RECENSIONE – “SCOTLAND SOLDIER” di MAX SMERALDI
Sono passati nove anni, e il tempo, si sa, cambia tante cose.
Ma alcune cose diventano semplicemente più profonde con il tempo. Nel 2026, Max Smeraldi torna con un lavoro che va oltre il semplice album: un vero dono e un manifesto artistico.

Il suo nuovo progetto discografico, “Scotland Soldier”, promette di essere un viaggio musicale capace di attraversare mondi, culture e sensibilità: dal folk irlandese e scozzese ai colori del rock epico, passando per venature prog e atmosfere da AOR americano.
Un disco che nasce dall’esigenza di raccontarsi, di mettersi a nudo, di tradurre in musica tutto ciò che è rimasto sospeso in questi nove anni.
Un progetto personale e intimo, ma allo stesso tempo universale, in cui Max ha riversato ogni frammento di sé.
Al suo fianco, ancora una volta, turnisti di altissimo livello, musicisti scelti non per creare una band, ma per dare respiro alla sua visione:
- Fabio Moresco – batteria
- Francesco Pastore – tastiere
- Marco De Angeli – voce
- Max Smeraldi – chitarre e basso
Professionisti che hanno saputo comprendere e amplificare l’essenza del progetto, senza mai sovrapporsi all’identità dell’artista.
SCOTLAND SOLDIER TRACCIA PER TRACCIA
OZ
Parte piano, con arpeggi delicati di chitarra di Smeraldi che dialogano con i tappeti di tastiere di Pastore. La batteria di Moresco accompagna discreta, mentre la voce di De Angeli fluttua tra sospiri e fraseggi. Poi la musica esplode: le chitarre di Smeraldi diventano incisive, tastiere e batteria si fanno più corpose, creando un climax emotivo potente. OZ è un viaggio che cresce come un’onda travolgente.
Wasted Love
Smeraldi intreccia linee di chitarra morbide ma penetranti con la voce di De Angeli, creando un dialogo emotivo. La batteria di Moresco scandisce il tempo in maniera delicata, mentre Pastore aggiunge colori atmosferici con le tastiere. Ballata rock intensa e confessionale

All Along the Watchtower
La celebre canzone di Dylan rinasce in una versione completamente personale. Le chitarre pulsano come un cuore in accelerazione, mentre la voce di De Angeli guida la narrazione con teatralità e sincerità. Tastiere e batteria creano un fondale stratificato e teso, e l’uso sapiente di silenzi e dinamiche accentua la suspense. Non una cover: un brano rinato, potente e vulnerabile allo stesso tempo.
Irish Campfire
Cambio di registro: arpeggi folk e melodie celtiche evocano un fuoco acceso sotto le stelle. La batteria accompagna discreta, lasciando respirare la musica. Un momento di leggerezza, ma con melodia e fascino
Nemo
Le chitarre di Smeraldi intrecciano fraseggi sospesi con le armonie liquide di Pastore. La batteria di Moresco resta discreta ma precisa, e la voce di De Angeli emerge come un ricordo sommerso. Un brano introspettivo, profondo, meditativo, ipnotico.
Anathema
Atmosfere cupe, dissonanze controllate, crescendo contenuti. Un brano rituale, sospeso nel tempo, dove ogni nota è un respiro trattenuto e la tensione emotiva ti accompagna dall’inizio alla fine.
Winds
Melodie leggere e fluide, tastiere e chitarre che scorrono come correnti d’aria. La batteria accompagna senza fretta. Winds apre lo sguardo e invita all’immaginazione, un pezzo contemplativo ma mai statico. Winds apre lo sguardo e invita all’immaginazione: un pezzo contemplativo, che ti fa fermare, respirare e lasciarti trasportare dall’orizzonte sonoro.
Scotland Soldier
Ritmi marziali, melodie celtiche, tastiere orchestrali e batteria che scandiscono il passo. È rock eroico ma autentico, senza retorica, capace di evocare terre lontane e storie epiche. Un pezzo monumentale e vibrante

Braveheart
La chiusura unisce eroismo e fragilità. Chitarre e tastiere orchestrali costruiscono un climax emotivo che vibra sotto pelle. Braveheart chiude l’album lasciando cuore e mente pieni, l’epilogo perfetto di un viaggio totale.
In un’epoca di musica liquida, algoritmica, rapida, Scotland Soldier è un disco di carne e di spirito. Non vuole essere consumato: vuole essere vissuto.
Ciò che colpisce non è solo la scrittura, ma la verità che ci sta dentro. Smeraldi non insegue mode, non cerca scorciatoie. Fa quello che sa fare meglio: raccontare l’umano con una chitarra che non parla… dice.
E dietro al musicista, c’è l’uomo: solidale, generoso, sempre pronto a condividere, a fare del bene, ad aprire spazi ai giovani talenti. In un mondo di apparenze, Smeraldi resta uno di quelli “veri”.
Scotland Soldier è senza dubbio la sua opera più matura, sincera e visiva. Un disco che ti resta addosso.
E, diciamolo chiaro: una futura pietra miliare della musica italiana.
Max Smeraldi Official Webesite
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