Big Big Train: il ritorno in Italia con Woodcut, il concept che apre una nuova era del progressive rock
Un autunno prog che profuma di una nuova intensità sonora
I Big Big Train tornano in Italia in questo 2026 con due appuntamenti che promettono di essere tra i momenti più intensi dell’autunno prog: 9 ottobre al Teatro Astra di Schio (VI) e 10 ottobre al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna (NO). Due date che non celebrano soltanto una band storica, ma segnano l’inizio di un nuovo capitolo creativo, guidato da una visione più cinematica, più narrativa, più coraggiosa.

Woodcut: il concept che ridefinisce l’identità dei Big Big Train
Il cuore di questo rinnovamento è Woodcut, pubblicato il 6 febbraio 2026 per InsideOut e Sony. Un album che rappresenta una svolta profonda: il primo vero concept della band, costruito come un racconto continuo che attraversa ispirazione, follia, sacrificio e quella zona grigia in cui l’arte diventa ossessione e rivelazione. È un lavoro che richiama la grande tradizione del progressive britannico, ma la reinterpreta con un linguaggio moderno, analogico, umano, scolpito con una cura quasi artigianale.
Alberto Bravin e la nuova anima creativa dei Big Big Train
Al centro di questa metamorfosi c’è Alberto Bravin, voce, chitarre e tastiere dei Big Big Train, entrato nella formazione nel 2022 e oggi una delle sue anime creative più riconoscibili. La sua impronta è evidente non solo nell’interpretazione, ma anche nella produzione dell’album, un ruolo che ha contribuito a definire il nuovo respiro della band.
Dentro Woodcut: le novità raccontate nella mia intervista
Ho avuto l’onore di incontrare Alberto in una video‑intervista intensa e appassionata, in cui ha raccontato il percorso che lo ha portato a entrare in una realtà con oltre trent’anni di storia e un’identità internazionale fortissima. Senza rubare la scena al racconto principale, l’intervista diventa il luogo dove si possono scoprire tutte le novità su Woodcut: la costruzione narrativa, l’uso dei temi ricorrenti, il lavoro vocale richiesto da un concept così complesso, l’importanza della dinamica come elemento emotivo e la dimensione culturale di una band che oggi è un vero mosaico europeo e americano.
Bravin parla anche dell’esperienza della registrazione collettiva in studio, del modo in cui le idee hanno preso forma definitiva e dell’invito ad ascoltare la musica con attenzione, lasciandosi attraversare dalla storia prima ancora che dal suono. Un invito che trova il suo compimento naturale sul palco.
Il tour 2026: due ore di storia, profondità e nuovi paesaggi musicali
ll The Woodcut & Other Stories Tour porterà infatti in scena oltre due ore di musica, con ampio spazio al nuovo album e con il ritorno di brani storici che non venivano eseguiti da venticinque anni. Accanto a Bravin e al fondatore Gregory Spawton, la formazione comprende musicisti di livello internazionale come Nick D’Virgilio, Rikard Sjöblom, Clare Lindley, Oskar Holldorff e Paul Mitchell, artisti che hanno condiviso esperienze con Genesis, Steve Hackett, PFM, Tears For Fears, Mr Big, Spock’s Beard, Beardfish e molte altre realtà fondamentali del prog.

Schio e Fontaneto: due date italiane dal valore speciale
Le due date italiane assumono così un valore particolare. Non sono semplici tappe, ma momenti in cui Woodcut prende vita nella sua forma più completa, in cui la narrazione si espande nello spazio teatrale e il pubblico può attraversare la storia insieme alla band. Il 9 ottobre al Teatro Astra di Schio e il 10 ottobre al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna diventano quindi due appuntamenti imprescindibili, due serate in cui passato, presente e futuro dei Big Big Train si intrecciano in un’unica esperienza.
INFO E BIGLIETTI
Come promesso durante la mia intervista con Alberto Bravin, sarò sotto il palco, pronta a vivere questa nuova intensità sonora insieme a chi sceglierà di esserci.
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Monia Degl’Innocenti


































