Prince torna dal Vault con The Guilty Ones, ottava traccia di Timeless: un brano del 2007 in cui chitarra, groove e rock mostrano ancora tutta la libertà creativa del genio di Minneapolis.
Ma quanto mi era mancato questo suono? È esattamente quello che è successo a me riascoltando “The Guilty Ones”, uno dei brani inediti di Prince (LINK) contenuti in Timeless, la nuova raccolta postuma pubblicata oggi 28 agosto 2026 e costruita a partire dalle registrazioni conservate nel leggendario Vault dell’artista di Minneapolis.

“The Guilty Ones” è l’ottava traccia dell’album e dura poco più di quattro minuti. È una delle registrazioni che meglio rappresentano il lato più muscolare e rock di Prince, con una chitarra protagonista e un sound che, ancora oggi, conserva una sorprendente energia.
E la prima cosa che viene da dire è semplicissima: quanto è potente questo pezzo!
È Prince. Ma è soprattutto Prince rock.
“The Guilty Ones”: Prince torna a ruggire con la chitarra
“The Guilty Ones” ha qualcosa di fisico.
La chitarra di Prince è protagonista: il riff ha un’impronta moderna e l’assolo diventa uno dei momenti più significativi della traccia. Prince non interpreta il rock, lo possiede.
Lo attraversa con la stessa naturalezza con cui attraversava funk, R&B, pop, soul e psichedelia.
Perché Prince poteva essere tutto questo contemporaneamente.
E in “The Guilty Ones” sembra quasi volerci ricordare che dietro l’artista capace di regalarci “Purple Rain”, “Kiss”, “When Doves Cry”, “Raspberry Beret” e “Little Red Corvette” c’era anche un musicista capace di imbracciare una chitarra e incendiare una traccia.
Un brano del 2007 che sembra arrivare dal futuro
The Guilty Ones fu registrato nel 2007 a Paisley Park Studios, in Minnesota. Le fonti dedicate all’archivio di Prince indicano il 26 ottobre 2007 come data della registrazione; nella traccia compaiono anche Cora Coleman-Dunham alla batteria, Josh Dunham al basso e i cori di Marva King e Shelby J.
È una fotografia di un preciso momento della carriera di Prince, ma all’ascolto non dà affatto l’impressione di essere una semplice registrazione rimasta chiusa per quasi vent’anni in un archivio.
Sembra viva.
Ed è proprio questa la forza del Vault di Prince: non soltanto conservare materiale raro, ma continuare a restituire frammenti di un artista che sembrava avere sempre un’altra idea, un’altra canzone, un’altra direzione da esplorare.
Prince e quella libertà creativa impossibile da imitare
Il bello di Prince è che non sembrava avere bisogno di scegliere.
Rock o funk?
Pop o soul?
Sensualità o spiritualità?
Chitarra o sintetizzatore?
Melodia o sperimentazione?
La risposta era sempre la stessa:
tutto.
Timeless rende evidente proprio questa straordinaria varietà. La raccolta comprende dieci registrazioni realizzate in periodi diversi della carriera, dal 1977 al 2016, e segue sostanzialmente un percorso cronologico attraverso il suo archivio.
Si passa così dal giovanissimo Prince di I Am You alla dimensione rock di Tick Tick Bang, fino a With This Tear, Stone, Calabama, The Guilty Ones, Bestest Friend e alla versione live di How Come U Don’t Call Me Anymore?.
In questo viaggio, “The Guilty Ones” occupa un posto particolare.
È il momento in cui il suono diventa più fisico. Più ruvido, aggressivo e più rock.
Se vuoi scoprire di più sull’album Timeless leggi il nostro articolo precedente: Nuovo album di Prince “Timeless”: 10 brani inediti per celebrare il genio musicale del Purple One
Prince The Guilty Ones: La chitarra è ancora il cuore del brano
Quando si parla di Prince, spesso il discorso finisce inevitabilmente sulle grandi hit.
Ma limitarsi a “Purple Rain” significa perdere una parte enorme della sua identità musicale.
Prince era un chitarrista straordinario e “The Guilty Ones” lo dimostra ancora una volta. La chitarra non è un semplice elemento dell’arrangiamento. È quasi una voce.
Il riff costruisce l’identità del brano, mentre l’assolo porta la traccia verso quella dimensione di libertà strumentale che rappresentava uno degli aspetti più affascinanti del suo modo di fare musica. E ascoltandola viene spontaneo pensare che Prince non avesse mai veramente bisogno di dimostrare qualcosa.
Suonava. E bastava quello.
