Mercy: Sotto Accusa – Recensione, Cast e Trama
Dal 22 gennaio, il regista Timur Bekmambetov ci catapulta in un mondo prossimo in cui l’ordinamento giudiziario è sottoposto all’intelligenza artificiale. Mercy: Sotto Accusa, un thriller di fantascienza che guarda al futuro ma affonda le radici nel presente, toccando molte problematiche comuni della vita quotidiana. Il cast ha come protagonisti Chris Pratt, che ha già lavorato con il regista in Wanted – Scegli il tuo destino, e Rebecca Ferguson, nelle vesti della giudice computerizzata Maddox.

La trama di Mercy: Sotto Accusa : un processo senza appello
“Ho le mani legate, un mal di testa nauseante, uno schermo gigante con il mio prototipo di donna, non in senso amoroso, ma giuridico, quel modello IA che ho supportato per diminuire una criminalità elevata, e che ora mi sta accusando di aver ucciso mia moglie”. Questi sono i pensieri che attraversano la mente di Chris Raven (Chris Pratt), un agente di polizia che si trova all’interno di Mercy, il nuovo tribunale con sistema algoritmico, incriminato per omicidio. Ha 90 minuti per difendere la propria innocenza di fronte all’intelligenza artificiale che farà da giudice, giuria ed esecutore. Chi sarà dichiarato colpevole troverà la morte.
Maddox: giudice, giuria ed esecutore
Maddox potrà servirsi di tutti i file dell’accusa, comprese le videocamere e le riprese private dei telefoni, poiché sono tutti collegati al cloud sotto il suo controllo. Il racconto si baserà sulla risoluzione del caso, e la vita dell’agente sarà narrata attraverso flashback vissuti in prima persona dalla figlia o dai colleghi e amici, che saranno interpellati durante il processo. Sembra che la ruota sia girata male per il protagonista: il suo cavallo di battaglia si è rivoltato contro di lui. La giustizia è davvero in mani sicure sotto lo sguardo oggettivo e impeccabile dell’IA?
La regia ha scelto di far vivere il racconto attraverso riprese interne alla storia, recuperate da videocamere di sorveglianza o dai telefoni cellulari. Così emerge la percezione del controllo, come se si fosse inglobati nel mondo virtuale. Le scene all’interno del processo, luogo in cui si svolgerà tutta la narrazione, sono costruite attraverso primissimi piani, concentrandosi sul volto dei protagonisti per esprimere le emozioni, comprese quelle che avvolgeranno la giudice “artificiale”.
Dal trailer mi aspettavo un film più d’azione. In realtà, a parte alcuni flash situati all’esterno del tribunale e gli ultimi minuti finali, tutto ruota intorno alla risoluzione del caso. Nel ripercorrere le varie prove, si percorre tutta la vita del protagonista, e ciò fa crescere il valore della trama, poiché sono numerosi gli elementi che stimolano riflessioni.
Il lato umano del protagonista
Innanzitutto, la vita di Chris è segnata dalla morte di un collega e amico fedele, evento che lo ha portato a diventare dipendente dall’alcol. Questo alcolismo lo ha portato a comportamenti ignobili nei confronti della sua famiglia. La figlia, come si vede in un flashback, spera che il padre divorzi da sua madre. Il regista ha voluto mostrare come l’alcool (meno temuto rispetto alle droghe, ndr;) trasforma un essere umano, tanto da far paura alle persone amate.
Il tema centrale, ovviamente, è il ruolo che l’intelligenza artificiale potrà avere in futuro. Argomento attualissimo: la sensazione che questi modelli sempre più perfezionati possano sostituire gran parte dei lavori è sempre più diffusa. Tuttavia, il mondo in cui dovrebbero operare questi sistemi impeccabili non è perfetto, poiché gli esseri umani sono tutto tranne che ineccepibili. Affidare esclusivamente le funzioni all’IA creerebbe quindi una discrepanza tra il loro lavoro e il contesto in cui viene applicato.
L’uomo ha un’anima e un istinto che lo guidano in tutta la vita, rendendo visibili cose non percepibili da chi non possiede questa energia interiore. L’intelligenza artificiale non la possiede: può essere un supporto, una raccolta di informazioni, ma non potrà sostituire la visione umana. E questo è ciò che il film intende mettere in risalto.
Considerazioni finali
In sala, la suspense è alta: i colpi di scena sono numerosi e, anche quando si pensa di essere giunti alla conclusione, si viene di nuovo sorpresi. La trama, essendo meno incentrata sui combattimenti e sugli scontri, diventa un elemento di spicco e porta a riflessioni importanti. Durante gli ultimi venti minuti avviene tutta l’azione che ci si aspettava fosse centrale nel film; questa parte, però, è anche la meno realistica di tutta la vicenda, con dialoghi drammatici nel bel mezzo della battaglia e alcune forzature necessarie a far emergere sorprese impensabili.
Tutto sommato, consiglierei di vederlo per le varie tematiche trattate, ma non aspettatevi un film d’azione anche se l’adrenalina sarà elevata.
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