La violinista conquista Annecy 2026: una grande storia d’amore, musica e guerra nel nuovo film diretto da Ervin Han e Raúl García.
L’animazione italiana conquista uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo. La violinista, lungometraggio d’animazione coprodotto dall’Italia e prodotto da Altri Occhi, la nuova società fondata dal regista e produttore Cristiano Bortone, è stato selezionato nel Concorso Ufficiale del Festival Internazionale del Film d’Animazione di Annecy 2026, il più importante appuntamento mondiale dedicato al cinema animato.

Il film sarà presentato il 22 giugno ad Annecy, coronando un lungo percorso di sviluppo che lo ha visto protagonista nei principali mercati internazionali del settore, da Annecy a Tokyo, da Taipei fino al MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo di Roma.
Una melodia che attraversa il tempo
Al centro del racconto c’è Fei, una leggendaria violinista ormai anziana che decide di confidare a un giornalista spagnolo il segreto che ha alimentato la sua arte per tutta la vita. Attraverso i suoi ricordi, il film riporta lo spettatore nella Singapore degli anni Trenta, dove la giovane Fei, appartenente a una famiglia benestante, dedica ogni giorno allo studio del violino.
La sua vita cambia quando incontra Kai, un orfano di strada dotato di un talento musicale straordinario. Uniti dalla passione per la musica, i due ragazzi crescono insieme e si innamorano. Ma lo scoppio della guerra e l’invasione giapponese sconvolgono i loro destini.
Dopo la tragica uccisione della madre adottiva, Kai sceglie di unirsi alla resistenza per difendere il proprio Paese. Prima di partire affida il suo violino a Fei, promettendole che un giorno tornerà. Da quel momento la giovane donna trascorrerà la sua intera esistenza cercandolo tra i volti del pubblico dei suoi concerti, custodendo il sogno che avevano condiviso e una melodia che diventa il simbolo di un amore sospeso nel tempo.
Un progetto internazionale tra Asia, Europa e Medio Oriente
La violinista è diretto dal regista singaporiano Ervin Han, vincitore di quattro Asian Academy Creative Awards, insieme a Raúl García, figura storica dell’animazione mondiale che ha lavorato a capolavori Disney come Il re leone, Pocahontas, Tarzan e Il gobbo di Notre Dame.
La produzione vede la collaborazione di Altri Occhi (Italia), Robot Playground (Singapore) e TV On Producciones (Spagna), con il sostegno di numerosi fondi nazionali e internazionali, tra cui il Ministero della Cultura italiano, Lazio Cinema International, il Singapore Film Fund, l’ICAA spagnolo e il Red Sea Film Fund.
Cristiano Bortone: “Una storia universale contro la guerra”
Per Cristiano Bortone, produttore del film, il progetto rappresenta un importante esordio nel campo dell’animazione, ma anche una naturale prosecuzione del suo percorso artistico.
“Questo è una grande storia d’amore senza fine che ci ricorda come le guerre portino soltanto distruzione, di vite e di sogni”, afferma il produttore. “È un messaggio che oggi appare più attuale che mai. Credo inoltre che l’animazione stia dimostrando sempre più la sua capacità di raccontare temi complessi e maturi, rivolgendosi non solo ai più giovani ma a un pubblico universale”.
Bortone sottolinea anche il valore del riconoscimento ottenuto ad Annecy, destinato ad amplificare la visibilità internazionale dell’opera e a confermare la capacità delle coproduzioni internazionali di unire culture e sensibilità diverse attraverso storie capaci di parlare a tutti.

La violinista Annecy 2026: La nuova sfida di Altri Occhi
La partecipazione al Festival di Annecy rappresenta anche un importante traguardo per Altri Occhi, la nuova realtà produttiva fondata da Bortone e dedicata all’animazione e ai nuovi linguaggi audiovisivi.
Nel curriculum del produttore figurano opere di successo come Rosso come il cielo, vincitore del David Giovani e di oltre venti premi internazionali, Saimir di Francesco Munzi, premiato con il Nastro d’Argento come Migliore Opera Prima, e numerose coproduzioni internazionali che hanno ottenuto riconoscimenti e risultati commerciali in Europa.
Con La violinista, Bortone apre ora un nuovo capitolo della sua attività produttiva, puntando su un cinema d’animazione capace di affrontare temi universali come l’amore, la memoria e le ferite della guerra attraverso la forza evocativa delle immagini e della musica.
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