Dall’arte immersiva al paesaggio: tra Firenze, Milano e Trentino le mostre di marzo – Memoria, confini e futuro

Marzo si apre come un mese di attraversamenti. Attraversamenti fisici, simbolici, sensoriali. Le mostre e gli eventi HF4 (mostre arte contemporanea immersive) disegnano un percorso che mette in dialogo linguaggi e territori diversi, ma uniti da una tensione comune verso i temi urgenti del nostro tempo: confine, memoria, identità, crisi climatica, responsabilità collettiva.

Dall’immersione visiva e sonora di Rotta di Giuseppe Lo Schiavo nelle sale monumentali di Palazzo Vecchio, alla dimensione disturbante e performativa di HYDRON³ di Giovanni Motta ai Bagni Misteriosi di Milano, fino alla riflessione sul tempo e sul sacro nelle opere di Oliviero Rainaldi a Certaldo. A questi si affiancano i paesaggi glaciali di Claudio Orlandi e l’intervento site-specific di Jacopo Di Cera a Malpensa, che trasforma il transito quotidiano in esperienza di consapevolezza ecologica.

Un atlante contemporaneo che invita lo spettatore non solo a guardare, ma a prendere posizione.

Mostre arte contemporanea immersive: tra Firenze, Milano e Trentino

Il Mediterraneo come confine liquido

Giuseppe Lo Schiavo – Rotta
Palazzo Vecchio, Firenze

Con Rotta, Giuseppe Lo Schiavo trasforma il Mediterraneo in un corpo vivo, fragile e carico di silenzi. L’opera immersiva, curata da Serena Tabacchi, avvolge il visitatore attraverso proiezioni perimetrali, suono e sculture, costruendo un ambiente sensoriale in cui il mare diventa frontiera instabile, memoria collettiva e spazio politico.

mostre arte contemporanea immersive
Marco Guazzone_backstage_GiuseppeLoSchiavo_Rotta2026

La scelta di Palazzo Vecchio – e in particolare della Sala d’Arme e del Cortile di Michelozzo – non è neutra: l’antica “fortezza” cittadina diventa luogo simbolico per interrogare i concetti contemporanei di difesa, limite e responsabilità. Rotta non offre risposte, ma chiede allo spettatore di attraversare emotivamente un tema che appartiene al presente più urgente.

L’eterna giovinezza come distopia

Giovanni Motta – HYDRON³. Time is over. Drink eternity
Bagni Misteriosi, Milano

Visionaria, disturbante, seducente. HYDRON³ è una mostra-evento che si muove tra rituale, advertising e performance, mettendo in scena una sostanza impossibile che promette l’eterna giovinezza. Giovanni Motta, con la curatela di Ivan Quaroni, costruisce un’esperienza immersiva in cui il pubblico è chiamato a partecipare, non solo a osservare.

mostre arte contemporanea immersive
Mystic_hidden_matter_110x160cm_courtesy of the artist

L’estetica pop e l’immaginario distopico si intrecciano in un progetto che riflette criticamente sull’ossessione contemporanea per il tempo, il corpo e la promessa di immortalità. Ai Bagni Misteriosi del Teatro Franco Parenti, l’arte diventa esperienza fisica e mentale, capace di mettere in crisi il confine tra desiderio e manipolazione.

Tempo, sacro e identità

Oliviero Rainaldi – In Verso. Frammenti narrativi
Palazzo Pretorio, Certaldo Alto

Con oltre trenta opere tra pittura e scultura, Oliviero Rainaldi costruisce a Certaldo un percorso denso e stratificato che indaga il tempo come materia narrativa. La mostra, curata da Beatrice Audrito e Davide Sarchioni, dialoga in modo serrato con l’architettura storica del Palazzo Pretorio, trasformando lo spazio in parte integrante del racconto.

mostre arte contemporanea immersive
Oliviero Rainaldi, Ultima Cena, 2007, tecnica mista su cartone, 200 x 670 cm. Courtesy l’Artista. Ph Nicola Gnesi

Il titolo suggerisce una lettura “all’inverso”, un procedere controcorrente che invita a ripensare memoria, sacro e identità come elementi non lineari, ma frammentati e in continua ridefinizione. Un’esperienza contemplativa che chiede lentezza e ascolto.

Il ghiaccio come memoria

Claudio Orlandi – Ultimate Landscapes. L’illusione del ghiaccio
Museo Alto Garda, Riva del Garda

Diciassette anni di ricerca fotografica sui ghiacciai alpini diventano un potente racconto visivo sulla crisi climatica. Le immagini di Claudio Orlandi non documentano soltanto un paesaggio in trasformazione, ma restituiscono il ghiaccio come archivio del tempo e misura del limite umano.

Claudio Orlandi. Ultimate LandscapesClaudio Orlandi. Ultimate Landscapes_ph. Nicola EccherFNE8235

Curata da Matteo Rapanà e Alessia Locatelli, la mostra trasforma la fotografia in strumento di consapevolezza ambientale, mettendo in relazione bellezza e perdita, monumentalità e fragilità. Un progetto che invita a guardare il paesaggio non come sfondo, ma come protagonista di una storia collettiva.

Camminare come atto politico

Jacopo Di Cera – White Entropy
Aeroporto di Milano Malpensa

Con White Entropy, Jacopo Di Cera porta il ghiacciaio del Monte Bianco sotto i piedi dei viaggiatori. L’installazione, curata da Massimo Ciampa e inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, trasforma il gesto quotidiano del camminare in un’esperienza sensoriale e simbolica.

White Entropy_Jacopo Di Cera_Courtesy of the artist(6)

Nel luogo del transito per eccellenza, l’opera rende fisico il tema dello scioglimento dei ghiacciai, costringendo il pubblico a confrontarsi con una perdita che spesso resta astratta. Un intervento che unisce arte, spazio pubblico e coscienza ecologica.

Mostre arte contemporanea immersive: tra Firenze, Milano e Trentino

Le mostre HF4 (LINK) di marzo non si limitano a occupare spazi: li attivano, li interrogano, li trasformano. Che si tratti di un palazzo storico, di una piscina urbana o di un aeroporto, l’arte diventa dispositivo di riflessione sul presente e sul nostro modo di abitarlo.


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