Recensione: Era Meglio Domani, un grido alla femminilità con umorismo

Il campione d’incassi francese sbarca in Italia. Presentato in anteprima al Festival del Nuovo Cinema Francese, Era Meglio Domani arriverà nelle sale italiane dal 18 giugno. Viene portato sul grande schermo un intreccio intenso tra riflessione storica e umorismo. Un salto temporale che ripercorre il ruolo della donna: rinchiusa nei muri della propria abitazione alla libertà, o quasi. Una commedia brillante dove la regia di Vinciane Millereau ha voluto lanciare un grido all’emancipazione femminile, ma con un racconto comico riuscitissimo.  

Era Meglio Domani

Era Meglio Domani: La Trama

Ci troviamo nel 1958 e una famiglia che segue le tradizioni di quel periodo, con il padre Michel Dupuis (Didier Bourdon) occupato a portare lo stipendio a casa e Hélène Dupuis (Elsa Zylberstein) addetta al mantenimento domestico, si ritrova catapultata nel 2025. Da quel momento tutti i principi del marito, tradizionali ma anche fortemente maschilisti, crollano pian piano. Mentre Hélène scopre un mondo nuovo, anzi, scopre la sua vera identità.  

Un inizio debole

A differenza del resto del film, i primi minuti sono piuttosto lenti, anche di stampo teatrale. Forse questa scelta è dovuta per ricostruire lo stile di vita di quell’epoca, ma penalizza il ritmo privando quello slancio che coglie l’attenzione dello spettatore.  

Si entra nel vivo, e tutto il comico viene fuori

Appena i protagonisti sbarcano agli anni nostri, inizia lo sballo. Ogni sequenza è divertimento puro e la sala non potrà far a meno di ridere. Per Michel sarà un mondo al contrario, alle prese con Alexa, i cellulari, il cambio automatico e soprattutto dall’essere l’uomo di casa, che va al lavoro, al diventare il “Re delle Macchie”. Il ritmo si velocizza, un po’ come la nostra società che corre sempre di più.

Questa frenesia che rende i rapporti umani e matrimoni sempre più fragili e poco duratori. E questo è anche un messaggio che vuole trasmettere la regista e lo fa incredibilmente bene. Un aspetto che non era scontato quando si affronta un tema del genere è l’essere banali o fortemente critici verso il sistema patriarcale passato. Invece, Vinciane Millereau è riuscita a non giudicare mai i protagonisti e a mostrare le loro fragilità. Evidenziando ogni aspetto, positivo o negativo che sia, dei due periodi. 

La nuova vita della protagonista

Hélène, d’altro canto, si comporta come se fosse il suo primo giorno nella realtà fuori dal proprio habitat, all’inizio è spaventata quasi come se preferisse che fosse il marito a gestire le responsabilità. Lei, infatti, è la dirigente del vecchio posto di lavoro di Michel e lavorare per lei era un compito esclusivamente per gli uomini. Poi scoprirà sé stessa, che può ballare in piazza con altre ragazze, può avere un conto intestato alla sua persona e soprattutto che può non occuparsi della casa.  Un ruolo importante ce l’hanno anche i figli, specie la maggiore che in entrambe le vite è alle prese con un matrimonio. Nell’era moderna è fidanzata con una ragazza, e anche questo diventa oggetto di risate da parte del pubblico, a causa delle reazioni dei genitori. 

Temi toccanti ma sempre con leggerezza

Era Meglio Domani crea un legame profondo con lo spettatore proprio attraverso il senso di smarrimento: che si tratti del presente o della realtà del 1958, chiunque può identificarsi con lo spaesamento vissuto dai protagonisti. Quando il racconto entra nel vivo, vengono toccati temi profondi e a tratti toccanti, ma la soluzione stilistica resta quella della leggerezza. Infatti, non si ha nemmeno il tempo di lasciarsi emozionare che si torna subito a sorridere. L’unica volta che la serenità non torna è quando viene ricordato, quasi come uno schizzo nascosto ma potente, che le donne oggi possono avere ruoli importanti ma la paura di tornare a casa da sole è rimasta. O peggio, in altri paesi: basti guardare ciò che succede in Medio Oriente e non solo, dove la libertà femminile è ancora lontana o vengono lapidate. 

Era Meglio Domani si è rivelato una scoperta

Era Meglio Domani si è rivelato una piacevole scoperta: la ricerca della comicità è stata condotta con attenzione e coraggio, risultando incredibilmente efficace. È un film che le donne dovrebbero vedere per celebrare conquiste non ancora terminate, e che gli uomini dovrebbero guardare per comprendere che certi atteggiamenti non sono semplici tradizioni passate, ma residui di una mentalità che oggi è doveroso cambiare. Lo consiglio assolutamente!

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