“Backrooms”: il film horror più atteso dell’anno finalmente in sala
Dal 27 maggio arriva in sala uno dei film horror più attesi dell’anno: “Backrooms“.
“Backrooms”: di cosa parla?

Il film ha per protagonista Clark (Chiwetel Ejiofor), un aspirante architetto che gestisce un negozio di mobili. Dopo alcuni avvenimenti strani, un giorno, proprio nel suo seminterrato, scopre un passaggio per un altro mondo, quello delle backrooms. Clark, attratto da questo bizzarro posto, trascinerà con sé al suo interno una serie di personaggi, compresa la sua psicologa Mary, interpretata dall’attrice norvegese Renate Reinsve.
Un’immagine che crea universi
La storia del film si basa su racconti del folklore web. Possiamo ritrovare l’origine del mito in un’immagine che già girava su internet attorno al 2011 di un negozio di mobili in ristrutturazione. La foto è tornata poi in circolazione quando un utente l’ha postata sul sito 4Chan, sotto un thread di immagini inquietanti. L’immagine, leggermente inclinata, mostrava delle stanze vuote senza finestre, di un colore giallognolo, che dall’angolazione sembravano un labirinto. Da lì gli utenti cominciarono a creare storie e a costruire un intero universo narrativo, arrivando anche a creare video, videogiochi e aggiungendo mostri e livelli a questo mondo tra mondi dai caratteri purgatoriali.
Kane Parsons: un regista dal web
Tra questi raccontastorie dell’era digitale è un giovane americano di nome Kane Parsons, conosciuto su youtube come “Kane Pixles”. Nel 2022 Parsons comincia a pubblicare un’antologia di video intitolati “backrooms”, creando una nuova lore e dando una struttura a questo mito del web. La serie guadagna sempre più popolarità, finché la casa di produzione cinematografica A24 lo contatta per farne un film.
Kane, nato nel 2005, è ancora minorenne quando gli viene proposto il film, e decide di finire le superiori prima di dedicarsi al progetto, diventando il regista più giovane nella storia di A24.
L’adattamento per il grande schermo
Il film riprende alcuni elementi dei video di Parsons, rimane infatti in alcune scene l’espediente del found footage e ritroviamo anche alcuni spunti di trama presenti nel prodotto originale, ma sceglie di seguire una strada più psicologica e più ispirata agli elevated horrors di A24.
Backrooms: Qualche pensiero sul film
Nonostante ci siano elementi che ho trovato interessanti e per una buona parte del film rimane costante il sentimento di ansia che provoca il labirinto di uffici vuoti, lo zampino di A24, che tenta di elevare qualunque film a una trama più introspettiva e critica, sembra sia stato in parte fallimentare. Nonostante nell’insieme rimanga un buon prodotto, alcuni elementi, tra cui una CGI a volte discutibile e la mancanza di approfondimenti che ti leghino abbastanza ai nostri protagonisti per intraprendere un percorso psicologico, vanno a togliere punti al prodotto finale.
L’aria di mistero, infatti, va man mano a sgretolarsi e gli accenni alle storie dei personaggi non sono una base abbastanza forte per quell’esplorazione della psiche che il film tenta di affrontare. Detto questo però i presupposti su cui si sviluppa la storia sono abbastanza intriganti da tenere l’attenzione dello spettatore, che cerca di capire la natura di questo inquietante squarcio di realtà.

















