“Finché morte non ci separi” – Quando il Paradiso diventa lo specchio dell’anima
Un cortometraggio firmato OffiCine–IED
Direzione artistica di Silvio Soldini
Regia di Alice Gnech ed Edoardo Maione
Cast
- Carla Signoris – Delia
- Amanda Sandrelli – Lidia
- Filippo Scicchitano – L’Angelo
- Francesca Blasutig – Delia da giovane
- Davide Gaudiosi – Andrea, il marito
Trama
In un Paradiso sospeso tra ironia e malinconia, Delia (Carla Signoris) vive la quiete dell’aldilà dedicandosi alla lettura e allo studio dell’inglese. Tuttavia, la sua serenità viene turbata dall’arrivo di Lidia (Amanda Sandrelli), un’anima vivace che sostiene di essere la sua gemella spirituale.
Da quel momento, Delia comincia a interrogarsi sul destino del marito Andrea, che ancora non è giunto da lei. Quando l’Angelo preposto all’Ufficio delle Anime Smarrite (Filippo Scicchitano) le rivela che l’uomo si trova all’Inferno, la donna non riesce a crederci.
Per convincerla, l’Angelo le mostra l’“estratto conto dell’anima” del marito, un documento che rivela anni di violenza psicologica, controllo e manipolazione. A poco a poco, Delia rivede frammenti del suo passato, incarnati dalla sé giovane (Francesca Blasutig), e comprende la portata del dolore che aveva inconsapevolmente accettato.
Di conseguenza, il suo mondo interiore si sgretola: ciò che sembrava amore si rivela prigionia emotiva.
Nonostante la riluttanza di Lidia, che la invita a lasciar perdere e godersi la pace eterna, Delia sceglie di rischiare tutto. Così, decide di tornare indietro nel tempo, per provare a riscrivere la propria vita e ritrovare se stessa.
Regia e visione
Diretto da Alice Gnech ed Edoardo Maione, con la direzione artistica di Silvio Soldini, Finché morte non ci separi nasce dal laboratorio formativo di OffiCine–IED.
Il progetto unisce didattica, sperimentazione e impegno sociale, offrendo ai giovani autori l’opportunità di confrontarsi con tematiche attuali e di grande valore civile.
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La regia affronta il tema della violenza psicologica e domestica con un linguaggio visivo delicato ma incisivo. Infatti, attraverso un approccio poetico e simbolico, gli autori riescono a rendere tangibile il dolore invisibile delle parole taciute. Inoltre, l’utilizzo della virtual production (ICVFX), sviluppata in collaborazione con On Air Milano, conferisce al cortometraggio una dimensione sospesa e visionaria. Il Paradiso diventa così uno spazio mentale, dove le nuvole proiettano ricordi e riflessioni.
Scenografia e fotografia
La scenografia, sobria ma evocativa, trasforma l’aldilà in un luogo di introspezione. In particolare, la luce gioca un ruolo fondamentale: i toni caldi e dorati contrastano con i flashback più freddi e realistici, evidenziando il confine tra passato e consapevolezza.
La fotografia accompagna con grazia il percorso emotivo di Delia, mentre la colonna sonora, realizzata dagli studenti del Conservatorio D. Cimarosa di Avellino guidati da Antonio Fresa, amplifica la tensione tra pace e turbamento.
Durata e distribuzione
Durata: circa 20 minuti
Anteprima: Palazzo del Cinema Anteo – Milano
Distribuzione:
- dal 22 novembre sui canali ufficiali di iO Donna
- dal 25 novembre su www.offi-cine.com e IED.it
La morale
Finché morte non ci separi è un racconto poetico e necessario che invita a riconoscere i segnali della violenza invisibile — quella fatta di silenzi, manipolazioni e parole negate — e a rompere il ciclo del controllo.
La morte non è la fine: il coraggio di guardarsi dentro e scegliere la libertà può essere un nuovo inizio, anche oltre la vita.
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Note di produzione
Il cortometraggio è realizzato con il sostegno di Indiana Production, Fondazione Libellula, Fondazione Una Nessuna Centomila, e la collaborazione di L’Erbolario, Sammontana, Assocalzaturifici, Groupama Assicurazioni, Nikon e On Air Milano.
Media partner: iO Donna – Corriere della Sera.
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