia Degl’Innocenti































