Compagno di Banco: Andrea Bruni del Banco del Mutuo Soccorso – A Padova con New Trolls e Le Orme
Come ci si prepara a un concerto memorabile, da condividere con altre due band storiche del progressive italiano? Come si affronta un palco in compagnia di musicisti incredibili, che hanno scritto pagine indelebili nella discografia mondiale? Nella più assoluta incoscienza, ovviamente. Sto aspettando Filippo e Tony al mio solito parcheggio di Firenze e rifletto su quanto sia illusorio cercare di organizzarsi adeguatamente per un appuntamento che giorno dopo giorno si avvicina, incrementando le tue aspettative e amplificando le tue emozioni. A poco a poco le settimane che ti separano da quel momento si accorciano, diventano giorni, e da giorni diventano ore. E quando l’evento è ormai vicinissimo non puoi più pensare a come lo affronterai. Perché l’alba è già spuntata da un po’ e il sole fuori ti aspetta nascosto tra le case. Per cui se non hai ancora fatto la valigia conviene che ti sbrighi.
Il viaggio verso Padova

Nel frattempo ecco sopraggiungere l’auto con gli altri compagni di Banco, accompagnati dal caro Aldo con cui non condividevo un viaggio ormai da mesi. Il meteo, in barba alla primavera appena arrivata, è tutt’altro che benevolo e ci tiene a dimostrarcelo alternando nuvoloni minacciosi a raffiche di vento improvvise. Ciononostante siamo determinati a fare in modo che questa giornata scorra perfetta, anche durante il viaggio. Per cui mi sistemo alla guida e ci tuffiamo in A1, destinazione Padova. Il viaggio scorre piacevolmente, niente pioggia, niente intoppi, solo tante corsie uniche, intervallate da rari momenti di percorrenza veloce. I lavori in autostrada fervono incessantemente e meno male che siamo tutti incolonnati, così ogni rallentamento viene segnalato con regolare zelo dagli stop dei mezzi precedenti, che si accendono all’unisono creando uno squarcio rosso nel grigiore della carreggiata.
Banco del Mutuo Soccorso
L’arrivo in hotel
Arriviamo all’hotel International e prendiamo possesso delle nostre camere. Abbiamo un paio d’ore per recuperare qualche energia e nel mio caso direi che il tempo a disposizione è provvidenziale, dato che nel fine settimana ho già effettuato due concerti e stasera, in omaggio al numero perfetto, arriverò a tre eventi consecutivi. L’ipotetica pennichella sfuma come di consueto tra telefonate, messaggi e il tentativo di far funzionare il carica spazzolino da denti, che in principio non sembra intenzionato a stringere amicizia con la presa elettrica del bagno.
Sono già le 16:00 ed è arrivato il momento di incamminarci verso il luogo del concerto. Scendo nella hall dell’albergo dove ritrovo con piacere Vittorio, Michelangelo e Marco, arrivati il giorno prima, nonché Lorella che in questi ultimi giorni si è dovuta arrabattare non poco perché tutti gli appuntamenti della giornata si incastrassero opportunamente. Saliamo nuovamente in auto e, avidi di tangenziali, divoriamo i semafori circostanti e imbocchiamo i generosi raccordi patavini fino a ritrovarci nei pressi del Geox.
Il Teatro Geox di Padova

Il posto è immenso, le entrate sono molteplici, i cancelli si sprecano. Quale sarà il varco giusto? Basta guardarsi intorno e un angelo ci aiuterà di sicuro. Soprattutto se stavolta gli angeli sono due. Fabrizio e la moglie Valeria sono già lì, probabilmente da ore, con la loro auto davanti a una delle numerose inferriate e stanno aspettando il nostro arrivo per entrare in nostra compagnia. Non possiamo sbagliare, quello è l’ingresso giusto.
Entriamo all’interno del posto e mi rendo conto che il Geox è uno spazio immenso, ancora più maestoso di come mi appariva dal di fuori. Palco, platea, stanze, stanzine, bagni, zona catering e probabilmente botole segrete. Il posto è incredibile, pulito e gestito con cura dai vari organizzatori, per cui non resta che prendere posto nel nostro camerino. Sul palco scintillano orgogliosi gli strumenti delle tre band e la mia batteria rosseggia al centro della scena, accanto a quella più dark di Michi Dei Rossi, batterista de Le Orme che a breve avrò il piacere di conoscere.
Orgoglioso del mio scintillante drumset

Il mio strumento è stato come di consueto trasportato dal fido Roberto e per l’occasione è stato assemblato, oltre che da Alessandro, da Diego, un amico e collega di Alessandro. Diego, batterista metal proveniente dalla Sicilia, ha sistemato il tutto alla perfezione, basandosi esclusivamente su una foto ricevuta via telefono. In più ha anche curato l’accordatura dei miei tanti tamburi e per non farmi mancare niente ha collegato mixer e spie. Definirlo un angelo è poco.
Mi intrattengo volentieri a parlare con lui e scopro che anche Diego, come Alessandro e il fonico di palco Pablo, è una bella persona, gentile, educato e amante della musica. Ancora una volta mi sento fortunato a poter condividere questo genere di situazioni con persone speciali. Abbiamo il tempo di conversare piacevolmente per una manciata di minuti e poi, come previsto, parte il soundcheck. Al nostro set personale si aggiunge la prova dei suoni in compagnia delle altre band, visto che la scaletta della serata prevede un set individuale per ogni gruppo e un triplo bis tutti insieme.
Il sound check collettivo con Le Orme e i New Trolls

