Rompere la nebbia dell’endometriosi: intervista al Prof. Pietro Signorile (Fondazione Italiana Endometriosi)
C’è una nebbia fitta, silenziosa e logorante che per anni avvolge la vita di milioni di donne: si chiama Endometriosi e Adenomiosi. È la nebbia del dolore non creduto, dei sintomi liquidati come “normali” capricci del ciclo biologico, delle ecografie ostinatamente “negative” a fronte di fitte invalidanti. Chi scrive ha vissuto in questa nebbia per oltre tredici anni, muovendosi a tentoni tra diagnosi mankate e quel senso di sottile alienazione che ti porta a chiederti: “Sono io a essere sbagliata?”.
Poi, la svolta: dare un nome al nemico. Endometriosi e adenomiosi. Due parole che descrivono non solo una condizione clinica, ma una vera e propria convivenza forzata.
Rompere il silenzio su questa realtà è diventato un imperativo, non solo personale, ma collettivo. Per fare luce in questo cono d’ombra, abbiamo avuto l’onore di ospitare in una video-intervista esclusiva (che potete visionare integralmente in calce a questo articolo e sul canale YouTube di BackDigit) il Professor Pietro Signorile, Presidente della Fondazione Italiana Endometriosi, da oltre 25 anni in prima linea nella ricerca scientifica e nella battaglia culturale contro questa patologia.
Una chiacchierata intensa, tecnica e profondamente umana, di cui vi anticipiamo i nodi centrali.
Il ritardo diagnostico: una colpa medica e sociale
Il primo dato da cui siamo partiti è un pugno nello stomaco: in Italia, il ritardo diagnostico per l’endometriosi oscilla ancora tra i 7 e i 9 anni. Com’è possibile che nel 2026 una donna debba attendere quasi un decennio prima di ricevere una diagnosi accurata?
“Il dolore non è mai normale”, ha ribadito con fermezza il Professor Signorile. Durante la diretta, il Professore ha fatto chiarezza su quali siano oggi i veri esami gold standard per intercettare la malattia prima che provochi danni irreversibili, svelando quei “segnali sentinella” che un occhio ginecologico non specializzato tende tragicamente a ignorare. Accorciare questa finestra di attesa significa restituire anni di vita, di carriera e di serenità alle pazienti.
Adenomiosi: l’altra faccia del dolore
Se l’endometriosi comincia faticosamente a entrare nel dibattito pubblico, esiste una seconda patologia, strettamente correlata, che vive in un vuoto informativo totale: l’adenomiosi. Spesso definita la sua “sorella dimenticata”, l’adenomiosi vede il tessuto simile all’endometrio insinuarsi direttamente nel miometrio, il muscolo uterino.
Avendo vissuto sulla mia pelle questo doppio fronte di guerra, ho chiesto al Professore perché sia così drammaticamente complessa da individuare e in che modo modifichi l’approccio terapeutico. La gestione del dolore cambia radicalmente quando il muscolo uterino è coinvolto, e la risposta del Professor Signorile apre prospettive fondamentali su come la medicina debba smettere di considerarla una problematica secondaria.
Oltre la pillola: la frontiera della ricerca e lo stile di vita
Per anni, la risposta standard della medicina di fronte all’endometriosi è stata una sola: bloccare il ciclo ormonale. Ma molte donne lamentano effetti collaterali pesanti che minano la qualità della vita quotidiana: nebbia mentale (brain fog), sbalzi d’umore, calo del desiderio.
Il Professor Signorile ci ha guidati verso le nuove frontiere della ricerca scientifica, focalizzate non più solo sulla soppressione ormonale, ma sullo spegnimento dell’infiammazione cronica e sistemica. In questo contesto, abbiamo esplorato il ruolo cruciale dei biomarcatori per la diagnosi precoce e il peso specifico dello stile di vita — in particolare l’alimentazione anti-infiammatoria e l’attività fisica — intesi non come palliativi marginali, ma come vere e proprie terapie integrative.
Fertilità, diritti e la campagna “Nella tua testa”
Senza tabù e con estrema lucidità, l’intervista ha affrontato anche il delicato tema della fertilità e del ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), scardinando il falso mito che “un figlio sia la cura” per l’endometriosi.
Ma la battaglia è anche politica e sociale. Oggi l’endometriosi è inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) solo per gli stadi più avanzati. Il Professor Signorile ha illustrato l’impegno costante della Fondazione per estendere tutele lavorative ed esenzioni anche a chi convive con stadi definiti “lieve” ma clinicamente invalidanti.
Infine, ci siamo soffermati sulla straordinaria campagna della Fondazione intitolata “Nella tua testa”. Un’iniziativa fondamentale per scardinare il pregiudizio patriarcale e medico secondo cui il dolore pelvico femminile sia un’invenzione psicologica o una somatizzazione ansiosa.
Perché guardare questa intervista?
Se avete vent’anni e avete appena ricevuto una diagnosi che vi fa sentire il mondo crollare addosso; se soffrite ogni mese e vi sentite ripetere che “è solo un ciclo doloroso”; se siete partner, genitori o amici di una donna che combatte questa battaglia, questa chiacchierata è la bussola di cui avete bisogno.
Come ricordiamo in chiusura di diretta, il primo atto di guarigione è sentirsi credute. Noi non siamo il nostro dolore; siamo molto di più. E la ricerca scientifica è la nostra strada per tornare a essere i capitani della nostra nave.
Guarda l’intervista completa:
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