
Jaafar Jackson è nelle sale di tutto il mondo con il discusso film “Michael”, il biopic sul Re del Pop che racconta solo la vita che riguarda la sua carriera musicale e la sua ascesa come solista
Tra scettici e ammiratori

A nostro parere Jaafar Jackson ha interpretato benissimo la parte dell’iconico zio nel biopic “Michael”, ma questa opinione non è condivisa da tutti: c’è infatti chi lo ha criticato per l’aspetto non identico o chi invece non lo ha ritenuto all’altezza del ruolo e questo, a quanto pare, anche prima che cominciassero le riprese: «Dicevano che non ero abbastanza bravo per interpretare Michael Jackson», ha raccontato Jafaar in un’intervista, «poi ho ottenuto la parte».
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Jaafar Jackson: “Non ho mai voluto copiare mio zio”

Figlio di Jermaine Jackson e Alejandra Genevieve Oaziaza, Jaafar ha spiegato che la sua intenzione, quando ha vestito i panni del Re indiscusso del Pop, di non aver mai cercato di imitarlo: «Michael non era una persona qualunque, era mio zio», ha detto ancora. «Ho passato tanti Natali insieme a lui. sono cresciuto guardandolo provare, ascoltandolo cantare, osservando i suoi movimenti, i suoi passi di danza, i suoi piccoli gesti, cose che altri impiegano anni a copiare, io non ho dovuto impararle, ce le ho già nel sangue. Quindi nel film non interpreto Michael Jackson, lo ricordo con il mio corpo».
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Jaafar Jackson: il peso del nome

Tra le altre critiche che gli sono state affibbiate c’è anche quella del carisma: «Alcuni dicono che non ho la sua presenza scenica ed è vero, hanno ragione, non ce l’ho perché quel tipo di talento è unico. Non ci sarà mai un altro Michael, ma il regista non mi ha scelto per creare una sua copia, voleva qualcuno che lo capisse. Qualcuno che potesse mostrare la sua vulnerabilità, la sua solitudine, la sua ossessione per la musica e io queste cose le capisco meglio di chiunque altro».
Due anni di sacrifici

Nonostante tutto a Jaafar ci sono voluti due anni per prepararsi ad impersonare suo zio: «Ho dato tutto per questo ruolo: ho perso peso, ho cambiato la mia voce, mi sono allenato a ballare per oltre 10 ore al giorno», ha spiegato l’attore e cantante. «Per un certo periodo mi sono chiuso in uno studio di registrazione, guardando e riguardando i suoi concerti finché la mia voce non è diventata rauca e i miei piedi non si sono riempiti di vesciche. Non l’ho fatto per dimostrare niente a nessuno, ma solo perché non potevo deludere mio zio. Se nemmeno io fossi stato disposto a dare tutto questo per lui, allora chi altro avrebbe potuto?»
Il trailer del film con Jaafar Jackson
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