Il 2025 segna un anniversario speciale: i Gorillaz festeggiano 25 anni di carriera. Damon Albarn e Jamie Hewlett hanno deciso di festeggiare con una mostra immersiva, quattro concerti unici e una sorpresa clamorosa: il nuovo album dei Gorillaz suonato dal vivo in anteprima.
La mostra multimediale
Ad agosto la Copper Box Arena di Londra si è trasformata nella casa dei Gorillaz con House of Kong, un percorso che ha raccontato un quarto di secolo di musica e immagini.
I fan hanno rivissuto i primi tre album dal vivo, con scenografie ricreate per l’occasione. Un viaggio dentro la loro storia.
Il concerto 2025 e la grande sorpresa
Il 3 settembre è arrivato il momento più atteso: il concerto 2025 Mystery Show dei Gorillaz. La band ha chiesto al pubblico di lasciare i telefoni all’ingresso per aumentare il mistero e ha suonato un intero album inedito.
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Dieci nuove canzoni hanno acceso la serata, con ospiti come Johnny Marr, Sparks, Anoushka Shankar, Omar Souleyman, Yasiin Bey, Black Thought, Paul Simonon e Joe Talbot degli IDLES. Il coro Voices From Elsewhere ha portato sul palco le voci registrate di Dennis Hopper, Bobby Womack e Tony Allen, creando un momento unico.
Come suona il nuovo album dei Gorillaz
Chi era presente ha parlato di un album “mozzafiato”. Alcuni lo hanno paragonato a un incrocio tra Plastic Beach e Humanz. Le nuove tracce mostrano influenze dall’India, dal Medio Oriente e dal Sud-est asiatico.
Damon Albarn aveva già anticipato che si trattava di un nuovo album in quattro lingue, con uscita prevista nel 2026.
Le trasformazioni della band
Anche i personaggi cambiano. Murdoc, ad esempio, appare oggi come una divinità indù con pelle blu e rosario al collo. Con questa scelta i Gorillaz non smettono mai di reinventarsi, nemmeno dopo 25 anni di carriera.
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Un’eredità che guarda al futuro
Nati nel 1998 quasi come una provocazione, i Gorillaz sono diventati un’icona che ha mescolato elettronica, hip hop, pop e collaborazioni infinite. Da Clint Eastwood a Cracker Island, la loro musica ha segnato intere generazioni.
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Jamie Hewlett ha dichiarato: «La nostalgia non ci interessa. Questi concerti e questa mostra servono solo a ricordare il cammino. Noi guardiamo sempre avanti».
E quel che arriva dopo promette di sorprendere: un album che unisce Oriente e Occidente, reale e virtuale, passato e futuro.
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