Cristiano Caldironi – I Delitti Del BarLume — protagonista della nuova stagione (13) crime-comedy Sky Original, l’attore apre il 2026 con un ruolo centrale nell’episodio inaugurale della collection. La serie, prodotta da Sky Studios e Palomar (a Mediawan Company) e liberamente ispirata ai romanzi di Marco Malvaldi (editi da Sellerio Editore), torna su Sky Cinema Uno con nuove storie ambientate nel microcosmo ironico e noir di Marciana Marina, Isola d’Elba.

Cristiano Caldironi – I Delitti Del BarLume
L’appuntamento con “Il gioco delle coppie”, primo film della nuova stagione diretto da Roan Johnson – che firma anche la produzione creativa e la sceneggiatura insieme a Davide Lanteri, Ottavia Madeddu, Carlotta Massimi e Davide Lantieri – è dal 5 gennaio alle 21.15, in streaming su NOW e disponibile on demand anche in 4K e 4K HDR, incluso il formato 4K.
Nel nuovo ciclo narrativo tornano tutti i personaggi più amati dell’universo BarLume: Filippo Timi è Massimo Viviani, Lucia Mascino interpreta la Commissaria Fusco, mentre Alessandro Benvenuti (Emo), Atos Davini (Pilade), Massimo Paganelli (Aldo) e Marco Messeri (Cosimo) sono gli iconici “vecchini”, cuore comico e filosofico della serie. A completare il cast fisso ci sono anche Michele Di Mauro (Tassone), Enrica Guidi (la Tizi), Corrado Guzzanti (Paolo Pasquali) e Stefano Fresi (Beppe Battaglia).
Tra i nuovi ingressi, Paola Iezzi è l’ospite d’eccezione della prima storia, affiancata da Marina Rocco, che interpreta Olivia, figura legata al passato di Massimo Viviani e destinata a riaccendere dinamiche sentimentali con il personaggio di Timi.
Chi è Cristiano Caldironi: formazione e primi palcoscenici
Versatile, rigoroso, imprevedibile. Caldironi è uno di quegli attori italiani che sembrano divertirsi a sabotare le etichette. Perché se è vero che il pubblico lo ha conosciuto grazie alla comicità fisica e surreale del trio muto Le Tutine a Zelig nel 2005, è altrettanto vero che la sua traiettoria non ha mai smesso di sterzare verso territori più narrativi, stratificati, spesso ibridi.
Nato nel 1978 e formato all’Accademia Galante Garrone di Bologna. Caldironi ha costruito il proprio percorso senza concessioni alla fretta del successo: teatro, televisione e cinema affrontati come tappe di un artigianato attorale paziente, fatto di tecnica, presenza scenica e disciplina. La popolarità arrivata con Zelig non lo ha mai allontanato dal set. In TV ha preso parte a produzioni popolari come Camera Café, mentre al cinema è stato protagonista di “Acqua alle corde” di Paolo Consorti, dividendo la scena con volti amatissimi della commedia italiana come Elio, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Natasha Stefanenko e Vito.
“Basta”: l’approdo alle serie biografiche globali
Il 2026 segna un anno di espansione, non di transizione. Oltre al BarLume, il suo volto compare in progetti di respiro internazionale come la serie “Basta” (Holland Licht / Warner Bros). Il biopic seriale dedicato a Marco Van Basten lo vede coinvolto in un racconto dove l’epica dello sport incontra il ritmo delle grandi produzioni globali.
Sul fronte cinema, Caldironi è co-protagonista del film “Il Canto di Alina”, prodotto da Lo Scrittoio, già premiato con il Premio Corso Salani al Trieste Film Festival. L’uscita in sala è prevista per marzo 2026, dopo un percorso festivaliero che lo ha consegnato allo sguardo attento della critica, confermando la sua capacità di muoversi tra popolare e d’autore senza perdere autenticità.
ATC Ravenna: l’accademia che insegna a reggere la scena
Ma il suo contributo più silenzioso – e forse il più duraturo – non è su un set, bensì in un’aula. A Ravenna, città imperiale di mosaici, arte e geometrie bizantine, Caldironi ha fondato ATC – Accademia Teatro Cinema, una scuola professionale dedicata agli attori. Una realtà che forma attori capaci di reggere il mestiere. Tecnica, sì. Ma anche struttura mentale. Niente fuochi di paglia. Niente illusioni. Qui non si impara a comparire. Si impara a durare. Sul set, nella testa e nel tempo, una maratona non una scorciatoia.
Diversi allievi usciti dall’Accademia hanno già iniziato a muovere i primi passi in produzioni televisive e cinematografiche, confermando l’ambizione del progetto: fare di Ravenna un laboratorio competitivo di talenti, dove si impara a sostenere la scena prima ancora di conquistarla.
Osservando la sua carriera, il filo rosso appare chiaro: l’amore per il lavoro attorale nella sua forma più autentica, unito alla capacità di attraversare generi lontanissimi – dal muto comico al noir, dalla commedia popolare al racconto biografico – mantenendo sempre equilibrio, curiosità e senso del gioco professionale.
Cristiano Caldironi, attore, non ha mai cercato di essere un manifesto. Eppure, negli anni, è diventato uno dei volti più interessanti dell’ibridazione tra crime e comedy. Un interprete che vive tra il bancone del mistero e la disciplina della formazione, tra il mare dell’Elba e la bottega scenica di Ravenna.
E forse, il suo ruolo migliore, resta quello che non recita: trasformare studio e set in un’unica grande narrazione, credibile, popolare, necessaria.
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