Salvo Nugnes: intervista sul suo percorso nell’arte, eventi e progetti futuri
Nel mondo dell’arte e della comunicazione, ci sono figure che riescono a costruire percorsi fuori dagli schemi, guidate più dall’intuito e dalle relazioni che da strategie predefinite. Salvo Nugnes è una di queste. Curatore, manager, giornalista e organizzatore di eventi, da oltre trent’anni lavora a stretto contatto con artisti, intellettuali e protagonisti della cultura italiana, dando vita a progetti che uniscono arte, spettacolo e divulgazione.
Fondatore dell’Agenzia Promoter e presidente di Spoleto Arte. E’ stato agente di personalità del calibro di Vittorio Sgarbi, Margherita Hack, Katia Ricciarelli, Amanda Lear e Paolo Liguori. Nel tempo ha consolidato una rete di rapporti che è diventata parte integrante del suo modo di lavorare. Tra mostre, premi, eventi e rassegne, ha portato avanti un’idea di arte accessibile, capace di coinvolgere pubblici diversi e di valorizzare sia grandi nomi che nuovi talenti.

Dalla Milano Art Gallery alle iniziative legate alla Biennale, fino ai progetti editoriali e televisivi, il suo percorso racconta una carriera fatta di incontri, intuizioni e passione. Un cammino in continua evoluzione, che lo vede ancora oggi impegnato tra nuovi eventi, collaborazioni e idee da sviluppare.
In questa intervista ci racconta le tappe più significative della sua esperienza, il suo approccio al lavoro e i progetti futuri, offrendo uno sguardo diretto e personale su un mondo fatto di arte, relazioni e opportunità.
Buona lettura!!
Salvo, hai costruito una carriera molto articolata nel mondo della comunicazione e dell’arte. Quali sono state le tappe fondamentali del tuo percorso?
Diciamo che è stato un percorso ricco di esperienze e incontri importanti. Ho avuto la fortuna di conoscere grandi maestri e figure significative che mi hanno formato, da Francesco Alberoni a Vittorio Sgarbi, fino a Margherita Hack e altri protagonisti del settore. Più che singole tappe, è stata una crescita continua, fatta di relazioni, esperienze e opportunità. Una vita così piena e vissuta mi ha permesso di comprendere alcuni segreti per cercare di fare le cose al meglio, affinando nel tempo il mio approccio.

Parti da esperienze molto diverse, dal management e alla cura di eventi culturali, come è cambiato il tuo modo di lavorare?
In realtà ho sempre seguito quello che sentivo in quel momento. Non mi sono mai fatto guidare dal denaro, ma dalle emozioni. Può sembrare una risposta scontata, ma è la verità: sono stati gli eventi e le sensazioni a orientare le mie scelte, portandomi naturalmente verso determinate esperienze.
Qual è stato l’evento che ti ha colpito di più, quello di cui sei più fiero, tra quelli che hai curato?
Ci sono stati diversi momenti importanti, legati alle varie fasi della mia vita. Sicuramente collaborare con una mente come quella di Vittorio Sgarbi è stato molto significativo. Allo stesso modo, organizzare convegni e conferenze con Margherita mi ha dato grande soddisfazione. Poi ci sono state esperienze più originali e trasversali, come quelle con Amanda Lear, con cui abbiamo realizzato mostre, eventi tra Montecarlo e Cortina e anche progetti televisivi. È stato un percorso vario, creativo e molto stimolante.

Parliamo dell’evento per gli 80 anni di Katia Ricciarelli, che hai curato. Come è nata l’idea?
Devi sapere che sono personaggi che conosco fin da ragazzo, quindi ho partecipato a molti compleanni di Katia. Ricordo in particolare quelli all’Arena di Verona: già trent’anni fa, quando ero giovanissimo, mi trovavo lì, tra tanti grandi personaggi. Negli anni, con artisti come Al Bano e altri, Katia ha sempre organizzato compleanni importanti, maestosi, all’insegna della musica, cantando e facendo cantare anche gli amici. La mia è una frequentazione davvero antica con lei, una collaborazione che dura da oltre trent’anni e della quale sono molto fiero.

Il tenore Rino Scaturro, la soprano Tatiana Previati e il quartetto d’archi – NOTAMBULS
Proprio grazie a questo rapporto, fatto di amicizia e contatti continui, ho pensato di organizzare l’evento chiamando grandi professionisti, come il tenore Rino Scaturro e la soprano Tatiana Previati, una grandissima interprete della lirica. È stato un momento di altissimo livello, inserito nella cornice di una parata di star a La Biennale di Milano 2026, dove la musica e l’arte si sono fuse in un’esperienza unica. Oltre all’aspetto professionale, l’evento è riuscito molto bene anche dal punto di vista umano: si è creato subito un bel feeling tra tutti. È stata una conferenza molto lunga, più di due ore e mezza — circa due ore e quarantacinque — ma sempre coinvolgente. La straordinaria soprano Previati si è esibita con grande intensità, raggiungendo acuti notevoli, e Katia si è complimentata con lei. Hanno anche duettato insieme diverse volte. A fare da contrappunto c’era il tenore Scaturro, che ha dato un contributo molto apprezzato.
Inoltre, era presente un quartetto d’archi, i NOTAMBULS, proveniente da Roma, davvero impeccabile. L’evento ha alternato momenti più seri ad altri più leggeri, coinvolgendo attivamente il pubblico con domande e interazioni.
È stata una bella conferenza, ma anche un vero e proprio concerto: si è partiti dalla lirica, passando per il classico napoletano e l’operetta, fino ad arrivare a brani della tradizione italiana, come “Non ti scordar di me”. Il pubblico era numerosissimo e in visibilio, con tanti applausi e una partecipazione davvero calorosa.

