Lamb of God – Into Oblivion: il Ritorno Dei Titani del Metal Moderno
Con Into Oblivion, in uscita il 13 marzo per Century Media Records ed Epic Records (USA/Canada), i Lamb of God tornano a reclamare il loro trono. Non come nostalgici del passato, ma come veterani consapevoli, liberi da ogni aspettativa e ancora capaci di scuotere le fondamenta del metal contemporaneo. Il decimo album della band di Richmond arriva dopo quattro anni di silenzio discografico, e lo fa con la forza di un manifesto: feroce, lucido, necessario.

Un’Eredità Costruita Sul Fuoco
Per comprendere il peso di Into Oblivion, basta ricordare chi sono i Lamb of God. Formati nel 1994, hanno pubblicato nove album acclamati dalla critica, ottenuto cinque nomination ai GRAMMY, venduto oltre tre milioni di dischi e superato il miliardo di stream. Hanno riempito arene in tutto il mondo e ridefinito il concetto stesso di groove metal, diventando una delle forze più influenti e innovative della scena moderna. Rappresentano un punto di riferimento culturale, capace di attraversare decenni senza perdere intensità né rilevanza.

Into Oblivion: Un Album Che Guarda Negli Occhi il Presente
La title track “Into Oblivion”, pubblicata insieme al video diretto da Tom Flynn e Mike Watts, è un pugno allo stomaco. Unisce la furia strumentale tipica dei Lamb of God a un testo che scava nelle crepe psicologiche del nostro tempo. È un brano che non concede tregua, e che introduce perfettamente il cuore tematico dell’album.
Guarda il video di Into Oblivion
Mark Morton lo descrive come un ritorno alla libertà creativa: “Non dobbiamo inseguire trend o aspettative. Volevamo solo fare musica che riteniamo sia figa.” Una dichiarazione che pesa, perché racconta una band che non ha più bisogno di dimostrare nulla, ma che continua a farlo per pura necessità espressiva.
Randy Blythe, invece, affonda il colpo: “Abbiamo chiamato l’album Into Oblivion perché è lì che stiamo andando. Il contratto sociale si sta sgretolando, soprattutto in America.” Parole che risuonano come un monito, e che rendono l’album non solo un’opera musicale, ma un documento del presente.
Il preorder di Into Oblivion è già attivo, offrendo ai fan la possibilità di assicurarsi il nuovo capitolo dei Lamb of God prima dell’uscita ufficiale del 13 marzo.
Sul sito ufficiale della band sono già aperti i preorder, che includono varianti in vinile da collezione e copie autografate: un’occasione per accogliere Into Oblivion nella sua forma più esclusiva.
Tra Radici e Rinnovamento: La Doppia Anima dei Lamb of God
Prima dell’annuncio ufficiale, la band aveva già mostrato due volti del nuovo lavoro.
“Sepsis” è un omaggio alla scena underground dei primi ’90, quella che ha forgiato l’identità dei Lamb of God. Un brano più lento, ma devastante, che ha colpito critica e fan.
Guarda il video di Sepsis
“Parasocial Christ”, invece, è un ritorno alla furia thrash che li ha resi iconici: tre minuti di assalto puro.
Guarda il video di Parasocial Christ
Questa dualità – radici e rinnovamento – è la chiave di Into Oblivion. Un disco che non rinnega nulla, ma che amplia il linguaggio della band con una maturità feroce.
Un Processo Creativo Che Riafferma l’Identità Dei Lamb of God
Affidati ancora una volta alle mani esperte di Josh Wilbur, i Lamb of God hanno scelto di registrare l’album in spazi che rappresentano la loro essenza. Una decisione che conferisce al disco un carattere autentico, radicato nella loro lunga traiettoria artistica.Le batterie sono state registrate a Richmond, in Virginia, mentre chitarre e basso hanno preso forma nello studio casalingo di Morton. Blythe ha inciso le voci ai leggendari Total Access Studios di Redondo Beach, dove sono nati album fondamentali del punk americano.
Una scelta che non è solo logistica, ma identitaria: Into Oblivion è un disco che porta con sé la storia della band.
Un 2026 Destinato a Esplodere Sui Palchi Di Mezzo Mondo
Il 17 marzo partirà il tour nordamericano, con Kublai Khan TX, Fit For An Autopsy e Sanguisugabogg come ospiti. Una line-up che promette uno dei tour più pesanti dell’anno. In estate, poi, sarà il turno dell’Europa: un ritorno attesissimo, soprattutto dopo il successo di Omens nel 2022, sesto album consecutivo dei Lamb of God a entrare nella Top 15 della Billboard 200.

L’Essenza Dei Lamb of God, Oggi Più Necessaria Che Mai
In un panorama metal spesso sospeso tra la nostalgia del passato e la tentazione di una sperimentazione fine a sé stessa, i Lamb of God imboccano una strada diversa: quella della verità. Into Oblivion non maschera nulla e non addolcisce il colpo. Parla di fratture sociali, di identità che resistono all’erosione, di un mondo che si sgretola mentre noi continuiamo a camminare tra le sue crepe. È un album che non cerca consenso, ma consapevolezza. Un’opera che affonda le mani nel presente e lo restituisce con una sincerità brutale, sostenuta da quel mix inconfondibile di groove, furia e lucidità che ha reso la band una colonna portante del metal moderno. E proprio per questo, oggi più che mai, la loro voce risuona necessaria.
Lamb of God: lineup
- D. Randall Blythe – Voce
- Mark Morton – Chitarra
- Willie Adler – Chitarra
- John Campbell – Basso
- Art Cruz – Batteria
Lamb of God: online
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