Recensione di “Volume V”, il nuovo album dei Down: groove metal, riff devastanti e l’ombra di Ozzy.

Il 20 novembre Nuclear Blast Records pubblicherà il nuovo lavoro dei Down, band iconica dell’heavy metal americano.

Da oltre trent’anni, i Down, capitanati da Philip Hansen Anselmo e affiancato dai fedeli compagni: Pepper Keenan, Kirk Windstein, Jimmy Bower e Pat Bruders, ci regalano una musica pensata per chiunque abbia mai fatto headbanging o si sia cimentato nell’air guitar, indossando una maglietta nera come se fosse un’armatura. Questi cinque ragazzacci creano un groove evocativo, capace di scuotere la terra, con voci esplosive accompagnate da riff così potenti da risvegliare antiche divinità.

Parole entusiastiche quelle di Anselmo per l’uscita del progetto: il frontman racconta di come tra i componenti si sia creata un’alchimia elettrizzante, grazie alla prospettiva di lavorare ancora una volta insieme e alla volontà di riportare agli standard di un tempo, cercando allo stesso tempo di creare qualcosa di nuovo.

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Lo stesso Windstein conferma l’atmosfera che scaturisce dall’unione dei loro strumenti e ci tiene a precisare quanto la voce di Anselmo sia tanto incredibile quanto graffiante. Un intreccio nato 35 anni fa con il debutto “Nola” che ora, forti della mole di esperienza alle spalle, li porta ad aggredirci con il classico sound dei Down in “Volume V”.

Il legame tra i membri dei Down ha radici profonde, si conoscono fin da adolescenti e non si sono mai stancati di condividere la passione per la musica, sebbene da adulti abbiano intrapreso strade diverse: Anselmo è diventato il celebre frontman dei Pantera, Keenan chitarrista e cantante dei Corrosion Of Conformity, Windstein leader dei Crowbar e Bower chitarrista degli Eyehategod.

Il disco inizia con un pugno nello stomaco: “The Myth”, un brano che fa capire fin da subito di che pasta sarà fatto l’intero album, grazie alla classica performance vocale di Phil, accompagnata da ritmiche martellanti e da un down-picking chirurgico.

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Un ospite d’onore ci attende nel secondo brano, “Merciful Fate”, in cui King Diamond duella con la voce di Anselmo, accompagnato da assoli infuocati e da un ritmo serrato a 120 BPM. Ciliegina sulla torta, la moglie di Diamond, Livia Zita, che arricchisce il brano con suggestivi vocalizzi.

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Il disco si conclude con “Twice Told Tables”, lasciandoci con un epilogo pesante e ipnotico, un mix di blues rock e metal classico. Anselmo e soci confessano che si tratta di un pezzo a cui tengono particolarmente e in cui si percepisce l’influenza di Ozzy, con un risultato emozionante e intenso.

I Down sono tornati, con un lavoro che colpisce fin da subito con una potenza devastante.

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