Rainbow Awards 2026: Le parole di Priscilla scuotono la platea e danno voce a una comunità
Roma, 2 febbraio 2026 – Teatro Brancaccio, sold out. Colori e emozioni a pieno regime per la quarta edizione dei Rainbow Awards 2026. Una serata che unisce spettacolo, politica e attivismo in nome dei diritti LGBTQIA+.
L’evento, presentato da Chiara Francini e Alessio Marzilli, conferma la maturità e la visibilità crescente del premio. In soli quattro anni è diventato un punto di riferimento per la cultura civile e l’impegno sociale della Capitale.
La drag queen Silvana Della Magliana, insieme ad Alex Croitor, ha raccontato in diretta social ogni ingresso, mentre Renato Scattarella si è occupato del backstage, intervistando ospiti e premiati in un mix di intrattenimento e racconto civile.
L’evento è stato ideato e promosso da Adriano Bartolucci Proietti, presidente di GAYCS e fondatore dei Rainbow Awards. Ha confermato il prestigio crescente della manifestazione. In pochi anni è diventato un punto di riferimento per i diritti e la cultura LGBTQIA+. Ha portato le storie e le battaglie della comunità su uno dei palcoscenici più importanti della Capitale.
Rainbow Awards 2026: Il momento più intenso le parole di Priscilla
Dal palco è arrivato il momento più emozionante della serata: il discorso di Priscilla, premiata per il suo impegno politico e sociale. Le sue parole hanno trasformato la cerimonia in un manifesto collettivo, ricordando come essere drag in Italia significhi esporsi ogni giorno a giudizio, censura e precarietà, ma anche scegliere consapevolmente di esserci.
«Il drag non è un capriccio, è una necessità politica, culturale e vitale. La politica siamo noi, in ogni scelta quotidiana, anche quando non scegliamo. E il drag prende tutto ciò che la società considera debole, fuori posto, la diversità, il femminile, l’eccesso, e lo trasforma in forza, in linguaggio, in possibilità», ha detto Priscilla, tra applausi e commozione.

Il discorso ha ricordato come il drag sia resistenza e autodeterminazione, e abbia il potere di dare visibilità a chi cresce sentendosi solo, sbagliato o invisibile. Ogni corpo in scena diventa dichiarazione di esistenza, ogni voce una memoria e un futuro. Priscilla ha esteso il riconoscimento a tutte le drag queen, drag king e performer, ai collettivi, alle associazioni e alle persone che portano il drag nelle piazze, nelle scuole e negli spazi sociali, sfidando paura e pregiudizio.
Un passaggio particolarmente toccante ha riguardato la lotta intersezionale, che include persone transgender sotto attacco, giovani vittime di bullismo omofobico e transfobico, e tutte le comunità marginalizzate:
«Nessuna liberazione è possibile se non è per tutte. O siamo libere tutte, o non è libera nessuna».
Infine, Priscilla ha dedicato il premio a Bruno Gagliano, in arte Kastadiva, ricordandone la generosità, il sostegno costante e la capacità di trasformare anche la fatica in senso e motivazione, un gesto che ha reso la serata ancora più personale e comunitaria allo stesso tempo.

Premi, ospiti e storie dal palco
Accanto alla componente emotiva, i Rainbow Awards hanno celebrato premi e menzioni in ogni settore. Dalla musica alla tv, dal teatro alla letteratura, dallo sport al sociale. Tra i protagonisti della serata ci sono stati Luciana Littizzetto, premiata per la carriera. Francesca Fagnani, per la televisione. Big Mama, per la musica. E Malika Ayane, per il teatro.
Sul palco sono saliti anche il sindaco di Budapest Gergely Karácsony. Maria Elena Boschi, premiata per i dieci anni della legge sulle Unioni Civili. Teresa Ciabatti, per la letteratura. E volti noti di programmi televisivi come gli agenti di Casa a Prima Vista.
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A completare il quadro, realtà associative, serie tv, podcast, performance drag e sportivi: un vero spaccato dell’Italia che lavora per i diritti e l’inclusione.

Accanto ai premiati, hanno partecipato ospiti come Elly Schlein (segretaria del Partito Democratico), il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e numerosi esponenti della cultura e della politica italiana. Ufficio stampa: Egizia Mondini. La direzione artistica è stata curata da Dimitri Cocciuti, showrunner di Drag Race Italia, che ha portato sul palco l’energia, la creatività e la visione inclusiva dello show.
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Un palco di diritti, voci e storie
I Rainbow Awards 2026 (LINK) hanno così trasformato il Brancaccio in palco di diritti, voci e storie, confermando che la cultura può essere alleanza. La libertà non è un privilegio, ma un diritto da difendere ogni giorno. Una serata sold out, segno che la comunità e il pubblico continuano a rispondere con entusiasmo e partecipazione a eventi che parlano di inclusione e diritti.

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