Tra cinema, memoria e racconto: l’Open Sax Quartet incanta Torino

Esistono concerti che propongono semplicemente un repertorio e altri che costruiscono un percorso culturale capace di guidare il pubblico attraverso linguaggi, epoche e suggestioni differenti. È quanto accaduto lo scorso 14 giugno con l’Open Sax Quartet, protagonista di una riuscita serata della Stagione Stefano Tempia presso la Chiesa di San Dalmazzo di Torino.


Il programma, significativamente intitolato Soundtrack Memories, ha proposto un itinerario attraverso celebri colonne sonore e pagine appartenenti all’immaginario musicale del Novecento.

Open Sax Quartet: un ensemble di talento

L’ensemble, formato da Giuseppe Canone al sax soprano, Giacomo Dipalma al sax contralto, Mario Micello al sax tenore e Matteo Oltolini al sax baritono, unisce sensibilità differenti.


La particolarità del gruppo risiede infatti nell’incontro tra tre generazioni di musicisti, accomunate dalla passione per il saxofono e dalla pratica della musica d’insieme.


Questa pluralità di esperienze si traduce in un approccio interpretativo aperto, capace di attraversare repertori molto diversi mantenendo sempre una riconoscibile coerenza espressiva.

La modalità comunicativa puntuale e mai invasiva

Uno degli aspetti più interessanti della serata è stato il carattere quasi didattico assunto dall’intero concerto attraverso introduzioni puntuali e mai invasive.


I musicisti hanno infatti accompagnato diverse esecuzioni con aneddoti, riferimenti storici e osservazioni musicali, offrendo agli ascoltatori preziose chiavi di lettura.


Questa modalità comunicativa ha favorito una partecipazione più consapevole del pubblico, creando un rapporto diretto che raramente si incontra nelle tradizionali esecuzioni concertistiche.

L’apertura con il tema dal Castello Errante di Howl

L’apertura con il tema dal Castello Errante di Howl di Joe Hisaishi ha immediatamente evidenziato la cura timbrica e l’equilibrio sonoro dell’ensemble.


L’arrangiamento di Giuseppe Canone valorizza efficacemente le possibilità espressive del quartetto, restituendo intatta l’atmosfera sospesa e sognante dell’originale cinematografico.

Open Sax Quartet interpreta Stevie Wonder

Con Sir Duke di Stevie Wonder il quartetto ha cambiato completamente registro, affrontando con disinvoltura una scrittura ritmicamente brillante e particolarmente coinvolgente.


L’energia della pagina è stata resa con precisione e naturalezza, senza rinunciare alla chiarezza delle linee e all’equilibrio complessivo dell’impasto sonoro.


Particolarmente riuscita è apparsa anche l’esecuzione di Dixie for Saxes di Pedro Iturralde, composizione che richiede notevole flessibilità stilistica e tecnica.


I musicisti hanno saputo evidenziare tanto la componente ritmica quanto quella melodica, mantenendo sempre vivace il dialogo tra le quattro voci.

L’interpretazione della musica di Nuovo Cinema Paradiso

Tra i momenti più intensi della serata si è collocato certamente Nuovo Cinema Paradiso, affidato a una trascrizione particolarmente rispettosa dello spirito originale.


La celebre melodia dei Morricone è emersa con grande naturalezza, sostenuta da fraseggi eleganti e da una costante attenzione all’equilibrio dinamico.


Con Salute to Glenn Miller il quartetto ha reso omaggio alla tradizione delle big band americane attraverso una lettura brillante e accuratamente costruita.

Open Sax Quartet e il lavoro di Bill Holcombe nel medley di Ennio Morricone

La scrittura di Bill Holcombe consente infatti di evocare il linguaggio orchestrale swing, sfruttando pienamente le possibilità timbriche della famiglia dei saxofoni.


Ampio spazio è stato naturalmente riservato all’universo creativo di Ennio Morricone attraverso il medley Morricone Super Star, arrangiato da Giuseppe Canone.


Più che una semplice raccolta di temi celebri, il brano propone una sintesi efficace della straordinaria varietà stilistica del compositore romano.


L’ensemble ha affrontato questa pagina con sensibilità narrativa, alternando episodi lirici e momenti più energici senza perdere continuità espressiva.

Il Medley di Henry Mancini

Open Sax Quartet

Molto apprezzato dal pubblico è stato anche il Henry Mancini Medley, costruito intorno ad alcune delle melodie più riconoscibili del Novecento.


Da Moon River a The Pink Panther, ogni episodio è stato caratterizzato da una lettura vivace, elegante e sempre musicalmente convincente.


La parte conclusiva del concerto è stata affidata ad Astor Piazzolla con Oblivion e Libertango, autentici classici del repertorio contemporaneo.


In queste pagine il quartetto ha espresso pienamente le proprie capacità interpretative, coniugando tensione ritmica, intensità emotiva e raffinata cura del dettaglio.


L’alternanza tra momenti introspettivi e passaggi più incisivi è stata gestita con equilibrio, evidenziando la maturità musicale dell’ensemble.

Open Sax quartet: un concerto tra divulgazione culturale e qualità esecutiva


Il risultato complessivo è stato quello di un concerto capace di unire divulgazione culturale e qualità esecutiva in una formula particolarmente efficace.


Le spiegazioni introduttive non hanno mai interrotto il flusso musicale, ma hanno contribuito a valorizzare il significato delle opere proposte.


L’Open Sax Quartet conferma così una personalità artistica ben definita, fondata sulla versatilità stilistica, sulla qualità interpretativa e sulla comunicazione.


Una serata riuscita, accolta con vivo interesse dal pubblico, che ha saputo trasformare il ricordo cinematografico in un’autentica esperienza musicale condivisa.

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