Anche il soundcheck collettivo scorre piacevolmente; tra un piacere Andrea e una stretta di mano abbiamo l’opportunità di mettere a punto i tre bis. Il Banco propone Non mi rompete, i New Trolls suoneranno Una miniera mentre il bis delle Orme sarà Sguardo verso il cielo. Conosco a memoria i due brani delle altre band, li ho ascoltati fin da bambino grazie alle cassette di mio padre e li ho anche risuonati spesso in passato con alcuni dei miei gruppi passati.
In più ho avuto anche il piacere di accompagnare dal vivo l’indimenticabile Vittorio De Scalzi qualche anno prima della sua scomparsa e quel concerto condiviso è rimasto impresso nella mia memoria come un tatuaggio. Come affrontare, dunque, un momento simile ma con la presenza di due gruppi storici accanto a me? Con incoscienza, appunto. Arriva Gianni Belleno dei New Trolls, che avevo conosciuto qualche anno prima a Cerea, aprendo un concerto dei New Trolls con il mio gruppo La Cruna del Lago.
Come si salutano i batteristi?
Come si salutano i batteristi? Con un abbraccio e parlando di tamburi. Neanch’io, nel mio piccolo, potevo esimermi dal rituale. Così dopo il doveroso abbraccio a Gianni, gli chiedo se ha portato il suo rullante storico che mi aveva presentato e fatto provare nel corso del nostro incontro precedente.
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Quattro chiacchiere con Michi Dei Rossi
Mentre parliamo arriva anche Michi Dei Rossi, che sono felice di conoscere e a cui, immancabilmente, inizio a porre una serie di domande su Le Orme attingendo a una lista di curiosità compilata nel corso degli anni. Michi è gentilissimo, pacato e divertente e durante la nostra chiacchierata decidiamo di improvvisare un siparietto per la sera stessa: durante il bis, mentre Gianni sarà impegnato a suonare la batteria su Una Miniera, Michi si unirà a me e faremo un duetto percussivo. L’idea piace anche al fotografo Mauro, che si aggira sul palco e che immortalerà il momento con magici scatti.
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Relax e cena prima dello show

Finito il soundcheck abbiamo un paio d’ore per mangiare qualcosa e rilassarci. La cena, allestita in una sala apposita con tanto di catering, se ne va in fretta tra morsi e aneddoti, dopodiché ce ne torniamo in camerino. È il momento di iniziare lo show e i New Trolls sono i primi a suonare. Gianni si siede alla batteria di Michi ed inizia il primo dei tre set previsti per questa sera. I brani in repertorio sono magici e i musicisti sono bravissimi, oltre a cantare divinamente.
Non è presente l’immenso Nico Di Palo, ma Gianni promette che ci sarà il 30 marzo, quando replicheremo il concerto a Roma. Aspetto l’evento con impazienza e, ovviamente, con incoscienza. Tra i camerini e il palco sono presenti un paio di divani con tanto di schermo su cui viene trasmesso il concerto in tempo reale. Praticamente chiunque di noi, stando lì seduto, può vedere il concerto mentre i suoni giungono fragorosi dal palco lì vicino.
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Il set magico del Banco del Mutuo Soccorso, dei New Trolls e de Le Orme
Il set dei New Trolls è magico e scorre via in un attimo. Un veloce cambio palco e partono Le Orme, con Michi Dei Rossi che improvvisa colpi e carezze sulla batteria con un approccio sereno e rilassato. Il tutto senza nulla togliere all’energia dei brani che si alternano piacevolmente, suonati magistralmente dal resto della band e da un cantante bravissimo che ricorda tanto il grande Aldo Tagliapietra, con cui ho avuto il piacere di condividere un concerto qualche anno fa al Blu Bar Festival in Abruzzo. Le Orme terminano il proprio set tra gli applausi dei numerosi fan ed è il momento del terzo gruppo. Già, ora tocca a noi. Ero talmente assorto nel gustarmi le precedenti esibizioni che fatico a distogliermi dal ruolo di spettatore.
Adesso tocca al Banco del Mutuo Soccorso

Salgo sul palco con i miei compagni di Banco, siamo pronti per togliere gli ormeggi. Vittorio parte con La conquista della posizione eretta e pochi secondi dopo ci uniamo a lui con energia, per una scaletta di grande impatto che prevede anche Il giardino del mago, R.I.P., Moby Dick, Paolo Pa’ e il bis Non mi rompete, che coinvolge anche le altre band.
Alessandro dal fondo della sala ha pompato i suoni da dio e il pubblico è emotivamente coinvolto. Non mi rompete inaugura i supplementari dello show con grande energia, e Michi, come concordato, mi raggiunge sulla pedana. Seguono gli altri due brani e chiedo a Michi e Gianni se posso suonare insieme a loro o se preferiscono che dia qualche colpo sporadico, così da non disturbarli. La loro risposta è unanime: suona quanto vuoi, siamo qui per divertirci. Così i loro cavalli di battaglia per una sera diventano anche i miei e la magia del palco fa il resto, con un pubblico in delirio che si accalca nel foyer del teatro per chiedere foto e autografi a tutti i protagonisti.
Una grande serata piena di soddisfazioni
Rientrando in hotel ripenso alle strette di mano appena scambiate, ai nuovi volti che ho conosciuto, agli abbracci di Fabrizio e Valeria, alle locandine autografate, alla gentilezza e bravura di Alessandro, Diego e Pablo e a tutti coloro che hanno messo le loro energie positive a servizio della serata perché tutto filasse liscio. E mi rendo conto di aver partecipato a un evento immenso, che per fortuna replicheremo tra qualche giorno. Come affrontare la seconda tappa di questo viaggio nella storia del prog? Probabilmente continuerò con incoscienza…
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