Il rock di Prince è ancora tremendamente attuale
È questo forse l’aspetto più sorprendente.
Ascoltare oggi un brano registrato nel 2007 dovrebbe significare fare un salto indietro nel tempo.
Con “The Guilty Ones”, invece, il tempo sembra quasi scomparire.
Il suono conserva energia, il riff funziona e la chitarra mantiene quella capacità di catturare immediatamente l’attenzione.
Non sembra una reliquia. Sembra un brano che avrebbe potuto essere registrato ieri. Non era semplicemente avanti rispetto alla sua epoca. Era un artista che sembrava vivere al di fuori delle epoche.
Quattro minuti per ricordarsi chi era Prince
La cosa più bella è che dopo tanti anni Prince riesce ancora a provocare quella sensazione che conosciamo bene quando ascoltiamo un grande artista.
Quella sensazione di stupore. Quella domanda inevitabile:
“Come faceva?”
Come faceva a passare dal funk al rock, dal pop alla psichedelia, dalla sensualità alla spiritualità mantenendo sempre una propria identità?
A trasformare una chitarra in una voce?
Come faceva a essere contemporaneamente musicista, compositore, produttore, performer, chitarrista e visionario?
Forse la risposta è proprio nella sua libertà.
Prince Rogers Nelson non ha mai avuto particolare interesse nel rispettare i confini.
I confini li spostava.
E “The Guilty Ones” è un’altra piccola finestra aperta su quella creatività inesauribile.
Prince The Guilty Ones: Non è nostalgia. È ancora musica.
Questo è forse il punto più importante. La nostalgia guarda indietro. La musica, quando è davvero grande, continua ad andare avanti.
Per questo il brano funziona ancora oggi. Non ha bisogno dell’effetto nostalgia per emozionare.
Parte la chitarra e improvvisamente Prince è di nuovo lì.
Sfrontato.
Elegante.
Potente.
Ironico.
Spirituale.
Rock.
Terribilmente rock.
Timeless nasce proprio da questo patrimonio: dieci registrazioni che attraversano quasi quattro decenni della sua carriera e permettono di osservare ancora una volta l’evoluzione di uno degli artisti più innovativi della musica popolare. Il progetto è stato masterizzato da Chris James, ingegnere e produttore che ha lavorato a lungo sull’eredità sonora di Prince.
E “The Guilty Ones”, per quanto mi riguarda, è una delle sorprese più potenti della raccolta. Non perché sia “un nuovo Prince”.
Ma perché è Prince. E forse è proprio questo che ci manca di più.
Quel musicista capace di prendere una chitarra, accendere l’amplificatore e farci dimenticare per quattro minuti tutto il resto.
Un brano potente, sporco al punto giusto, sorprendentemente rock e capace di celebrare non soltanto la grandezza di Prince, ma soprattutto la sua libertà creativa. Perché Prince non apparteneva a un genere. Prince apparteneva alla musica.
Tracklist: Timeless (Digital & CD)
- 1. I Am You – 1977
- 2. Tick Tick Bang – 1981
- 3. Heaven – 1985
- 4. I Wonder – 1989
- 5. With This Tear – 1991
- 6. Stone – 1995
- 7. Calabama – 2003
- 8. The Guilty Ones – 2007
- 9. Bestest Friend – 2012
- 10. How Come You Don’t Call Me Anymore? (Live) – 2016
Prince, “The Guilty Ones”
“The Guilty Ones” è un brano di Prince, pubblicato postumo nella raccolta Timeless del 2026. La canzone mostra soprattutto il lato più rock e chitarristico dell’artista di Minneapolis.
“The Guilty Ones” è stata registrata nel 2007 a Paisley Park Studios, durante una fase della carriera di Prince caratterizzata da una grande libertà creativa e da una continua sperimentazione musicale.
“The Guilty Ones” è l’ottava traccia di Timeless, raccolta postuma di Prince pubblicata il 28 agosto 2026 e composta da dieci registrazioni rare e inedite provenienti dal suo archivio.
La versione di “The Guilty Ones” contenuta in Timeless dura circa quattro minuti e quindici secondi.
Sì. “The Guilty Ones” rappresenta uno dei momenti più rock di Timeless. La chitarra di Prince è al centro del brano e contribuisce a creare un sound energico, potente e caratterizzato da una forte componente modern rock.
Timeless è stato pubblicato il 28 agosto 2026. La raccolta contiene dieci registrazioni rare e inedite provenienti dall’archivio di Prince e realizzate in diversi momenti della sua carriera, dal 1977 al 2016.
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