Il dipinto Omero aggredito dai cani di Oreste Recchione – Appuntamento il 15 aprile 2026 alla Casa d’Aste Colasanti a Roma
Il pittore Oreste Recchione (Sant’Angelo dei Lombardi 30 settembre 1841 – Napoli 10 novembre 1904) illuminerà la capitale il prossimo 15 aprile quando uno dei suoi capolavori verrà messo all’asta alla Casa d’Aste Colasanti sita in Via Aurelia 1249 a Roma tel. 39 06 66183260 con il Lotto 172.

Si tratta del bellissimo dipinto Omero aggredito dai cani viene aiutato dal pastore Glauco – Olio su tela, dimensioni 1 metro x 80 cm.
L’expertise di Fabio Benzi con il suo dossier storico critico
Fabio Benzi è professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara, dove presiede anche il corso di laurea in Beni Culturali. Tra gli altri prestigiosi incarichi è stato direttore della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Anticoli Corrado ed ha curato importanti mostre in Italia e all’estero. Ha scritto libri e monografie su grandi artisti e numerosi saggi sul simbolismo.
Omero aggredito dai cani
Nel guardare il dipinto l’attento osservatore non potrà non notare la mano leggera e decisa di un grande pittore e tale opera meriterebbe una adeguata collocazione in una importante Istituzione per poter essere contemplata ed ammirata da tutti. Chi si aggiudicherà il quadro potrà vantarsi di avere acquisito un capolavoro che sarebbe bello arrivasse davanti agli occhi di un’ampia platea.
Cosa rappresenta il quadro
“Ma sentissi improvvisamente assalito dai cani del pecorile e mal per lui se a liberarlo dalle loro zanne non correva a tempo il pastore per nome Glauco” – Tratto da Gli Inni Omerici Aggiunti gli Epigrammi e la Batracomiomachia. Nel dipinto possiamo osservare il Sommo Poeta cieco Omero nel momento stesso in cui i cani tentano di azzannarlo e accanto a lui figura il pastore Glauco, che interviene a difenderlo. Da sottolineare l’immagine della Lira – che non era solo uno strumento, ma il simbolo della poesia cantata e della narrazione epica greca – che, a causa dell’aggressione, è sfuggita dalle sue mani e Con chiaro-scuri evidenti e una grande atmosfera che pervade tutta l’immagine, il quadro si presta ad attrarre immediatamente l’attenzione, merito anche della magistrale scelta dei colori e delle tante sfumature.
Il pittore Oreste Recchione

Paesaggista ed autore anche di soggetti religiosi e mitologici, Oreste Recchione nacque a Sant’Angelo dei Lombardi (AV) ma presto per motivi di famiglia inerenti al lavoro di suo padre si trasferí a Palena, in provincia di Chieti. In seguito si spostò ancora, prima a Pescocostanzo (AQ) e in seguito grazie allo zio Francesco Recchione a Napoli, dove si iscrisse all’Accademia di Belle Arti. Ma è comunque a Palena che il pittore sembra aver lasciato gran parte della sua eredità di artista e in questa cittadina il suo nome è diventato ormai celebre.
Proprio a Palena, infatti, ha sede lo storico Palazzo Recchione e sempre li si colloca la pinacoteca del Museo Casa degli Artisti e uomini illustri di Palena dove troneggiano ben 50 opere del Recchione. Il pittore portò avanti gli studi a Napoli insieme all’amico Teofilo Patini ed altri. Nel 1859 entrò a far parte del gruppo dei “pittori del vero”. Recchione fu anche uno dei fondatori della Società per la Promozione delle Arti a Napoli.
I dipinti più famosi di Oreste Recchione
Tra i suoi dipinti più famosi, che possiamo ammirare in varie chiese in Abruzzo, si annoverano “San Falco guarisce l’indemoniata” e “Cristo consegna a San Pietro le chiavi del Paradiso”, “Sacra Famiglia”, “Dafni e Cloe”, “Inverno”, “Primavera” (che si trova a Genova), “L’avanguardia del gregge” (da vedere a Napoli) ecc ..
Nel 1996 si è tenuta una mostra a lui dedicata al Castello di Palena e al Museo Costantino Barbella di Chieti. E proprio la pinacoteca presso Il Castello di Palena conserva la raccolta Oreste Recchione con 50 dei suoi pregevoli dipinti.
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