Recensione – The Dog Stars: Ridley Scott Torna Alla Fine Del Mondo
In The Dog Stars la fine del mondo, a quanto pare, non è abbastanza per farci smettere di essere umani. Questa recensione di The Dog Stars racconta il ritorno di Ridley Scott al cinema post-apocalittico, tra sopravvivenza, solitudine e fragilità umana.
Arriva al cinema The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, il nuovo film di Ridley Scott, regista di Alien, Blade Runner e Il Gladiatore, che torna al cinema post-apocalittico con un adattamento del romanzo Le stelle del cane di Peter Heller.
Scritto da Mark L. Smith e prodotto dallo stesso Scott insieme a Michael Pruss, Mark L. Smith e Cliff Roberts, il film è prodotto da 20th Century Studios e vede protagonisti Jacob Elordi, Josh Brolin e Margaret Qualley, affiancati da Guy Pearce, Benedict Wong e Allison Janney.

Recensione di The Dog Stars – La fine del mondo, ma con vista sulle Dolomiti
Torna, finalmente, Ridley Scott con un film più “semplice” rispetto agli ultimi, non proprio fortunatissimi, della sua filmografia. E bisogna prendere “semplice” davvero con le pinze: forse sarebbe più corretto dire meno ambizioso. Dopo House of Gucci, Napoleon e Il Gladiatore 2 — il più sfortunato dei tre — era da The Last Duel che Scott non tornava a interrogarsi così direttamente sulle dinamiche umane e, in qualche modo, su se stesso.
Con The Dog Stars, il regista britannico sceglie di misurarsi con il cinema post-apocalittico, adattando il romanzo omonimo di Peter Heller. Un virus letale ha decimato la popolazione mondiale e lasciato dietro di sé un’umanità ridotta all’essenziale.
Scott, però, evita di spiegarci tutto: non sappiamo con precisione quanto tempo sia trascorso dall’inizio della catastrofe, né quanto il mondo che vediamo sia davvero vicino al nostro. Una scelta che, almeno a una prima visione, genera qualche interrogativo sulla timeline di questo universo e persino sull’età dei personaggi.
Ma è proprio qui che arriva la prima, ottima sorpresa di The Dog Stars: non è il solito film post-apocalittico.
Non siamo dalle parti di Mad Max, anche se qualche momento sembra ricordarci inevitabilmente quel cinema fatto di inseguimenti, minacce improvvise e sopravvivenza. Ma Scott non sembra particolarmente interessato a mostrarci quanto sia spettacolare la fine del mondo. Gli interessa, piuttosto, capire cosa rimane dell’uomo quando il mondo è già finito.
Il futuro di The Dog Stars, almeno nella sua prima parte, è persino bucolico. Un paesaggio quasi incontaminato, silenzioso, attraversato da montagne, boschi e cieli enormi. E proprio tra quelle che noi italiani riconosciamo immediatamente come vette della nostra nazione si muove il protagonista, interpretato da Jacob Elordi, a bordo del suo piccolo aereo giallo e accompagnato dal suo cane.
Il cane, naturalmente, non è soltanto un cane. È l’ultimo legame rimasto con una vita precedente, l’unico ricordo concreto della moglie morta e, soprattutto, una delle poche ragioni per cui il protagonista sembra ancora disposto a continuare.
A fargli compagnia c’è Josh Brolin, con cui divide una quotidianità fatta di poche cose: giocano a carte, bevono, mangiano gli ottimi pasti preparati dal protagonista e cercano, per quanto possibile, di fingere che tutto questo sia ancora una vita normale.
Insomma, se questa è la fine del mondo, forse una firma ce la metterei anch’io. Ma naturalmente non può andare così. Siamo pur sempre dentro un film di Ridley Scott.

The Dog Stars: Recensione – Tutti cercano un rifugio. Nessuno sa cosa trovarci
Un incidente, alcune distrazioni e la necessità di spingersi oltre il proprio piccolo rifugio fanno partire il protagonista verso Junke Town, in quello che diventa il vero cuore narrativo del film. The Dog Stars si trasforma così in un road movie post-apocalittico, uno di quei racconti in cui i protagonisti attraversano un mondo apparentemente vuoto alla ricerca di un luogo che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare una salvezza.
E chiunque abbia una minima familiarità con questo tipo di cinema avrà già capito che, probabilmente, il vero problema non sarà arrivare a destinazione.
Durante il viaggio entreranno in scena nuovi personaggi, tra cui quello interpretato da Margaret Qualley, che si unisce al protagonista insieme al padre. Da quel momento il film smette progressivamente di essere soltanto una storia sulla sopravvivenza e diventa qualcosa di più interessante: un racconto sulla difficoltà di tornare a fidarsi degli altri quando tutto ciò che ci circonda ci ha insegnato a fare esattamente il contrario.
È qui che Scott trova il suo terreno più fertile.
Perché sotto la superficie del film di sopravvivenza, tra pistole, aerei e paesaggi devastati, The Dog Stars parla soprattutto di solitudine. Tutti i personaggi hanno perso qualcosa. Qualcuno una persona, qualcuno una casa, qualcuno una parte di sé. E il problema non è soltanto ciò che hanno perduto: è che nessuno sembra davvero pronto a ritrovarlo nell’altro.

La fine del mondo non ci ha resi migliori
Nella mia recensione di The Dog Stars, emerge come il regista torni al genere più puro quando serve, alternandolo alle incursioni nella dimensione emotiva dei protagonisti e nei traumi che si portano dietro da prima della crisi. Il mondo è finito, sì, ma il vero problema è che le persone continuano a portarsi dietro tutto ciò che le rendeva fragili anche prima dell’apocalisse.
E forse è proprio questo il punto più interessante del film: la fine del mondo non ci rende necessariamente persone diverse. A volte ci toglie soltanto le occasioni per fingere di esserlo.
Scott sembra sempre più interessato a uomini e donne incapaci di comunicare, separati da una distanza che non è necessariamente fisica. In The Dog Stars questa distanza diventa letterale: chilometri di paesaggio vuoto, rifugi isolati, città abbandonate. Ma soprattutto diventa emotiva.
Siamo tutti ostili gli uni con gli altri, anche quando avremmo disperatamente bisogno di qualcuno.
Che Ridley Scott si sia definitivamente amareggiato? Forse. Di certo, a quasi novant’anni, sembra sempre meno interessato a raccontarci mondi fantastici e sempre più intenzionato a ricordarci quanto poco ci voglia perché il nostro mondo smetta di sembrarlo.
Se vuoi approfondire alcune tematiche del film, come il trailer o il cast, puoi leggere i nostri articoli precedenti.
- “The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine”: Ridley Scott firma un intenso viaggio tra sopravvivenza e speranza
- The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine: trailer e poster del nuovo film di Ridley Scott, al cinema dal 26 agosto
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