Intervista a Alberto Guglielmi Manzoni: il cuore della Fondazione L’Uomo e il Pellicano
Cultura e solidarietà in azione. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Alberto Guglielmi Manzoni, presidente e fondatore della Fondazione L’Uomo e il Pellicano ETS. Attraverso le sue parole abbiamo approfondito la missione della fondazione, i progetti realizzati e i valori di solidarietà e cultura che ne guidano l’azione quotidiana.
Intervista a Alberto Guglielmi Manzoni

D.: Come è nata l’idea di fondare la Fondazione L’Uomo e Il Pellicano e quale esigenza desiderava affrontare attraverso questo progetto?
R.: La Fondazione l’Uomo e il Pellicano è nata nel maggio 2023 a Sanremo (città in cui vivo e risiedo) e quindi a maggio di quest’anno ha festeggiato i suoi primi tre anni di vita. Avevo in animo di creare questa fondazione già da molti anni e alcune dolorose vicende famigliari (un fratello malato neurologico grave, costretto a casa ormai da qualche tempo) ne hanno, per così dire, accelerato il percorso di attuazione. Toccando con mano certe situazioni, si guarda poi alla Vita con occhi e con animo diversi, si rivede la scala delle priorità e si sviluppa un senso di gratitudine per le cose belle e gratificanti della vita stessa, per le opportunità avute o, comunque, per tutto ciò che di positivo si ha a disposizione. La fondazione ha realizzato diversi eventi nel Poente ligure e dal novembre 2024 si è affacciata anche su Milano.
Il nome della Fondazione L’Uomo e il Pellicano
D.: Il nome della Fondazione richiama un simbolismo molto forte. Qual è il significato del pellicano e perché lo avete scelto come elemento identitario?
R.: Questa domanda mi viene rivolta spesso. La fondazione si chiama l’Uomo e il Pellicano. La denominazione è piuttosto particolare e originale. Volevo trovare un’espressione che suscitasse in qualche modo curiosità e rimanesse impressa nella mente e nel cuore delle persone e credo proprio di esserci riuscito. Uomo con la U maiuscola sta ad indicare gli esseri umani nella loro totalità mentre il Pellicano con la P maiuscola è termine metaforico atto ad indicare la Natura, l’ambiente fatto di animali e piante.
Poi, ci sarebbe da spiegare il perché della scelta di questo animale. Albert Schweitzer (1875-1965), figura cui idealmente si ispira la fondazione, come medico missionario in Africa (nel Gabon), ha curato molti lebbros. Ma ha soccorso anche tanti animali feriti o maltrattati che gli venivano portati, compresi i pellicani. Ma la simbologia del pellicano è ampia e ancora più profonda. In molte opere d’arte, e secondo una fiorente letteratura, questo volatile viene rappresentato mentre con il lungo e possente becco si perfora il petto irrorando di sangue i propri piccoli per nutrirli. È dunque simbolo di totale dedizione e sacrificio agli altri. Non a caso, nella teologia cristiana è simbolo di Cristo stesso.
I valori che guidano quotidianamente l’azione della Fondazione
D.: Quali sono i valori che guidano quotidianamente l’azione della Fondazione e che desiderate trasmettere alle persone che incontrate?
R.: Posso dire che il filo conduttore di molti eventi culturali e filantropici realizzati in questi tre anni di vita è consistito in una certa attenzione verso l’altro. In un sentimento di responsabilità, di condivisione del sapere nonché di gentilezza e di gratitudine. Ecco che il concetto di gratitudine ritorna nel mio discorso. Secondo me, dovremmo tutti cercare di nutrire e sviluppare questo sentimento di gratitudine nei confronti della vita, ad esempio per la buona salute e il benessere economico di cui godiamo. Per le condizioni favorevoli che ci riguardano rispetto a tanti milioni di esseri umani che a questo mondo versano in condizioni molto critiche o precarie se non addirittura tragiche. Noi che stiamo bene, malgrado piccoli fastidi o crisi passeggere di cui ci lamentiamo (talvolta esageratamente), dovremmo cercare di stare ancora meglio, a livello psicofisico e morale, per sostenere coloro che stanno davvero peggio.
Alberto Guglielmi Manzoni e la sua Fondazione

D.: Guardando al percorso compiuto finora, quali risultati o esperienze considera più significativi e rappresentativi della Vostra missione?
R.: Se devo essere sincero, ogni evento sia di natura culturale che di natura solidaristica è stato significativo e degno di rilievo. Alcuni eventi sono stati più partecipati, altri meno. In ogni caso, da parte mia e di coloro che hanno dato una mano non sono mancati impegno e cura. Le persone intervenute lo hanno apprezzato.
D.: Quali sono oggi le principali sfide sociali, culturali o educative che la Fondazione si trova ad affrontare?
R.: Sono tante le sfide, da molti punti di vista. La fondazione, come dicevo prima, ha soli tre anni di vita, è quindi molto giovane e deve farsi conoscere. Agli inizi il percorso è decisamente in salita e richiede impegno e perseveranza. Una parte di opinione pubblica, poi, è indifferente se non addirittura quasi ostile nei riguardi del mondo del terzo settore. E questo a causa anche del cattivo o scorretto comportamento di alcuni personaggi famosi che, con la scusa di aiutare persone bisognose o in difficoltà, hanno trovato il modo di trarne profitto personale. Far cambiare idea a queste persone o sensibilizzarle su determinate problematiche non è facile, ma occorre provarci e insistere.
I progetti della Fondazione L’Uomo e il Pellicano
D.: Che ruolo hanno il dialogo, la solidarietà e la partecipazione della comunità nello sviluppo delle Vostre attività e dei Vostri progetti?
R.: Il dialogo e l’ascolto rivestono un ruolo fondamentale e molti eventi sono stati fatti in collaborazione con altre realtà, associazioni e club-service e laddove è stato possibile si è cercato di realizzare eventi o manifestazione in cui la riflessione fosse unita alla musica oppure la musica abbracciasse la recitazione teatrale. È bello ed importante creare un dialogo anche tra ambiti speculativi e discipline differenti proprio per attirare persone e stimolare un pensiero più consapevole.
D.: C’è una storia, un incontro o una testimonianza che negli anni l’ha particolarmente colpita e che racconta bene il senso del lavoro della Fondazione?
R.: Ogni evento ha avuto la sua storia ed è stato bello di per sé. Quando alcune persone mi dicono – ed è accaduto più volte – che hanno apprezzato e torneranno a casa interiormente arricchite, questo non può che farmi piacere e mi spinge a continuare in questo lavoro di cura e diffusione.
La visione di Alberto Guglielmi Manzoni sul futuro della Fondazione
D.: Qual è la Sua visione per il futuro della Fondazione e quali obiettivi vorrebbe vedere realizzati nei prossimi anni?
R.: Beh, mi farebbe molto piacere che questa fondazione si consolidasse nel corso dei prossimi anni diventando un punto di riferimento nel Ponente ligure e a Milano, e non mi dispiacerebbe un bel convegno con vari relatori e della durata di un giorno sul tema, ad esempio, della prevenzione e cura delle malattie neurologiche o psichiatriche, o sul tema della crescita e del miglioramento personale.
Ringraziamo il Presidente Alberto Guglielmi Manzoni per la disponibilità e per aver condiviso con noi la sua esperienza e la visione della Fondazione L’Uomo e il Pellicano ETS.
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