Intervista a Silvia Mezzanotte: “Cantare Mina è stato un viaggio dentro me stessa”

Voce raffinata, interprete intensa e artista capace di attraversare epoche musicali diverse restando sempre fedele a sé stessa, Silvia Mezzanotte torna sul palco con un progetto che è molto più di un omaggio: è un atto d’amore e di coraggio artistico. Con il tour “Silvia Mezzanotte canta Mina”, l’ex voce dei Matia Bazar affronta uno dei repertori più iconici della musica italiana, trasformandolo in un viaggio personale fatto di emozioni, memoria e identità femminile. In questa intervista Silvia racconta le sfide, le scelte intime e la maturità che l’hanno portata ad avvicinarsi all’universo di Mina, il valore del live come spazio di verità e i nuovi progetti che guardano al futuro senza dimenticare la bellezza del passato.

Silvia Mezzanotte

Silvia, cosa ti ha spinto oggi, nella tua piena maturità artistica, a dedicare un intero tour a Mina? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che era il tempo giusto?

Ho aspettato quasi due anni prima di accettare questo ruolo. E mi sono convinta solo quando mi sono resa conto che i brani, gli arrangiamenti e i dialoghi mi avrebbero permesso di entrare in contatto con la mia parte più profonda, riuscendo ad esprimere in ogni nota la mia esperienza, la mia vita, la mia interiorità emotiva.

Quali sono state le principali sfide nell’affrontare un repertorio così complesso e iconico come quello di Mina, sia vocalmente sia emotivamente?

Con Mina ogni cosa è una sfida. La scelta dei brani, prima di tutto, delle tonalità, degli arrangiamenti, le parole da usare per svelare me stessa, le canzoni e soprattutto Mina. In un viaggio che mi porta in realtà a raccontare molto di me.

Nel tour sarai accompagnata dall’ensemble femminile Le Muse. Com’è nato questo incontro artistico e cosa ti affascina del loro modo di fare musica?

Ho visto un loro spettacolo intitolato Omaggio a Morricone al Teatro Duse di Bologna. Me ne sono innamorata. Sul palco c’è una grande energia tutta al femminile che si manifesta, consolida, ed esprime in ogni brano che facciamo insieme.

Questo spettacolo viene definito un viaggio tra musica, ricordi e identità femminile. Qual è l’emozione che speri il pubblico possa portare a casa?

Ho la speranza ma anche un po’ la presunzione di prendere il pubblico per mano e portarlo a spasso tra i sogni. I brani, che sono tra i più famosi di Mina, di per sé sono forieri di sensazioni e ricordi. Poi c’è la mia interpretazione, a tratti, credo sorprendente, perché ho trattato le canzoni utilizzando la mia voce a 360 gradi, anche in modi molto diversi dall’originale, sempre attenta comunque al rispetto per l’artista che celebriamo. Perciò spero, e mi pare di esserci riuscita finora che il pubblico porti con sé una vibrazione del cuore.

La tua interpretazione di ‘Brava’ a Tale e Quale Show è rimasta memorabile. Quanto ha influito quell’esperienza sul tuo rapporto artistico con Mina?

Quell’esibizione sicuramente mi ha dato la forza e la carica per pensare di poter fare questo repertorio. Ma c’è voluto comunque molto tempo.

Hai celebrato con Carlo Marrale i 50 anni di ‘Stasera che Sera’. Cosa hai provato nel tornare su un brano che rappresenta l’esordio dei Matia Bazar e una parte importante della tua storia musicale

Io e Carlo abbiamo una sintonia unica. Abbiamo ormai da anni uno spettacolo collaudato nel quale raccontiamo la nostra storia nei Matia Bazar attraverso i più grandi successi della band e poter fare questo viaggio insieme a chi li ha scritti mi fa sentire molto orgogliosa.

Silvia Mezzanotte

Tra questo nuovo omaggio a Mina con il   tour “Silvia Mezzanotte canta Mina” e il tour teatrale di ‘Stasera che sera 50th’, sembra un periodo di grande celebrazione dei classici. Cosa rappresenta per te guardare al passato per creare nuovo futuro?

La mia dimensione più appagante è il live. Sono un’interprete pura. Per questo metto le mie capacità al servizio delle belle canzoni. La bellezza è l’unico canone che mi guida. Passata, presente e futura.

C’è un brano di Mina che senti particolarmente ‘tuo’, nonostante l’enorme distanza generazionale e stilistica tra voi?

Ho realizzato su Io Domani un arrangiamento vocale che mi permette di utilizzare anche la parte di vocalità che mi riporta alla mia dimensione Matia Bazar. È un momento topico del concerto. Uno di quelli più impegnativi ma di massima soddisfazione.

Il pubblico ti riconosce una vocalità elegante e autentica. Qual è oggi, per te, il modo migliore per continuare a rinnovarti artisticamente senza perdere la tua identità?

Avere rispetto per la mia autenticità. Confrontarmi, cioè, con un mondo musicale che mi appartiene, che sia vecchio o nuovo. Senza snaturarmi. Credo sia questo l’unico segreto.

Dopo questo tour quali sono i tuoi prossimi progetti futuri?

Io e Carlo Marrale stiamo lavorando a dei brani inediti. Intanto mi godo i tanti bellissimi concerti che mi vedranno protagonista.

SOCIAL – SILVIA MEZZANOTTE


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