Giorgio Pasotti è il “Rosso volante” su Rai1: dentro la leggenda di Eugenio Monti
Su una pista perfettamente preparata per le Olimpiadi invernali, un uomo si prepara a scendere a bordo del suo bob. È il 1964, Innsbruck, e quel corridore dai capelli rossi e l’audacia leggenda ha un nome che il mondo dello sport ricorderà per sempre: Eugenio Monti. Soprannominato “Rosso Volante” dal giornalista Gianni Brera, Eugenio non è solo un campione: è un simbolo di fair play, coraggio e determinazione.

Sul grande schermo, questo mito prende vita grazie a Giorgio Pasotti, che con intensità e precisione restituisce al pubblico la complessità di un uomo capace di emozionare e sorprendere, dentro e fuori dalla pista. Il film tv “Rosso volante su Rai1 ”, in onda lunedì 23 febbraio in prima serata, ci conduce in un viaggio tra sport, emozioni e vita privata di un campione che ha fatto della lealtà il suo vero oro.
Rosso volante su Rai 1:Trama
La pista di Innsbruck 1964 è una striscia di ghiaccio lucente tra le montagne innevate. Il vento taglia il volto e il rombo dei bob si mescola al silenzio carico di tensione delle tribune. In cima alla rampa, Eugenio Monti, soprannominato “Rosso Volante”, respira profondamente, sentendo il cuore battere forte. I capelli rossi scompigliati dal casco, gli occhi fissi sulla discesa. Accanto a lui, Sergio Siorpaes gli dà una pacca sulla spalla:
“Pronto a volare?”
Monti sorride, senza parole, e spinge il bob. La discesa è un turbine: ghiaccio, velocità, rischio, ogni curva una sfida tra talento e destino. Arrivato al traguardo, il suo tempo è eccezionale, ma poi nota un dettaglio che gli fa fermare il respiro: Tony Nash ha perso un bullone. Senza esitazione, Monti scende dal podio, corre verso il rivale e gli porge il suo pezzo di ricambio. Gli inglesi vincono l’oro. L’Italia si deve accontentare del bronzo. Ma Monti ha fatto qualcosa che nessuna medaglia può eguagliare: ha vinto il rispetto di tutto il mondo sportivo.
La vita tra gare e silenzi
Nei quattro anni successivi, Monti si allena senza sosta. Ogni caduta è un promemoria della fragilità umana, ogni vittoria un passo verso il sogno di Grenoble 1968. Il film alterna scene di adrenalina pura sulle piste olimpiche a momenti di intimità domestica: Eugenio seduto alla scrivania, studiando i tracciati, la madre Adele che gli porta il tè caldo, il padre Ugo che lo guarda con orgoglio e timore.
“Non importa quanto veloce vai,” dice il padre, “importa come tieni il cuore, Eugenio.”
Monti annuisce, stringendo il pugno: il cuore è la sua vera guida.
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Il film segue i quattro anni successivi, tra allenamenti massacranti, cadute dolorose, dubbi e speranze, fino alle Olimpiadi di Grenoble 1968, dove Monti finalmente conquista la medaglia d’oro. Ogni scena racconta la vita di un uomo che ha sfidato il tempo, le avversità e le proprie paure con la stessa audacia con cui affronta le curve ghiacciate del bob.
Cast: i volti dietro la leggenda
- GIORGIO PASOTTI: Eugenio Monti
- ANDREA PENNACCHI: Gianni Brera
- DENISE TANTUCCI: Linda Lee
- MAURIZIO DONADONI: Podar
- STEFANO SCANDALETTI: Sergio Siorpaes
- MICHELA MARTINI: Adele (madre di Eugenio Monti)
- ALESSANDRO BRESSANELLO: Ugo (padre di Eugenio Monti)
- DANIELE DE ANGELIS: Luciano De Paolis
- VITTORIO HAMARZ VASFI: Leonida
Regia e stile: vivere il film come se fosse reale
Alessandro Angelini dirige con uno stile duplice: vigoroso, quasi documentaristico, nelle scene di gara, dove il pubblico sente il freddo, la velocità e il rombo del bob; contemplativo e statico nelle sequenze intime, dove la sofferenza e i tormenti del protagonista si muovono in un mondo apparentemente immobile.
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Per dare autenticità, Angelini ha ricostruito le piste olimpiche fedelmente, studiando filmati d’epoca e tecniche dei cinegiornali, e ha inserito immagini di repertorio, creando un ponte tra passato e presente. La sceneggiatura, firmata da Silvia Napolitano, Giorgio Pasotti e Valerio Bariletti, è liberamente ispirata al libro “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta, ma aggiunge respiro e profondità emotiva, come un romanzo visivo.
“Il mondo intorno a Monti sembra fermo, quasi immobile, mentre le sue emozioni esplodono nello spazio. Volevamo far sentire al pubblico la sua tensione interiore, come se ogni silenzio e ogni gesto raccontassero la sua storia” – Alessandro Angelini
Genere: biografia, sport e dramma
Biografico – Sportivo – Drammatico.
“Rosso volante” non è solo un film sulle gare olimpiche: è un racconto di vita, un’immersione nelle emozioni di un uomo che ha saputo trasformare la lealtà in vittoria, e la passione in esempio universale. Le gare sono adrenalina pura, le Dolomiti sono maestose e imperturbabili, e la vita privata di Monti è un intreccio di amore, amicizia, sfide e sogni.
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Quando e dove vedere il film
- Data: Lunedì 23 febbraio
- Ora: Prima serata
- Rete: Rai1
- Evento speciale: inserito nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano-Cortina 2026
Rosso volante su Rai 1: Curiosità dal set e dalla vita reale
- Il soprannome “Rosso volante” nasce dai capelli rossi e dall’audacia di Monti sulle piste.
- Il gesto del bullone del 1964 rimane uno dei più celebri esempi di fair play olimpico.
- Le gare sono state ricreate con attenzione ai minimi dettagli tecnici e storici, ricostruendo piste e ambientazioni degli anni ’60.
- La regia alterna ritmo serrato e lentezza contemplativa per far sentire al pubblico la tensione e la grandezza interiore del protagonista.
Con Giorgio Pasotti nei panni del “Rosso volante” su Rai1 (LINK), il film diventa più di un racconto sportivo: è un’esperienza cinematografica, emotiva e immersiva, che fa vivere allo spettatore ogni curva, ogni caduta, ogni trionfo, e soprattutto ogni gesto di lealtà che ha reso Monti una leggenda senza tempo.
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