Recensione “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti”
Quando sono entrata in sala per l’anteprima di “Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti“, pensavo di assistere al racconto della carriera di uno degli artisti più amati della musica italiana. Mi aspettavo concerti, canzoni, immagini di repertorio e momenti capaci di ripercorrere una storia straordinaria. In parte è stato così. Ma durante la visione ho avuto la sensazione che il film volesse accompagnarmi in un viaggio diverso. Non soltanto dentro la carriera di Jovanotti, ma dentro la vita di Lorenzo Cherubini. E devo essere sincera: Jovanotti non è mai stato tra i miei cantanti preferiti. Conosco molte delle sue canzoni, ma non sono entrata in sala con gli occhi di una fan.

Forse è stato proprio questo a sorprendermi maggiormente. Più il film andava avanti, più smettevo di vedere il personaggio pubblico e iniziavo a conoscere la persona. Ho riso, mi sono commossa e in alcuni momenti ho provato una dolce malinconia che mi ha accompagnata fino ai titoli di coda.
Chi ho scoperto dietro il personaggio di Jovanotti?
Il film si apre dietro le quinte del Jova Summer Party. Le prime immagini mostrano un Lorenzo diverso da quello che siamo abituati a vedere sul palco. Non c’è l’energia travolgente del concerto. Ho visto invece un uomo concentrato, immerso nei propri pensieri, che respira profondamente e si prepara all’incontro con il suo pubblico.
Da quel momento inizia un continuo viaggio tra passato e presente. Il film mostra il ragazzo che amava disegnare, quello che trascorreva il tempo tra musica e giradischi e che, insieme al fratello Umberto, entrò negli studi di una radio locale sentendosi finalmente nel posto giusto. Ho sorriso vedendo piccoli video storici con Raffaella Carrà, Maurizio Costanzo, Lorella Cuccarini, Pippo Baudo e Adriano Celentano, testimonianze di una carriera costruita passo dopo passo. Accanto ai successi, però, il film mostra anche i momenti più difficili. Le immagini registrate dopo l’incidente in bicicletta mi hanno trasmesso tutta la fatica del percorso affrontato: il dolore, la fisioterapia, l’incertezza e la volontà di non arrendersi.
Le emozioni più intense del film
La parte che mi ha coinvolta maggiormente è stata quella dedicata agli affetti più importanti della sua vita. Quando Lorenzo parla della madre, il tono del racconto cambia completamente. Le sue parole trasmettono affetto, protezione e tenerezza. Racconta di una donna sensibile, incline alla malinconia, e di quanto lui desiderasse essere per lei una fonte di leggerezza. Quando è partita la canzone con il verso “le scarpe piene di sassi”, mi sono commossa. È stato uno dei momenti più intensi dell’intero film. Mi ha colpito molto anche il racconto dedicato al padre. Da bambino lo percepiva come una figura severa. Crescendo, però, ha capito che quella era soltanto una sensazione e che dietro quell’immagine c’era una persona diversa da come l’aveva immaginata. Ho trovato questo passaggio molto autentico, perché racconta qualcosa che spesso accade a tante persone con il passare degli anni.
Profondamente toccante è anche il ricordo del fratello Umberto. Lorenzo racconta quanto sia stato importante nel suo percorso e quanto fosse orgoglioso del suo successo. Quando parla della sua morte in volo, ho percepito un dolore ancora presente. Le sue parole mi hanno restituito il ritratto di una persona speciale, una figura fondamentale nella sua vita e nel suo rapporto con la musica.
Un’altra sequenza che mi è rimasta nel cuore è quella accompagnata da “Se lo senti lo sai”. Sullo schermo scorrono immagini della moglie, della nascita della figlia, dei viaggi, della convalescenza e della lunga ripresa dopo l’operazione. Guardando quelle immagini ho provato una sensazione di serenità e gratitudine. È uno di quei momenti che ti ricordano quanto sia preziosa la vita, anche quando ti mette duramente alla prova. Verso la conclusione il film torna al Jova Summer Party. E lì ho avuto la sensazione che il cerchio si chiudesse davvero. All’inizio avevo visto un Lorenzo concentrato e quasi raccolto. Alla fine ho ritrovato il Jovanotti che tutti conosciamo sorridente, travolgente, pieno di energia. Ma dopo tutto quello che avevo visto e ascoltato, quelle immagini avevano un significato diverso. Non stavano raccontando semplicemente la chiusura di un concerto. Stavano raccontando una rinascita.
Il mio pensiero finale
Sono uscita dalla sala con gli occhi lucidi e con molti pensieri. Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti non mi ha lasciato il ricordo di una rockstar. Mi ha lasciato il ricordo di una persona autentica, capace di parlare delle proprie fragilità senza paura e di trasformare il dolore in una nuova occasione per andare avanti. Ho pensato a Lorenzo, al legame con la sua famiglia, alle sue ferite, alle sue paure e alla sua capacità di rialzarsi ogni volta. Ed è proprio questa umanità che mi ha colpita più di tutto. Perché, alla fine della proiezione, non ho ammirato soltanto l’artista. Ho scoperto una persona profondamente straordinaria.
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