ibridopuro è un progetto artistico che coniuga la scrittura dell’autore umano con la performance virtuale del cantante. L’avanguardia dell’AI-Assisted Artistry.
Venerdì 13 Febbraio esce su tutti gli store digitali il nuovo singolo di ibridopuro dal titolo Chiamatemi pure Boomer su testo e musica di Michele Burgay. Pubblicato su etichetta Deltanove e distribuito da TuneCore.
Il brano è accompagnato dal bellissimo videoclip ideato e diretto dallo stesso Burgay.
I dati di ibridopuro
Dati del personaggio: ibridopuro ha un’età scenica di 25 anni e suona Pop-Rock. Segni Particolari: voce sintetica, anima analogica.
Il progetto l’alter ego come frontman

ibridopuro (scritto tutto minuscolo e tutto attaccato) è un protagonista virtuale. È il volto e la voce di una narrazione musicale ideata da Michele Burgay: un interprete digitale progettato per dare corpo a una precisa intenzione artistica umana.
Un concept di total design in cui l’artista umano agisce da autore e showrunner, muovendo i fili di un’identità digitale dotata di una propria estetica, una vocalità e un sound definiti, al confine tra il pop e il rock sia classici che contemporanei.
La Filosofia: Human Core, digital skin
In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale non è il creatore, ma il medium: un sintetizzatore evoluto capace di generare voce ed esecuzione strumentale sulla base di una molteplicità di direttive umane che sono la vera anima del progetto.
Ci muoviamo così nel territorio dell’AI-Assisted Artistry, strutturato su due livelli inscindibili:
L’Anima (Human Core) e Il Corpo (Digital Skin)
1. L’Anima (Human Core): La scrittura dei testi, la composizione musicale, la direzione creativa e i testi delle interviste, fino alla definizione della “bio” e dello storytelling, sono l’espressione diretta dell’immaginario visionario di Michele Burlai, autore e direttore artistico dell’intera opera.
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2. Il Corpo (Digital Skin): ibridopuro nasce da una simbiosi tra il DNA autoriale interamente umano e l’AI che offre la materia performativa per incarnarlo. Il risultato è una terza natura che trascende la semplice somma delle parti: un’entità ibrida dove la sensibilità e la direzione emotiva dell’autore plasmano la potenza vocale e strumentale della tecnologia. L’intelligenza artificiale qui non sostituisce l’essere umano, ma ne espande invece la creatività. L’autore scrive e dirige, l’avatar e la sua band interpretano.
Quando l’intelligenza artificiale entra in gioco

Con le dovute proporzioni, il rapporto tra Michele e ibridopuro è molto più vicino a quello tra Walt Disney e Paperino che a qualsiasi immaginario bionico o distopico. Oggi, al posto della matita che dava forma e anima ai personaggi, entra in gioco l’intelligenza artificiale: non come fine, ma come strumento, un expander esecutivo al servizio della narrazione dell’autore umano.
La biografia di ibridopuro
ibridopuro ha 25 anni. Dice sempre che vive nel presente, ma con una memoria musicale profonda che fa da ponte tra le generazioni. Ha studiato Scienze della Comunicazione, ma non ha terminato il percorso accademico. È agnostico, ama i film di fantascienza (ma solo quelli fatti bene, sostiene). Tra le serie TV adora Breaking Bad. Ha un’indole gentile e flessibile, ma sa essere abrasivo quando necessario.
Le origini. Della madre non ha ricordi: una presenza algida, svanita nel nulla l’istante dopo avergli dato la vita. L’unico legame forte è con il padre che abita lontano, confinato in una distanza fisica invalicabile: un rapporto viscerale che vive però attraverso lo schermo, tra videochiamate e chat di WhatsApp.
Il primo singolo: Chiamatemi pure boomer
Con questo brano, ibridopuro firma un vero e proprio trattato di pace intergenerazionale in chiave pop-rock. La canzone ribalta con ironia i cliché che dividono le età della vita: da una parte l’uso superficiale e a volte sprezzante del termine boomer verso chi, più adulto, non vive immerso nell’ultima tecnologia, dall’altra l’etichetta dei più adulti che dipinge i giovani come superficiali e iperconnessi, disconnessi da ideali e progetti concreti.
Il testo mette in discussione entrambe le narrazioni, mostrando come il conflitto tra generazioni sia spesso una scorciatoia comoda, ma sterile. ibridopuro propone invece un terreno comune dove entrare in contatto.
L’artista compie il primo passo e, con una ironica provocazione, si schiera, si impersona nell’animo dei più adulti. Il messaggio è lucido e universale: siamo tutti destinati a diventare, presto o tardi, il boomer della generazione successiva. Un inno per deporre gli stereotipi e, finalmente, capirsi e dialogare.
Lo Showrunner e autore Michele Burgay

Laureato in fisica (quantistica), filmmaker, regista e compositore, Michele Burgay incarna perfettamente la doppia anima del progetto: il rigore scientifico e la sensibilità artistica. Da oltre trent’anni lavora sulla linea di confine tra musica e immagine, vantando collaborazioni di rilievo come quella con il Maestro Valeriano Chiaravalle (noto direttore d’orchestra al Festival di Sanremo) per la colonna sonora della celebre telenovela La Forza del Desiderio. Come regista e documentarista, ha firmato opere trasmesse sui canali SKY (come La Vittoriosa Sconfitta) e distribuite su piattaforme internazionali come Amazon Prime Video (Al Termine della Notte). Questa esperienza nella gestione di narrazioni complesse trasforma ibridopuro in un’opera coerente: una regia unica dove suono, scienza e immagine convergono in un’unica visione creativa.
Michele Burgay è titolare della società Deltanove, attiva nei settori dell’editoria musicale, della produzione musicale e della produzione di video e documentari.
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