Il mio brano che il pubblico dovrebbe riscoprire: parlano nove star del rock
Hanno composto e lanciato decine di brani di successo che il pubblico ha ascoltato, cantato ed amato. Eppure nel loro repertorio c’è ancora un brano (o magari più di uno o addirittura un intero album), che chissà per quale motivo a parer loro, non ha avuto ciò che gli spettava. Backdigit.com ha chiesto a nove stelle del rock internazionale, dagli Stati Uniti all’Italia, dall’Inghilterra al Giappone, di svelarci qual’ê il pezzo che hanno pubblicato e che, nonostante meritasse molto, non è stato sufficientemente valutato. Un brano da riscoprire, insomma, andando a pescare anche tra il vecchio materiale. A voi il compito…
Saeko

Volete la verità? Penso che tutte le mie canzoni andrebbero riscoperte perché in ogni album che ho fatto ci sono dei pezzi eccellenti. Il mio disco d’esordio era ancora un po’ acerbo ma il terzo Holy Are we Alone del 2021 ha una qualità incredibile. Un giornalista di BURRN! lo ha definito l’Album dell’Anno e consideriamo anche che per via del covid non ho potuto fare assolutamente nulla per promuoverlo. Quando la situazione della pandemia stava migliorando e fu di nuovo possibile riprendere l’attività live il mio visto per l’Europa era scaduto così fui costretta a ritornare in Giappone. Di conseguenza l’album, seppur uscito sul mercato, non riuscì mai a raggiungere davvero il pubblico. Comunque avevo già avuto problemi nel 2006 con il mio secondo cd. Era appena uscito quando mi fu rifiutato un rinnovo del visto e fui costretta a lasciare l’Europa. Anche in questo caso niente promozione, ne tour..niente.. Questo fu davvero frustrante per me. Per questo penso che sia il secondo che il terzo album che ho inciso dovrebbero di essere riscoperti e ascoltati con l’attenzione che meritano.
Cindy Blackman Santana

C’e un mio pezzo che credo il pubblico dovrebbe proprio riscoprire: si tratta di Sword of the Painter contenuto nell’album Works on Canvas.
Greg Spawton (Big Big Train)

East Coast Racer (english electric part two 2 – 2013) E’ un pezzo dove credo ci siano due momenti molto particolari di cui uno, spesso e volentieri, ha fatto perfino commuovere l’ascoltatore ogni volta che lo abbiamo eseguito dal vivo. Sono molto orgoglioso di East Coast Racer e lo suoneremo in parte o magari anche tutto, nel corso dei nostri live shows perchè tutto sommato non è stato molto battuto. Si’, se riguardo indietro al mio percorso musicale questo è probabilmente il brano che penso dovrebbe essere riscoperto dal grande pubblico.
Nad Sylvan (Steve Hackett Band – Solo Artist)

Il mio pezzo che andrebbe riscoperto? Sicuramente What have you done dall’album The Bride Said No del 2017, il brano a cui io tengo di più tra tutti quelli che ho composto. What have you done merita davvero un’audience più vasta perché in un certo qual modo è un classico, con due grandi assoli di chitarra, uno di Steve Hackett e l’altro nella seconda metà di Guthrie Govan.
Marc Turiaux (RPWL)

Io direi senz’altro Sun in the Sky tratta dall’album Stock del 2003 degli RPWL. Questo a parer mio è un pezzo inusuale per la band con un bel contrasto tra una strofa piuttosto atipica e un ritornello forte nel quale il coro canta effettivamente la linea melodica principale.
Filippo Marcheggiani (Banco del Mutuo Soccorso)

Penso che il brano che il pubblico dovrebbe riscoprire è un pezzo che viene dall’unico disco pubblicato degli Scenario: Full Simmetry del 2001 per Musea Records. E’ una ballad che si intitola My Pride ed ha un testo in inglese scritto non esattamente da me ma ispirato da alcune frasi che avevo buttato giù dato che io con l’inglese non mi sento particolarmente a mio agio. My Pride è un pezzo un po’ particolare, quel disco risulta essere un po’ più rock ma ha una struttura armonica molto originale e secondo me, a livello emozionale, è molto forte. E’ un brano che ho scritto per mio Padre che è scomparso quando avevo 15 anni. Tra l’altro My Pride è anche il nome del mio home recording studio.
Virgil Donati (Asia)

In tutta onestà devo dirti che il mio album preferito degli Asia non è il primo ma il secondo, forse anche il terzo, che per altro abbiamo anche registrato dal vivo. Andrebbero sicuramente riscoperte alcune di quelle canzoni che ne fanno parte, in particolare direi Ride Easy del 1986, un pezzo che io amo molto.
Ian Haugland (Europe)

Questa è una domanda molto difficile, ce ne sono così tante di canzoni! Tornando indietro al 1991 però, penso che a Prisoners in Paradise non sia mai stata data una vera opportunità di raggiungere le orecchie del pubblico, perché venne pubblicato proprio nel periodo in cui l’era del grunge prese il sopravvento. Ecco, secondo me Prisoners in Paradise è stato un album molto sottovalutato e credo che contenga alcuni dei brani più belli che gli Europe abbiano mai scritto e inciso. Così ribadisco, quello è davvero un disco che la gente dovrebbe riascoltare.
Alex Landenburg (Kamelot)

Questa si’ che è una bella domanda…Immagino tu intenda qualcosa che è stata pubblicata prima del mio arrivo nei Kamelot. Fammici pensare un attimo.. Non vorrei andare troppo lontano ma ti direi il primo album che è stato fatto con il nostro attuale cantante perché i Kamelot ad un certo punto del loro percorso hanno cambiato cantante. Quindi mi riferisco all’album Silver Thorn. Penso che il fatto che ci fosse un nuovo cantante ha oscurato un pochino i pezzi dell’album dal momento che tutti si sono focalizzati sulle vocals pensando: ah, c’è un nuovo cantante. Io invece credo che Casey Grillo abbia fatto delle cose grandiose in questo disco, soprattutto dal punto di vista del drumming. Ma come ho detto le persone erano così concentrate sulle vocals che non hanno dato il giusto peso a tutto il resto. Così io incoraggerei a riascoltare quel disco e a focalizzare l’attenzione sul lavoro fatto dal mio predecessore perché lui ve lo assicuro è davvero un bravissimo batterista.
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