KID YUGI: l’Odissea del tacco, eroe moderno?

“Si incrociano le spade, esplode tutta la tensione”. Con questa descrizione sotto un post Instagram, Kid Yugi annuncia il suo terzo album, intitolato “Anche gli Eroi Muoiono”,  disponibile dal 30 gennaio 2026 su tutte le piattaforme streaming. E già dal primo ascolto non delude le aspettative.

Il Terzo Album di KID YUGI: “Anche gli Eroi Muoiono”

Dopo l’uscita dei singoli “Berserker”, e “Push It”, con feat di ANNA, è finalmente possibile ascoltare il disco completo, e dare un senso al concept musicale dell’album. Il tema era stato infatti già anticipato da un trailer piuttosto criptico. Il video era registrato attorno alla bara di Kid Yugi e incentrato sulla domanda: “Cosa vuol dire essere un eroe?”. Fino a questo momento, però, non era stato possibile chiarire il messaggio dell’artista. Ancora una volta, egli sbalordisce per la profondità e l’immediatezza comunicativa.

Kid Yugi

Per fare un’analisi completa di quest’album, bisognerebbe immergersi in profondità in vari aspetti della scena culturale italiana: perché culturale? Bisognerebbe comprendere lo stigma legato al rap delle generazioni precedenti. Bisognerebbe fare lo stesso ragionamento rispetto al ruolo che invece ricopre per le generazioni più giovani. Sarebbe necessario chiedersi che fine abbia fatto la poesia in età contemporanea, e porsi di fronte al paradosso che possa celarsi dove meno la si aspetta. Sicuramente sarebbe importante conciliare il passato di Kid Yugi nella provincia pugliese con il successo nazionale di ciascuno dei suoi album.

Per noi questo è un processo complicato, ma a rispondere a tutte queste domande ci pensa l’artista, con il sincretismo unico di generi “culturali” costituito da “Anche gli eroi muoiono”.

Esistono vari tipi di eroi?

Il disco si apre con la voce punk-rock anni ’90 di Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP, in uno spezzone di “Occitania”, in cui Simone di Montfort, comandante durante la prima crociata, annuncia che non c’è distinzione tra cristiano e cataro. La morte è per tutti, la “Violenza necessaria” per essere eroi e la Storia non restituisce né buoni né cattivi.

Kid Yugi

Viviamo in una società che glorifica l’egoismo, il cui unico criterio di azione è l’utilitarismo, come ci ricorda Kid Yugi, in un intervista con Genius. L’eroe quindi è colui che lucra su questo sistema. E in qualche modo anche l’artista gioca al “gioco del soldo”, incarnando il giullare dei vizi nella traccia “JOLLY”, il cui ritornello non ti esce più dalla testa. Eppure la provocazione è uno degli strumenti più efficaci della sua carriera musicale. Una serie di contraddizioni fra il ruolo che gioca e la persona che è, fra la maschera del successo e gli scheletri nell’armadio. Se il suo credo sono i soldi, allo stesso tempo odia i ricchi, ancor di più di quando era povero.

Il Concept dell’Album: Cosa Vuol Dire Essere un Eroe

L’eroe sicuramente non è un mostro.  L’eroe è colui che i mostri li combatte. Ma se anche i mostri soffrono, se i ruoli si ribaltano in base alla prospettiva del racconto, allora quanto è sottile la linea che li divide? Le due storie sono legate in maniera inevitabile, inestricabile. Nella traccia “piano e voce” con Tony Boy, viene messa a nudo la fragilità dell’eroe, del rischio che corre ogni giorno: di diventare un mostro.  “Dio li chiama due per volta”: Nicolò e Marco. Tristano e Isotta. Davide e Golia. I due ragazzi di “Per il sangue versato” sono nati in due quartieri diversi, che altrimenti si sarebbero chiamati fratelli. A due a due, chi è il mostro e chi l’eroe?

Molto interessante è la scelta dei feat di quest’album, costituiti da tutti artisti giovani: dalla scena più glamour di Anna all’inaspettato Tutti Fenomeni, passando per RRARI DAL TACCO, omaggio alle sue origini pugliesi e la coppia “che scoppia” di Nerissima serpe e Papa V.

La Provocazione e la Maschera del Successo

Ogni singolo testo potrebbe essere analizzato e parafrasato, con riferimenti aulici a temi che vanno dalla mitologia norvegese alla cinematografia di ogni tempo (da Chuck Norris a Ben Ten); Kid Yugi (LINK) unisce toni spavaldi e aggressivi con riflessioni struggenti e intime che colpiscono chiunque si soffermi ad ascoltare sul serio il suo messaggio. In particolare è l’outro quello che parla di più,

Ascoltiamo il memorandum: la società richiede il massimo da ciascuno, massifica l’unicità, pochi riescono. Ma il paradosso è questo: chi canta queste strofe è uno che effettivamente ce l’ha fatta. E’ un eroe?


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