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Led Zeppelin III: La Storia, il Ritiro a Bron-Yr-Aur e Curiosità

Dimenticate il “martello degli dei” per un istante. O meglio, tenetelo a portata di mano, ma preparatevi a vederlo colpire corde di legno acustico. Quando il 5 ottobre 1970 Led Zeppelin III ha colpito i negozi, il mondo si aspettava una replica del volume assordante dei primi due capitoli. Invece, Page e Plant hanno consegnato un manifesto di libertà creativa. Mentre scalavano le classifiche su entrambe le sponde dell’Atlantico, i quattro stavano dimostrando che il rock non è solo elettricità: è visione.

Led Zeppelin III

Se vuoi ripercorrere l’intera ascesa della band, dai primi passi fino all’Olimpo della musica, non perderti il nostro speciale su tutto quello che c’è da sapere sui Led Zeppelin: biografia, discografia e rarità.

Led Zeppelin III: Dal Sudore dei Palchi al Silenzio del Galles

Dopo due anni di tour selvaggi e la pressione di dover catturare su vinile la “potenza dal vivo” di Led Zeppelin I e II, la band ha fatto l’unica cosa sensata per non bruciare: è sparita. Il rifugio di Bron-Yr-Aur, una vecchia casa del ‘700 tra le montagne della Snowdonia, è diventato l’alambicco dove il misticismo ha incontrato il folk.

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Era un isolamento letterale: la casa era priva di elettricità e acqua corrente. Le sessioni notturne venivano illuminate solo da candele e lampade a cherosene, costringendo Page e Plant a comporre su piccoli registratori a batteria. È in questo silenzio che Robert Plant ha trovato la sua dimensione più profonda, tra suggestioni letterarie e l’aria pungente del Galles (anche se, per un piccolo refuso sulla copertina originale, il luogo venne ribattezzato erroneamente “Bron-Y-Aur”, omettendo la “r” finale del nome gallese che significa “Seno dell’Oro”).

Questa trasformazione umana e artistica è stata recentemente catturata in immagini spettacolari nel film “Becoming Led Zeppelin: Dal Palco dei Primi Concerti al Mito del Rock”, arrivato sul grande schermo IMAX nel febbraio 2025.

Il risultato è un album bifronte: una faccia elettrica che ringhia e una acustica che incanta. “Questo disco è un nuovo inizio,” dichiarò Plant all’epoca. “Ci sono infinite direzioni da prendere.”

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Il Ruggito dell’Islanda e il Cigolio del Blues

Ma non fatevi ingannare dal profumo di prati bagnati. Il disco si apre con “Immigrant Song”, un pezzo che non è musica, è un’invasione. Nata nell’estate del ’70 durante il tour in Islanda, la canzone è stata partorita tra le mura dell’Università di Reykjavik e testata appena sei giorni dopo sul palco di Bath. Con quel riff ipnotico e il richiamo del Valhalla, i Zeppelin hanno fuso la mitologia norrena con il metallo pesante, creando un archetipo per le generazioni a venire.

Eppure, anche nei momenti più elettrici, l’album conserva una verità cruda, quasi documentaristica. Prendete il blues viscerale di “Since I’ve Been Loving You”: se ascoltate con attenzione, sentirete un leggero “cinguettio” meccanico. È il pedale della batteria Ludwig Speed King di John Bonham che cigolava furiosamente durante la registrazione. La band decise di non rifare la traccia: la tensione emotiva di quella take era troppo perfetta per essere sacrificata in nome della pulizia sonora.

Un’Opera da Ruotare e Ascoltare

L’innovazione non si fermò ai solchi del vinile. Jimmy Page volle che l’esperienza fosse anche tattile, collaborando con l’artista Zacron per creare una copertina interattiva. Grazie a un disco rotante interno (il volvelle), i fan potevano cambiare le immagini che apparivano attraverso i fori del cartone. Fu un incubo logistico che causò ritardi nella produzione, ma divenne il simbolo fisico di un gruppo che si rifiutava di stare dentro gli schemi.

Con Led Zeppelin III, la band non ha solo confermato di essere la più grande del pianeta: ha dichiarato che le regole non si applicano a loro. Hanno barattato l’amplificatore con la chitarra acustica e, così facendo, hanno trovato l’immortalità.

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Andare al cinema permette di evadere dalla routine e di immergerti in altri scenari, un po’ come un buon libro. Sono appassionata di cinema, musica e tutto ciò che esprimere arte, infatti ho intensificato i miei studi e le mie passioni frequentando il mitico DAMS…

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