Guardando al futuro, a quali progetti culturali e artistici stai lavorando?
Adesso c’è il compleanno di Vittorio Sgarbi, l’8 maggio, al Padiglione Spoleto: organizziamo la Pro Biennale, e la data coincide proprio con il suo compleanno. Poi c’è la Biennale di Buenos Aires e, inoltre, un progetto importante: un libro intitolato I grandi dell’arte, realizzato insieme a Paolo Liguori. Sarà un libro significativo che diventerà anche un evento.
All’interno del volume inseriremo grandi nomi dell’arte e della cultura, come Andy Warhol e Federico Fellini.

Ma tu scrivi o scriverai un libro con lui?
Sì, faremo questo libro, come ti stavo spiegando. Raccoglieremo I grandi dell’arte: non è il primo libro che realizzo con Paolo Liguori. Parleremo di figure come: Andy Warhol, Fellini, Sylvester Stallone e Franco Battiato. Artisti che, oltre al loro ambito principale, si sono dedicati anche al disegno e alla pittura. Sarà un progetto che unisce questi grandi nomi ad artisti italiani contemporanei. Il titolo è proprio I grandi dell’arte: metteremo insieme figure già affermate e talenti attuali. Come dicevo, non è la prima collaborazione con Paolo Liguori: lavoriamo insieme da più di vent’anni, abbiamo fatto tante cose insieme, c’è una collaborazione molto stretta. Siamo anche amici, ci conosciamo bene e continuiamo a portare avanti diversi progetti.
Questi sono i prossimi impegni, anche se ce ne sono altri in programma: per ora, questi sono i più imminenti.

Curerai sempre tu l’evento di Sgarbi?
Sono tanti anni che organizzo i compleanni di Vittorio. Ci conosciamo da sempre: l’ho conosciuto quando avevo 17 anni, quando ero ancora minorenne, un ragazzino. Ricordo ancora quando lo incontrai in Sardegna: era giovanissimo e aveva già quella voglia di farsi notare.
Nel tempo abbiamo organizzato davvero tanti compleanni insieme, non uno ma decine. Se si guarda indietro, ho curato moltissimi eventi per lui, coinvolgendo personaggi molto diversi tra loro: da Renato Zero a Giovanni Rana, da Umberto Smaila fino ad Andrea Bocelli. Insomma, ospiti tra i più disparati, con cui abbiamo realizzato tante cose insieme.
L’8 maggio invece, sento il dovere e il desiderio di stargli vicino in modo diverso. Anche se è probabile che non possa essere presente fisicamente, abbiamo deciso di fargli la festa lo stesso: è una vera dimostrazione d’affetto e di bene da parte di tutti noi, amici e artisti che lo seguono da sempre.
Gli manderemo video dai telefonini per fargli sentire la nostra presenza e gli faremo recapitare a casa molti doni. Il nostro obiettivo è unico: mandargli un sacco di buona energia e i nostri migliori auguri di pronta guarigione. Ci saranno anche diversi cantanti e giovani artisti, ma anche amici storici di Vittorio che conosco da 30-40 anni. L’evento si terrà a Venezia, in un bellissimo albergo, l’Hotel Amadeus — nome che richiama Mozart, uno dei suoi soprannomi.
Sarà quindi un incontro tra generazioni diverse, tra amici di una vita e nuove presenze. Sarà sicuramente una bella occasione, piacevole sotto tutti i punti di vista. Vittorio, d’altronde, è un grande uomo.
Che ruolo avranno i giovani artisti nei tuoi progetti futuri?
Sono sempre molto attento a questo aspetto: cerco sempre di aiutare qualcuno che abbia talento, qualcuno di valido, cercando anche di indicargli una strada.
Non è detto che si debbano aiutare solo i giovani. A volte ci sono persone che fanno arte da una vita e che magari non sono riuscite a emergere semplicemente perché non hanno incontrato le persone giuste al momento giusto. Allo stesso tempo, ci sono anche giovani che possono risultare presuntuosi: quindi non è una questione di età. Non bisogna per forza avere 25 o 30 anni; anche una persona di 50 anni può trovare la propria occasione con la giusta opportunità.
Le forme d’arte sono le più diverse: dalla poesia alla scrittura, dalla fotografia alla pittura, fino anche alla recitazione. Io cerco sempre di sostenere chi dimostra di avere le qualità giuste. Oggi sono davvero tante le persone che si avvicinano all’arte, sono moltissime. In un certo senso, per molti diventa anche una forma di espressione personale, quasi una terapia.
Ci sono tanti artisti validi, anche se non sempre mi vengono subito in mente tutti, perché non faccio differenze territoriali. Tuttavia, mi capita spesso di incontrare artisti molto bravi provenienti dalla Calabria. Anche alla Biennale di Milano ho lavorato con centinaia di artisti, e molti di loro arrivavano proprio da lì: da Tropea, da Reggio Calabria, da Lamezia Terme, una città molto bella dove ho lavorato, in particolare al Complesso Monumentale di San Domenico, un luogo che ho apprezzato molto.





























